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Amazon Farà Concorrenza ai Produttori con i suoi Prodotti? Marchi Commerciali del Distributore eCommerce

Amazon Farà Concorrenza ai Produttori con i suoi Prodotti Marchi Commerciali del Distributore eCommerce

Amazon, così come fatto da altri distributori fisici, potrebbe iniziare a fare concorrenza agli stessi produttori che utilizzano il noto servizio di eCommerce, disponibile quasi in tutto il mondo e sempre più capillare, capace di un livello di servizio davvero incredibile.

Il Business Incredibile

Se veramente il colosso di Jeff Bezos, capace di spedire 4.000 pacchi ogni minuto, dovesse iniziare a produrre con un proprio marchio commerciale i tanti prodotti presenti all’interno della vetrina digitale, allora i fornitori che finora hanno usufruito di questo sistema e reso grande, quasi un monopolio, la stessa Amazon, potrebbero trovare il peggior concorrente possibile.

Durante la pandemia e il lockdown, anche guardando alle opportunità, Amazon ha iniziato dei veri e propri test promuovendo marchi propri che compaiono come prima opzione di acquisto per i potenziali clienti targetizzati e profilati da lungo tempo adeguando l’offerta di prodotti idonea ai gusti e alle esigenze in base ad algoritmi sempre più complessi.

I Brand e i Marchi di Amazon

Tra i marchi commerciali presenti nel portafoglio iniziale di Amazon, ci sono tanti brand tutti architettati per rispondere a determinate categorie merceologiche come:

  • Belei. Marchio dedicato alla cosmetica e prodotti di linea.
  • Solimo. Marchio con il quale si vendono tanti prodotti dedicati alla cura della persona, come i rasoi e alimentari come il caffè.
  • Lifelong. Cibo per animali domestici.
  • Amazon Basics. Prodotti per la casa.
  • Amazon Essential. Prodotti per l’abbigliamento e accessori.

I marchi sono già 45 con oltre 243mila prodotti disponibili. Ancora pochi rispetto ai tantissimi presenti nel noto eCommerce, ma di certo già una bella fetta di mercato e comunque in costante crescita.

Le Accuse

Tim Huges, ex consulente di Amazon, in un’intervista a Propublica riportata dal Fatto Quotidiano, ha criticato questa scelta di Bezos che poneva “il consumatore prima di tutto“. Se, invece, si comincia a premere per vendere i marchi propri, allora il consumatore non sarebbe al centro di tutto, come filosofia prevedeva, ma seguire logiche legate al rapporto qualità sul prezzo e alla soddisfazione dei clienti, così come comprovano gli algoritmi.

Seppur Bezos, invece, rimandi al mittente quest’accusa di manipolare le preferenze, sottolineando che i prodotti dei brand di Amazon risultino in evidenza perché i preferiti dai consumatori, altre società mettono in dubbio queste dinamiche e il posizionamento dei prodotti del colosso migliore di altri in base ai veri desideri delle persone e non in funzione di un conflitto d’interessi palesato.

Amazon, in verità, anche grazie al programma Prime con cui registra praticamente tutto quello che fanno i 150 milioni di utenti iscritti, oltre i 2 miliardi di utenti che utilizzano il portale, ha la capacità di orientare le scelte anche in modo automatico, grazie agli algoritmi e la possibilità d’integrare sistemi digitali nel prossimo futuro in ottica di IA. Mentre per gli altri è vitale comparire nelle prime pagine di ricerca, per Amazon è automatico e godrà di un vantaggio competitivo incredibile.

Nei mesi della pandemia, questa situazione si è resa ancor più palese. Amazon ha una rete infrastrutturale incredibile e in continua crescita, grazie a investimenti incredibili e alle possibilità fiscali e burocratiche legate alle multinazionali che godono di diritti non appannaggio di molti produttori e realtà locali.

Amazon Superstar

Mentre alcuni fallivano e falliranno, Amazon cresceva e ha addirittura assunto 100mila persone in più per far fronte all’aumento esponenziale della domanda durante l’emergenza, creando un nuovo paradigma e raggiungendo persone cui avrebbe dovuto investire molto per riuscire.

C’è di più. Amazon ha garantito liquidità alle aziende fornitrici avendo in mano il loro destino e dato grande impulso al comparto dei servizi cloud con cui realizza la maggior parte degli utili. Il valore delle azioni del colosso, mentre altri crollavano, è salito di +40% con una capitalizzazione vicina ai 1.300 miliardi di dollari, una cifra vicina al nostro Prodotto Interno Lordo e capace di risanare oltre metà del nostro debito sovrano in una sola mossa.

Bezos, proprietario dell’11%, è l’uomo più ricco del mondo e il suo patrimonio in questi tre mesi di lockdown è cresciuto ancora di 36 miliardi di dollari. Nessuno sembra poter arrestare la corsa di questi colossi, nemmeno le autorità e gli antitrust che ogni tanto multano e generano procedure contro le regole della concorrenza e le modalità con le quali Amazon tratta i fornitori terzi, competendo contro di loro.

Al di là di possibili azioni singole legali, Amazon potrebbe incassare facilmente anche esborsi considerevoli e potrebbe presto sostituirsi agli stati che conosciamo, definendo un nuovo paradigma del modus vivendi, al di là delle democrazie occidentali. Il traguardo, in fondo, è quello descritto in moltissimi racconti utopici che già prospettavano la possibilità che corporazioni riuscissero a imprimere al mondo il proprio diktat.

La Visione Futura e le Criticità del Presente

Al di là delle ideologie e di potenziali scenari non verosimili, Amazon da grande opportunità e grandissimo servizio, potrebbe divenire un soggetto pericoloso se finisse in mani sbagliate o adottasse logiche disfunzionali e per questo anche la Casa Bianca si è mossa per cercare di arginare il potere elevatissimo e in crescita di questi colossi del web che paiono ingurgitare tutto quanto gli si pari dinnanzi.

Se il capitalismo è uno status che ha condotto gli esseri umani a un grado di benessere e di tecnologia mai visto prima nella storia, è altrettanto vero che se il capitale viene accumulato e ridotto a pochi, allora crolla tutto il sistema basato sulla concorrenza e sul libero mercato, basti pensare agli Edge Fund e alla capacità d’incidere sulle fluttuazioni stesse riuscendo spesso a speculare facilmente dal punto di vista finanziario.

La strada sembra segnata, ma è altrettanto vero che i consumatori finali, i clienti di Amazon, sono i veri giudici e finché rimarranno pensanti, potrebbero anche premiare altri a dispetto del colosso che cresce.

Finché ci sarà umanità e un registro non condizionato, una coscienza umana, allora nessun algoritmo potrà prevedere il futuro. Se, invece, riuscirà a condizionare, altrimenti verrà meno anche questa possibilità di scelta.