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Alice Mail Personale: Come Risolvere Problemi di Accesso, di Ricezione e di Sicurezza (Phishing)

Alice Mail Personale Come Risolvere Problemi di Accesso, di Ricezione e di Sicurezza (Phishing)

Alice mail è sicuramente uno dei server di posta elettronica più conosciuti e diffusi nella rete internet, anche perché legato al marchio storico che gli italiani associano al mondo delle telecomunicazioni, quella Telecom prima Sip ed ora brand unico Tim.

Nonostante sia molto famoso ed utilizzato, il server di Alice mail dà spesso problemi di accesso, ovvero di ricezione e finanche di sicurezza, visto che è oggetto molte volte di attacco da parte di malintenzionati e persone che vogliono impadronirsi in modo fraudolento dei nostri dati per derubarci o chissà che altro.

Il Phishing, infatti, è una truffa molto particolare messa in atto da veri e propri hacker, ma anche da persone che riescono ad essere molto dettagliati e convincenti. In qualunque modalità essa sia implementata (addirittura si è arrivati all’utilizzo di SMS ed è stato coniato il neologismo SMShing ed i truffatori non stanno risparmiando nemmeno la PEC, la Posta Elettronica Certificata), il fine è sempre lo stesso: cercare di convincere la persona a dare o inserire propri dati personali, ovvero codici bancari o altre password in modo da impadronirsi di queste informazioni e prendere il controllo della nostra identità digitale.

Alice Mail è si un server famoso, ma come tutte le cose più utilizzate, soffre di problematiche di sicurezza proprio per questo motivo e spesso abbiamo difficoltà nell’inviare e ricevere email, aspetto molto negativo e disfunzionale perché la casella di posta è realizzata e progettata proprio per questo.

Tutti problemi che, grazie a qualche piccolo accorgimento ed ai consigli che vi daremo nel prosieguo dell’articolo, possono essere facilmente affrontati e risolti. Non occorre che siate un hacker o che abbiate una laurea in informatica, ma a volte basta un po’ di buon senso e non farsi trascinare dalla velocità della rete, ma fermarsi un attimo a riflettere e prendere così la decisione migliore. Una lezione che vale per qualsiasi tematica presente nella nostra vita.

 

Leggere le Email

Leggere le Email

Prima di parlare dei possibili errori che è possibile incontrare utilizzando Alice Mail, vi mostriamo (passo dopo passo) come è semplice entrare nella propria casella di posta elettronica e leggere le proprie mail.

Bisognerà collegarsi all’indirizzo mail.tim.it e da qui sarà possibile inserire il proprio username e selezionare l’estensione della mail. Nel nostro caso, si dovrà selezionare il pallino che precede la scritta “@alice.it”. Il passo successivo sarà quello di inserire la propria password.

Potremo ora decidere se il sistema ci dovrà ricordare per 15 giorni (in tal caso sarà necessario spuntare la casella) o meno e premere il tasto “Entra”. In caso di problemi d’accesso, si consiglia di leggere l’apposito paragrafo dove spieghiamo come effettuare il recupero di username e password e come deve essere configurato un client esterno.

 

Problemi Ricezione Mail

Il primo argomento da trattare è senz’altro il problema della ricezione delle e-mail. Come abbiamo già accennato, nel caso non riuscissimo a ricevere le mail che attendiamo con ansia, visto oramai il massiccio utilizzo da parte delle persone di questo mezzo, questa cosa potrebbe davvero cagionare danni relativi al mancato recapito della missiva.

Mentre prima ce la potevamo prendere con il postino, magari sguinzagliandogli il proverbiale cucciolo che lo metteva in fuga nonostante fosse piccolo piccolo, ora non possiamo di certo buttare il PC contro un muro.

Armiamoci di pazienza e controlliamo che il nostro indirizzo IP ovvero quell’identificativo con cui ci siamo riconosciuti nella rete internet, non sia stato inserito in qualche black list.

Una Black List è un classico elenco di cose, persone e nel nostro caso, di indirizzi IP che sono considerati dal server di Alice come spam e come tali finiscono nella pattumiera. O meglio, tutte le email che provengono da determinati indirizzi IP, ovvero personal computer collegati alla rete Internet identificabili da un numero, possono finire nella cartella “spam” ovvero non giungere mai a destinazione a seconda dei casi.

