Home Economia Aperto o Chiuso. La Fase 2 per Persone e Attività tra Obblighi...

Aperto o Chiuso. La Fase 2 per Persone e Attività tra Obblighi e Concessioni

Aperto o Chiuso. La Fase 2 per Persone e Attività tra Obblighi e Concessioni

Il Premier Conte in una Conferenza fiume di cui abbiamo raccontato ieri sera in tempo reale, ha parlato della Fase 2, quella della riapertura del nostro Paese a seguito del lockdown imposto a causa della pandemia. Lo ha fatto assicurando ai cittadini italiani che il Governo sta facendo il meglio possibile, sia in Italia, sia in Europa e che bisogna essere orgogliosi dei traguardi raggiunti, a suo dire siamo anche un modello imitato con alcuni Capi di Stato che lo chiamano per congratularsi e prendere spunto sulle decisioni.

Conferme e Responsabilità

Lo ha fatto, però, anche confermando il fatto che si navighi a vista e occorrerà attenzione e responsabilità per non ricadere nel baratro di un possibile lockdown circoscritto ovvero generalizzato se le soglie spia imposte dal Comitato Scientifico dovessero accendersi sulle informazioni aggiornate quotidianamente da parte delle Regioni.

Al di là della chiarezza espositiva e di una certa linea comunicativa scelta dal Premier e dal suo Ufficio Stampa nel corso di queste Conferenze su Facebook con like e cuoricini a corredo, paradigma dei tempi che cambiano e simulacro di dati e informazioni che caratterizzano il vero potere nel nuovo millennio (come diciamo sempre), resta il distanziamento sociale l’elemento cardine di tutto il DPCM.

Le persone e le aziende avranno una settimana di tempo per prepararsi a questo nuovo cambiamento il prossimo 4 maggio. Cerchiamo di capire il trade off tra aperto e chiuso, concetto o meno sostanziando le caratteristiche fondamentali di un Decreto da 70 pagine, allegati compresi.

Spostamenti Persone e Attività Sportiva/Motoria

Gli spostamenti delle persone restano vietati se non affini a motivazioni necessarie o di emergenza, come le esigenze lavorative o di approvvigionamento dei beni di prima necessità. Vietate anche le attività che collimano in forme di assembramento e di aggregazione.

La novità riguarda la possibilità di far visita ai propri cari, ai parenti, fermo restando l’obbligo di non poter uscire dal territorio regionale. Per visitare i parenti, esempio i genitori, il DPCM sottolinea comunque l’obbligatorietà di almeno un metro di distanza, il divieto di assembramento e l’ordine di indossare la mascherina. Indicazioni il cui effettivo riscontro da parte delle Forze dell’Ordine non pare di certo facile; indicazioni che sottintendono quei comportamenti responsabili richiesti agli italiani.

Divieto di uscire a chi manifesta sintomi febbrili (temperatura corporea superiore a 37,5 C°) ovvero da infezione respiratoria, seppur il Decreto non specifichi cosa s’intenda con quest’accezione: probabilmente tosse, ma anche fuoriuscita di muco dal naso o comunque la sintomatologia tipica di tutte le infezioni che affliggono le vie respiratorie superiori e inferiori.

Rimane il divieto di attività ludica o ricreativa all’aria aperta, seppur il DPCM conceda la riapertura di pachi e ville per l’attività motoria, le passeggiate, oppure quella sportiva, l’esercizio fisico. In ogni caso occorrerà mantenere le distanze tra persone: almeno 1 metro se si cammina e almeno 2 metri se si pratica attività assimilabile a quella sportiva.

La mascherina, il cui prezzo sarà calmierato, si pensa probabilmente a 50 centesimi, non è obbligatoria se ci troviamo all’aria aperta o nell’espletamento delle attività quotidiana, seppur fortemente consigliata e raccomandata. Obbligo di indossarla, invece, nei luoghi chiusi o per l’accesso alle strutture in cui è prevista, esempio nel caso di viaggi nei treni.

Via libera anche agli atleti professionisti che svolgono discipline individuali per quanto riguarda la ripresa degli allenamenti che dovranno essere singolarmente praticati, dunque, almeno fino al 18 maggio, data dalla quale saranno concessi anche gli allenamenti collettivi.

Funerali e Riti Religiosi

Visto e considerato spesso il dolore per l’impossibilità di salutare i propri cari e per tutelare il diritto di culto individuale, il Governo ha deciso di consentire la funzione dei funerali limitando la presenza al massimo di 15 persone, all’aperto e con l’obbligo di indossare le mascherine protettive.

L’esecutivo non aveva previsto la riapertura delle chiese o la possibilità di celebrare le messe e altre funzioni legate anche ad altri culti nel DPCM. In serata la Conferenza Episcopale Italiana è stata molto critica nei confronti del Governo che si è ripromesso di rimodulare le decisioni prese in merito nei prossimi giorni.

Occorrerà aspettare queste decisioni per conoscere tutte le novità a riguardo dunque.

Negozi e Ristorazione

Il commercio al dettaglio e gli operatori della ristorazione dovranno rimanere chiusi ancora per qualche settimana, pur potendo svolgere attività con consegna a domicilio Rimangono chiusi i locali pubblici e quei servizi dedicati alla persona.

Nel DPCM è stata inserita la possibilità di ritirare di persona il cibo prenotato per l’asporto, senza poterlo consumare in loco, né nelle prossimità. Intendimento che la Regione Emilia-Romagna aveva anticipato con provvedimento regionale e in vigore da oggi.

Attività Produttive e Aziende

Il DPCM ha inteso cercare di rimettere in moto il sistema economico italiano, visto che l’emergenza sanitaria ha già palesato un’emergenza economica che potrebbe avere ripercussioni molto negative.

Riaprono le attività di commercio all’ingrosso e alcuni settori manifatturieri tra cui quelli dell’automotive e del tessile, insieme al comparto del vetro e alla fabbricazione dei mobili.

Le aziende che fanno parte di questi settori potranno riaprire rispettando le linee guida e i precetti riportati dal Protocollo di Sicurezza redatto di concerto con le parti sociali. Tra queste c’è l’obbligo di protezioni individuali quali mascherine, i dispenser con l’igienizzante per l’utilizzo da parte degli addetti al lavoro, turni gestiti per evitare assembramenti, percorsi obbligatori e gestione della mobilità.

Riparte anche l’edilizia anche se per il momento riguarderà solo i cantieri  pubblici sempre rispettando il Protocollo di sicurezza in cui sono descritte linee guida anche per gli spazi condivisi quali mense e spogliatoi.

Futuro

Se la curva della pandemia continuerà a scendere in Italia, la Fase 2 proseguirà come previsto. Il 18 maggio dovrebbero riaprire le attività di commercio al dettaglio, i musei, le mostre e le biblioteche, mentre il 1° giugno potrebbe essere il turno dei bar, ristoranti e dei servizi dedicati alla cura della persona come:

  • Barbieri.
  • Parrucchieri.
  • Centri Estetici.
  • Centri Massaggi.
  • Etc.