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Antiche Monete Romane, Valore e Caratteristiche. Quanto Vale una Moneta Romana

Antiche Monete Romane, Valore e Caratteristiche. Quanto Vale una Moneta Romana

Le Monete Romane hanno un fascino al quale gli appassionati di numismatica non sanno resistere, soprattutto perché queste sono state maneggiate dai più importanti Imperatori tra cui figura anche Giulio Cesare. Ma qual è il loro valore? E quali sono le loro caratteristiche?

 

Valore delle Monete Romane

Il valore di una moneta romana è dato da diversi fattori, infatti su questo incide (nemmeno poco) l’anno in cui queste sono state coniate, la loro reperibilità (quindi se sono solo rare oppure estremamente rare) e soprattutto lo stato in cui sono state conservate nel corso del tempo:

  • Il Denario di Adriano coniato dal 116 al 138 d.C. è un pezzo davvero molto pregiato, infatti il suo valore è stato stimato da un minimo di 500 Euro fino a un massimo di 1000 Euro
  • Il Dupondio di Vespasiano coniato dal 69 al 79 d.C. è una moneta, che se tenuta in discrete condizioni, un collezionista potrebbe tranquillamente pagare anche 500 Euro se non qualcosa in più
  • L’Antoniniano della zecca di Antiochia immesso in circolazione tra il 260 e il 261 d.C. oggi, a patto però che le sue condizioni siano quanto meno buone, può valere circa 500 Euro
  • Il Solido coniato tra il 402 e il 406 d.C. è un pezzo che un appassionato di numismatica vorrebbe sicuramente nella sua collezione, anche se il suo prezzo è stimato intorno ai 1000 Euro
  • Il Sesterzio coniato tra il 138 e il 161 d.C. è la moneta romana per antonomasia, la sua celebrità è dovuta soprattutto alla sua bellezza anche se il suo valore è relativamente basso, infatti se conservata in discrete condizioni la sua stima si aggira intorno a un minimo di 30 Euro fino a un massimo di 300 Euro.

 

Caratteristiche

Forse non tutti sanno che intorno al 200 a.C. i romani istituirono la prima vera Zecca di Stato, che oltre a coniare il famosissimo Quadrifoglio nel corso degli anni ha dato vita anche alle monete che abbiamo citato sopra, le quali ovviamente presentano delle caratteristiche che non solo le differenziano ma le rendono uniche.

Un Denario di Adriano, per esempio, è possibile individuarlo proprio grazie all‘effige di quest’Imperatore romano la quale è incisa sul davanti della moneta, invece sul rovescio è stato rappresentato Libertas in piedi.

Mentre un Duponio di Vespasiano lo si riconosce dall’effige del capo dell’Imperatore che si trova sul davanti, per il rovescio della moneta invece è stato scelto di utilizzare la Felicitas compresa di cornucopia.

L’Antoniniano della zecca di Antiochia, che per chi non lo sapesse è stato immesso in circolazione dall’Imperatore Marciano, sul davanti ovviamente ha incisa la sua l’effige mentre sul rovescio si può ammirare il disegno della città di Roma seduta su uno scudo.

Il Solido invece appartiene al tempo del regno dell’Imperatore Onorio e, infine c’è il celebre Sesterzio che come abbiamo già accennato sopra è la moneta romana più bella in assoluto, tanto è vero che gli appassionati di numismatica di tutto il mondo bramano di averla nella propria collezione, tra l’altro, reperirla non è nemmeno troppo complicato e per questo motivo ha un valore decisamente inferiore al Dupondio di Vespasiano, l’Antoniano della Zecca di Antioca e il Solido che sono estremamente più rari.

Ricordiamo che le monete antiche, così come nel caso delle monete romane, necessitano per l’acquisto o per la vendita di un apposito certificato che ne dimostri la lecita provenienza. Questo significa che in assenza di tale certificato non si potrà acquistare o vendere una moneta romana perché si commetterebbe un atto illecito. Anche il solo possesso di una moneta antica senza la stessa documentazione appena citata equivale ad un reato. Questo tipo di documentazione infatti serve proprio per accertarsi che la moneta (o il reperto) non provenga da scavi illeciti.