Se, ad essere inserito in una black list di una persona a cui vogliamo inviare una email, è il nostro indirizzo IP, allora la nostra mail non giungerà a destinazione oppure finirà nella cartella Spam. Allo stesso modo noi non riceveremo una mail inviata da qualcuno il cui indirizzo IP risulti nella cosiddetta blacklist: il server di posta bloccherà la comunicazione o la destinerà nella cartella spam.

Ovviamente non sempre è colpa nostra o di chi ha bloccato il nostro indirizzo IP perché il server di Alice consulta gli elenchi generati da software anti-spam e di conseguenza inserisce questo o quell’altro indirizzo IP nella black-list.

Il che non significa che sia vero e proprio spam, ma si ripercuote nella capacità di inviare e ricevere email da particolari indirizzi IP considerati sospetti per la tutela e la protezione degli utenti cui dà il servizio.

Come avrete senz’altro intuito, pur essendo ottimizzati e attendibili, i software anti-spam non sempre hanno ragione e spesso commettono errori inserendo indirizzi IP ai quali o dai quali vogliamo ricevere delle email e non riusciamo nonostante siano totalmente validi.

Alice mail è un provider che si avvale dei servizi SORBS proprio per l’attività di filtro dello spam: leggendo gli indirizzi inseriti nelle blacklist, blocca o meno messaggi ed email provenienti da IP (server) identificabili come fonte di Spam.

 

Black List: Come funziona, Verifica degli IP iscritti e Rimozione

Le Black List, dunque, sono particolari liste di server IP considerati fonte di spam ed inserite in base a determinati criteri e/o campanelli d’allarme, tra cui:

  • Liste di server resi disponibili dagli spammer.
  • Liste di open relay
  • Liste di abuse server a causa di errata configurazione o bug di sistema.
  • Liste di classi IP dinamiche, avendo l’accortezza di dividere le classi di IP assegnate ai clienti per le connessioni dial-up da quelle assegnate al server di servizio.

I server di Alice e di TIM in generale, come pubblicato qui, controllano se l’indirizzo IP da cui proviene la email si trova in una delle seguenti blacklist:

  • http://www.spamhaus.org
  • http://ipremoval.sms.symantec.com
  • http://cbl.abuseat.org
  • http://psbl.surriel.com

In caso trovasse corrispondenza anche solo in una di quelle liste nere, allora rifiuterà il messaggio. Di seguito un esempio di mancata consegna per probabile inserimento nella black list:

Esempio Black List Alice Mail

 

Se riscontriamo di questi problemi ed abbiamo il dubbio, dopo aver controllato di non averlo inserito noi manualmente, che un indirizzo IP sia presente in uno di quei database denominati “Black List” (oppure non riusciamo ad inviare una email e vogliamo capire se ci sia anche il nostro iscritto), basta collegarsi ai siti indicati utilizzati da TIM e fare una piccola ricerca nel loro archivio, fermo restando la conoscenza dell’indirizzo IP che vogliamo controllare.

Se riscontriamo la presenza del nostro indirizzo IP o della persona che vuole inviarci una email senza fortuna, potremmo richiedere ai contatti presenti nella pagina di chi gestisce la black list di rimuovere l’indirizzo perché considerabile valido.

Procedura che non sempre è possibile fare, ma al contempo esiste la possibilità di lasciare che il tempo scorra e risolva il nostro problema: non un detto proverbiale, ma la pura realtà. Le black list, infatti, si rinnovano ogni 48 ore ed è sufficiente aspettare al massimo quel lasso di tempo per ritrovare l’indirizzo IP inserito in automatico fuori dalla lista, a meno che non siano presenti gli stessi requisiti che ne hanno caratterizzato l’inserimento. Nel caso si tratti di un errore, uscirà in automatico dopo 48 ore quindi e potremo ricevere tranquillamente le email da quell’indirizzo IP risolvendo la problematica.

Come extrema ratio, se abbiamo proprio bisogno che la email giunga al destinatario prima possibile perché urgente, allora possiamo rompere gli indugi e contattare il servizio clienti di Telecom Italia al numero unico 187 segnalando la problematica.

In alternativa è possibile utilizzare i canali presenti sul sito istituzionale della società usufruendo della chat in tempo reale negli orari d’ufficio e chiedendo all’operatore di risolvere il problema.

In caso il provider identifica il reale problema e la validità dell’IP erroneamente inserito in blacklist senza ombra di dubbio, allora sarà lui stesso a richiedere la rimozione.

