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A Maggio Mezzo Milione in Meno di Occupati. L’Inizio della Crisi Occupazionale (ISTAT)

In un momento nel quale il Governo italiano ha scelto d’imporre alle aziende di non poter licenziare, mentre in tutto il mondo moltissimi colossi stanno già attuando piani di razionalizzazione dei costi operativi (quindi licenziamenti, qua l’ultimo caso della compagnia aerospaziale Airbus, leader di settore) e quindi anche da noi, prima o poi, si porrà il medesimo problema, ISTAT fotografa una situazione già critica dal punto di vista occupazionale.

Crolla Occupazione

Da febbraio 2020 a maggio, infatti, l’occupazione ha registrato due dati fortemente negativi, un crollo di mezzo milione di persone tra gli occupati e un ulteriore taglio tra le persone che cercano attivamente un lavoro.

Gli inattivi, infatti, anche grazie alle misure assistenziali previste dallo Stato, primo tra tutti il Reddito di Cittadinanza che ancora chiaramente le opportunità di stipendio lavorativo, al netto delle spese e dei costi, al flusso reddituale derivante dall’incentivo (sempre attendendo l’efficacia di quella Fase 2, la ricerca di lavoro attiva, coniugata al beneficio e funzionale al buon funzionamento di questo n.d.r.) aumentano quasi di 1 milione (900mila unità).

Si tratta, comunque, di dati e informazioni provvisorie pubblicate dall’ente nazionale statistico per quel che concerne il mese di maggio. In ogni caso, la stessa ISTAT sottolinea come già in quest’ultimo mese, a causa della Fase 2, ci sia stata un’inversione di tendenza, con un calo occupazionale meno rimarcato. Salgono i disoccupati, ma si osserva un recupero delle ore lavorate, chiaramente in ragione della ripresa.

Analisi nel Dettaglio

A maggio, ISTAT rileva un calo dell’occupazione di -0,4% rispetto al mese precedente (-84mila unità), con le donne che subiscono in maniera maggiore questa tendenza (-0,7% rispetto a -0,1% appannaggio degli uomini, ossia -65mila contro -19mila).

Se confrontato con maggio 2019, la tendenza rileva un calo di -2,6%, ossia 613mila persone occupate in meno (donne -270mila e uomini -343mila).

Ci sono comunque anche notizie positive: dopo la fine del lockdown, le persone che cercano lavoro aumentano di +18,9% (+307mila unità), con le donne che primeggiano tra quelle che vogliono trovare collocazione in modo netto (+31,3%, 227mila donne, rispetto a 80mila uomini in più, +8,8%).

La situazione dal punto di vista occupazionale a maggio rispecchia una situazione occupazionale che comunque non riflette ancora la possibile crisi economica ancora lungi dal sottolineare i veri e propri effetti. Il tasso di disoccupazione a maggio sale al 7,8% (+1,2 punti) con un aumento ulteriore dal punto di vista giovanile (23,5%, +2,0 punti).