Home Lavoro Andare in Pensione con 5 Anni di Contributi. Quando è Possibile Richiedere?

Andare in Pensione con 5 Anni di Contributi. Quando è Possibile Richiedere?

Andare in Pensione con 5 Anni di Contributi. Quando è Possibile Richiedere

Se per andare in pensione al momento occorrono 42 ani e 10 mesi di contribuzione, ovvero almeno 20 per quanto riguarda la cosiddetta “minima”, a dispetto della temporanea soluzione emanata dal Governo giallo-verde, ossia Quota 100 (38 anni di contributi e 62 anni di età n.d.r.), nel prossimo futuro la soglia di contributi potrebbe alzarsi, in linea con quanto ci chiede l’Europa.

Andare in Pensione con 5 Anni di Contributi dopo il1996

Così come prospettato dalla Legge Fornero che purtroppo mira ad alzare progressivamente gli anni di attività per poter accedere al beneficio della pensione, legge tuttora in vigore seppur temporaneamente sospesa, la logica mira ad alzare sempre più la soglia di contributi versati per quanto concerne la previdenza pubblica.

Ora, chi ha lavorato per pochi anni solamente, magari solo cinque e versato i contributi, li perde totalmente oppure ha diritto ad andare in pensione? Cerchiamo di fare chiarezza su questo punto.

Lo diciamo subito: una possibilità c’è per tutti coloro che hanno versato almeno cinque anni di contributi dopo il 1996, anno della transizione tra regime retributivo a quello retributivo.

Per queste persone, infatti, è possibile ottenere la pensione di vecchiaia se rispettano due requisiti fondamentali:

  • Anzianità Contributiva. Almeno 5 anni di versamenti contributivi successivi al 1° gennaio 1996 (l’obolo pensionistico sarà calcolato e determinato in base ai contributi versati con il sistema contributivo come abbiamo detto n.d.r.).
  • Requisito Anagrafico. La pensione di vecchiaia è richiedibile solo dopo aver compiuto 71 anni di età.

Opzioni e Alternative per chi ha versato contributi prima del 1996

Se una persona ha versato contributi prima del 1996, aderendo al precedente sistema retributivo ovvero quello misto, questa non avrà diritto all’istituto della pensione di vecchiaia contributiva di cui abbiamo parlato.

Questi soggetti non potranno andare in pensione con soli 5 anni di contributi versati, ma dovranno tassativamente ricondursi ai requisiti di accesso per quanto concerne la pensione ordinaria, a meno che non possano godere della deroga denominata “Opzione Dini”. La legge 335 del 1995, infatti, consente a soggetti che abbiano almeno 15 anni di contributi totali, di accedere alla pensione ordinaria secondo le regole stabilite per la stessa, se almeno cinque anni di questi quindici siano successivi al 1996.

Si tratta di opzioni interessanti appannaggio di persone che non siano riuscite a versare molti anni di contributi e soprattutto molto utili in caso la persona stessa già usufruisca di una pensione di reversibilità e voglia integrare quest’ultima con un istituto che sia cumulativo.

Purtroppo avendo versato pochi contributi, tali strumenti non generano grandi assegni pensionistici e, soprattutto per quanto riguarda le giovani generazioni occorre puntare anche sulla previdenza integrativa privata, di cui sono note le detrazioni IRPEF e le utilità successive (qui trovate tutto al riguardo)).