 

Problemi Sicurezza

Moltissimi utenti di Alice mail lamentano spesso, nonostante i servizi anti-spam e di black-list efficaci, di essere sommersi letteralmente da spam, pubblicità e messaggi indesiderati che non solo infastidiscono, ma tendono a riempire completamente lo spazio disponibile nel client finendo nella cartella “Posta in arrivo” invece che in quella “indesiderata” e rallentando le prestazioni di questo.

Questo problema si manifesta soprattutto nei casi in cui sia stata violata la privacy della persona titolare della casella Alice Mail, oppure la propria email sia finita oggetto di furto da parte di chi cerca di reperire informazioni e si impadronisce dei database dei colossi che lavorano con i dati.

I casi più eclatanti sono di Facebook e Quora: i malintenzionati, sfruttando bug e falle dei loro sistemi, hanno avuto accesso facile e sono riusciti a trafugare dati sensibili e liste di email. Liste che poi vengono vendute a chi fa campagne di email marketing o cerca di reperire altre informazioni ancora più profonde da incrociare.

L’ultimo caso simile si è avuto da parte del sistema informatico di una grande banca Italiana, la Unicredit che ha denunciato pubblicamente il furto di un database di contatti, fortunatamente senza dati sensibili riconducibili ai conti dei clienti ed alle loro password.

Per la nostra sicurezza, dunque, quando utilizziamo i servizi di Alice Mail cerchiamo di seguire i consigli ed il buon senso, avvalendoci anche del servizio assistenza 187 e della chat presente sul sito in caso di dubbi. Ne va dei nostri dati e di tutto ciò che oramai abbiamo on line, come password, documenti, foto, etc.

Sul sito istituzionale di TIM, navigando fino alla sezione “187 assistenza tecnica” e poi alla scheda “Mail”, troviamo cinque sottomenù che possono sicuramente fare al caso nostro ed aiutarci in tutte le dinamiche connesse al servizio di posta elettronica, tra cui:

  1. Guida Tim Mail. Guide per la gestione della posta, della rubrica dei contatti, di come si appongono e si gestiscono gli allegati, dei contatti Facebook, modifiche alle impostazioni del profilo personale, servizi da mobile e la mail light disponibile per chi ha hardware datati oppure connessioni lente e non riesce a visualizzare per bene la casella di posta.
  2. Username e Password. Questa è la parte più sensibile. Ci spiega come registrarsi e come recuperare username e password in caso di smarrimento o dimenticanza, ovvero come creare una parola d’ordine sicura, modificare la password ed infine impostare o modificare il numero di cellulare per un eventuale recupero dei dati.
  3. Sicurezza Posta. Nelle sottosezioni troviamo descritte le frodi informatiche via email, il phishing in ogni suo aspetto, i virus che spesso si impadroniscono del nostro computer, lo spam e la mancata ricezione di un messaggio che solitamente genera una “mail delivery failure” in chi lo invia (una email che segnala il mancato recapito a quel dato indirizzo).
  4. Domande e Risposte. Sezione in cui sono presenti le famose F.A.Q. relative a problematiche di accesso alla email, di invio, dimenticanza di username e password, non ricezione di messaggi, verifica del mittente, come si associa un numero Tim alla casella Tim Mail, etc.
  5. Configurazione Posta. Questa è la sezione più tecnica. Qui sono elencati i parametri per configurare la Tim Mail, la e-mail su un device mobile Android o iOS come uno Smartphone, i parametri per utilizzare un client installato su pc, il server di posta, la Gestione opzione posta ed infine i parametri per la mail tin.it, dominio meno conosciuto rispetto a @alice.it o @tim.it, ma esistente.

Ogni sezione, dunque, permette all’utente di recepire le informazioni di cui necessita e con pochi click del mouse potremmo anche segnalare un problema all’Assistenza Tecnica ovvero controllare lo stato dei lavori di una precedente segnalazione sia sul sito, sia sull’App My Tim Fisso scaricabile, installabile ed utilizzabile se abbiamo una connessione in fibra o adsl della TIM a casa.

TIM mette a disposizione un’intera pagina dedicata all’assistenza tecnica, compresa un’assistente virtuale come Angie che aiuta le persone a configurare la rete domestica. In tale spazio sarà possibile trovare, mediante diversi canali di contatto, sicuramente la soluzione ai nostri problemi.

 

Problemi di Accesso

Recupero Username e Password

Login Alice Mail

Se abbiamo problemi di accesso al nostro account Alice mail, possiamo facilmente recuperare username e/o password seguendo le indicazioni descritte sulla pagina di assistenza tecnica ovvero agendo in modo piuttosto facile.

