Andare in Pensione con 15 o 20 anni di contributi: Possibilità, Importo e Cumulo

Quota Mamma Pensione Anticipata per le Donne che Hanno Avuto Figli. La Proposta

Le normative sulle varie pensioni possibili nel nostro paese sono molteplici e sempre in divenire. Pensiamo solo alla ultima misura propugnata dal vice Premier Salvini denominata Quota 100 grazie alla quale è possibile ottenere un assegno pensionistico a 62 anni compiuti ed almeno 38 di contribuzione. 


Oppure alla possibilità di accedere al sistema con 41 anni di contribuzione attiva in maniera anticipata. Tutte opportunità il cui fine è quello di semplificare e rendere accessibile questa particolare branca del welfare state consentendo ad una più ampia platea possibile di ottenere un reddito certo quando si abbandona il mercato lavorativo e ci si gode il giusto riposo.

Cosa accade, però, a quelle persone che non riescono ad avere questi anni di contribuzione, a causa della precarietà ovvero dei nuovi contratti lavorativi e della necessità di formarsi adeguatamente per anni prima di accedere al mondo del lavoro? Pensiamo, ad esempio, a coloro che hanno solamente 20 anni di contributi effettivi o ancor meno, 15. Esistono possibilità per questi, oppure tutti i soldi versati andranno persi?

Se abbiamo almeno 20 anni di contributi, potremo accedere all’istituto della “Pensione di Vecchiaia” con un’età anagrafica di 67 anni compiuti a partire dal 1° gennaio 2019. Il requisito contributivo è raggiungibile a qualsiasi titolo, sia con la contribuzione versata, ovvero quella accreditata in base a diverse fonti (riscatto, figurativa, volontaria, da lavoro).

Se abbiamo solamente 15 anni di contributi versati, potremmo accedere alla “Pensione di Vecchiaia” se sussistono particolari requisiti, così come riportati nella circolare Inps 16/2013. L’accesso è possibile, come si ben comprende, in deroga alla disciplina che ne richiederebbe almeno 20 e prescinde, in ogni caso, dal compimento dei 67 anni d’età al 1° gennaio 2019, così come previsto dalla Legge Fornero.

Con solo 15 anni di contributi è possibile accedere alla Pensione di Vecchiaia anche con la deroga prevista dalla Legge Dini: in tal caso l’assegno pensionistico sarà calcolato interamente con l’opzione contributiva e ci sarà una piccola penalizzazione.

Occorrerà, comunque, possedere questi requisiti:

  • Meno di 18 anni di contribuzione al 31 dicembre 1995.
  • Almeno un contributo accreditato prima del 31 dicembre 1995.
  • Almeno cinque anni di contributi dopo il 1996.

L’importo dell’assegno che spetterà sarà chiaramente oggetto di calcolo inerente la quantità di contributi versati. In ogni caso seguirà queste regole basilari:

  • Sistema contributivo se si è iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996.
  • Sistema retributivo fino al 31 dicembre 2011 e poi sistema contributivo se il lavoratore ha almeno  18 anni di contributi al 31 dicembre 1995.
  • Sistema Misto se al 31 dicembre 1995 il lavoratore non ha maturato 18 anni di contributi. Per sistema misto si intende il sistema retributivo fino per quei contributi versati fino al 31 dicembre 1995 e poi sistema contributivo.

Se, ad esempio, abbiamo più di 20 anni di contributi, basterà attendere il compimento dei 67 anni di età per il 2019 o rettifica prevista secondo la legge Fornero, ancora da bypassare interamente, per gli anni successivi. L’importo dell’assegno pensionistico è dovuto a calcoli e parametri difficili da quantificare, ma il sito web istituzionale INPS ha messo a disposizione una pagina web con uno strumento ad hoc. Basterà accedere al Portale INPS attraverso il PIN dispositivo rilasciato dall’ente previdenziale italiano, oppure grazie all’identità digitale SPID per poi verificare la simulazione ed il calcolo dell’assegno previsto.

Qualunque sia l’importo della nostra pensione di vecchiaia, ricordiamo che non cumula con quella appannaggio del partner, ma influisce e si accumula solo ai fini fiscali, quando redigiamo le dichiarazioni dei redditi, oppure il modello RED.

Nel caso di pensione di reversibilità, la Pensione di Vecchiaia fa cumulo: il partner non perderà il diritto ad ottenere entrambe le misure, perché complementari.

In ogni caso gli anni di contributi non si perdono mai, ma non possono essere richiesti certamente indietro: è possibile far valere il diritto ad uno qualunque degli istituti pensionistici in qualsiasi momento, in base alle normative vigenti, sempre in divenire. Se, ad esempio, abbiamo solamente 14 anni di contributi, potremmo considerare di versarne volontariamente 1 e verificare la fattibilità d’accesso alla soluzione della Pensione di Vecchiaia. Naturalmente facendo gli opportuni calcoli economici e la possibilità di cumulo derivante da questo tipo di pensione, inversamente dall’assegno sociale od altre misure che hanno carattere pseudo assistenziale.