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App Immuni. Record di Download e Polemica sulla grafica. Gli Italiani la utilizzeranno?

App Immuni. Record di Download e Polemica sulla grafica. Gli Italiani la utilizzeranno

E’ record di download per l’App Immuni al suo esordio. L’applicazione italiana, elaborata da un’azienda nella quale figurano anche investimenti del figlio di Berlusconi (la Blnding Spoons) ha fatto il botto oggi secondo quanto dichiarato dalla raggiante Ministra per l’Innovazione Paola Pisano.

Record di Download: Vero Utilizzo o Pura Curiosità?

Secondo la Ministra, a sole 24 ore dalla disponibilità ci sono stati più di mezzo milione di utenti che l’hanno scaricata e le dichiarazioni seguenti sottolineano una possibile vittoria dell’attuale esecutivo:

Gli italiani hanno capito, siamo tra i primi Paesi al mondo a usare questa tecnologia“.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Agi, in queste 24 ore l’App Immuni è stata più scaricata di WhatsApp, Instagram e TikTok, ma ricordiamo che si parla di applicazioni utilizzate da centinaia di milioni di persone già attualmente.

Gli italiani, dunque, magari per curiosità, hanno risposto positivamente. Se poi la utilizzeranno e non la cancelleranno, questo sarà tutto da vedere, come occorrerà valutare la reale efficacia di questo sistema di tracciamento.

Giudizi Positivi

Buone indicazioni arrivano da alcuni governatori regionali, primi tra tutti gli amministratori della Regione Puglia che vedono nelle funzionalità dell’App Immuni una sinergia con quanto disposto dal territorio. I cittadini che vogliono andare in Puglia, con qualunque mezzo, devono infatti segnalare lo spostamento compilando un modello di auto-segnalazione disponibile sul sito regionale. Nello stesso, consigliano gli utenti di utilizzare Immuni.

Luca Ceriscioli, Governatore delle Marche, ha sottolineato l’importanza di quest’applicazione e riportato buoni  dati di persone che hanno già scaricato l’App, confidando nella reale funzionalità di questa e nella capacità di proteggere anche i dati e la privacy, questione molto importante.

Giudizi Negativi

Secondo Riccardo Riccardi, Vicepresidente con Delega alla Salute e alla Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia, però, l’App non avrebbe quell’efficacia di cui ci si attendeva. O quanto meno, i rappresentanti regionali avrebbero valutato Immuni e ritenuto insufficiente il suo apporto, soprattutto se funzionale alla volontarietà.

Anche Luca Zaia, Governatore della Regione Veneto, è critico e punta il dito sulla questione privacy e sulle dinamiche innescate da questo tracciamento. Com’è solito fare, il Governatore del Veneto è andato dritto al punto e ha sottolineato la poca chiarezza sulla possibilità che emerga un positivo: a quel punto cosa dovrebbero fare le istituzioni, quali enti sarebbero coinvolti e come ci si muoverebbe? Dato che la Regione e il comparto sanitario Veneto non gestisce direttamente l’App, né i suoi dati, Zaia ha affermato che “questo è inquietante e ingestibile“.

La Polemica Sessista e la Modifica

L’App Immuni, nonostante il monitoraggio fatto dal Governo prima della sua presentazione al pubblico, è subito balzata al centro delle polemiche per una questione di sessismo o potenziale discriminazione. Nella schermata principale la donna è rappresentata vicino ai figli e alle piante mentre l’uomo lavora, seppur in smart working.

Critici, su Twitter, Andrea Orlando (PD) e Erasmo Palazzotto (LeU) che, seppur sottolineano la semplicità e funzionalità dell’applicazione, auspicano un cambiamento in tal senso, dal punto di vista grafico e semiotico.

E’ intervenuta, sulla questione, anche la Ministra delle Pari Opportunità Elena Bonetti telefonando alla Ministra Paola Pisano perché la cosa mutasse. Il risultato è ora sotto gli occhi di tutti: la mamma sta al pc e il padre ha il neonato in braccio.

Chissà se i maschi ora si sentono discriminati però. In alternativa potremo dare la possibilità di scegliere autonomamente tra tanti avatar.