Nella pagina di richiesta d’inserimento credenziali, basterà cliccare sulla dicitura “recupera username e password” per poi scegliere quale delle due (o entrambe utilizzando prima il recupero dell’username) nella pagina seguente. Dopo aver inserito i dati richiesti a schermo, basterà procedere come da istruzioni confermando la propria identità tramite le procedure previste dal server in automatico.

 

Configurazione Client

Se, invece, abbiamo difficoltà di accesso alla nostra email Alice perché non ricordiamo le impostazioni o queste sono errate (molto spesso si imposta automaticamente, ma possiamo incorrere in errori), allora basterà seguire semplicemente questa configurazione per POP/IMAP (secondo gusto e necessità utilizziamo l’uno o l’altro) inserendo i dati richiesti nel modo congruo (attenzione, la maggior parte degli utenti sbaglia a scrivere, scrivendo erroneamente alic.it senza la lettera “e” finale, altri invece scrivono alice it con lo spazio al posto del punto, tali errori logicamente non permetteranno al sistema di funzionare):

  • Nome utente: indirizzo di posta elettronica più dominio @alice.it
  • Server di posta in arrivo POP3: in.alice.it
  • Server di posta in arrivo IMAP: in.alice.it
  • Numero porta server POP3: 110.
  • Numero porta server IMAP: 143.
  • Server di posta in uscita SMTP: out.alice.it.
  • Numero porta server: 587.
  • Autenticazione posta in uscita (SMTP): necessaria.

 

Sicurezza: Phishing, Come Evitare e Riconoscere le Mail Fraudolente

Esempio Email Phishing

Alice mail come azienda TIM, ha redatto un insieme di regole molto utili per evitare di incorrere nei pericoli del phishing e lasciarsi catturare da queste email fraudolente che ci richiedono espressamente dati o ci riconducono su siti creati ad hoc e simili agli originali perché inseriamo le nostre credenziali (username e password) che loro poi utilizzeranno per derubarci.

Ecco le regole fondamentali da tenere sempre a mente quando utilizziamo le email e valide non solo per Alice:

  1. Le banche, istituti bancari e le aziende serie non chiedono mai dati personali o finanche sensibili tramite mail.
  2. Non cliccate i link inseriti nei messaggi se queste email sono sospette e non siete sicuri.
  3. Se visualizzi una mail sospetta, evita di inviare dati personali o addirittura documenti privati e codici.
  4. In caso, tramite email, vi fossero richiesti codici personali spacciandosi per un istituto bancario o altra organizzazione, contattate subito la vostra banca o l’organizzazione di riferimento per delucidazioni.
  5. Nel caso utilizziate l’internet banking, accedete direttamente al pannello di controllo digitando l’indirizzo nella barra di navigazione e non cliccate su un link che vi arriva tramite email: molto spesso vi condurrà su siti fake e realizzati similmente agli originali tranne in alcuni particolari.
  6. Controllate i movimenti sul vostro conto corrente (C/C).
  7. Inseriamo una password errata. Se il sito è un falso ed abbiamo il sospetto che lo sia, questo non riconoscerà l’errore perché non avrà dati veri da controllare. Un ottimo escamotage.
  8. Cambiamo la password di accesso a siti web nei quali sono presenti nostri dati sensibili e facciamolo spesso. Basta seguire le procedure per il cambio password sui siti stessi.
  9. Controlliamo l’url presente nella mail e quello che viene scritto nella barra degli indirizzi una volta cliccato il link: molto spesso sono diversi perché nella mail scrivono l’originale, ma poi vi conducono al sito fake.

Per riconoscere le email di phishing non c’è un vero e proprio vademecum perché i malfattori vanno di pari passo con l’attività antifrode e ne pensano sempre una nuova per cogliere in fallo i malcapitati. Di certo, l’esperienza ci ha insegnato che ci sono dei campanelli d’allarme nelle email che spesso fanno pensare all’attività di phishing e sono:

  • Mancata presenza nel messaggio email di nome e cognome del destinatario in quanto il truffatore utilizza un programma apposito e di certo non inserisce o magari nemmeno può conoscere il nome ed il cognome della persona che contatta.
  • Mail scritta in modo frettoloso, impreciso, con molti errori e molto spesso grossolani dovuti anche ad errata traduzione con strumenti software perché si può trattare di malviventi stranieri.
  • Nella mail si chiede esplicitamente di cliccare un link e visitare un sito web che non corrisponde al link inserito nel testo perché costruito ad arte, artificioso e fake.