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Atlantia Affonda in Borsa. Il Premier Conte colpisce i Benetton con le sue Dichiarazioni

Atlantia Affonda in Borsa. Il Premier Conte colpisce i Benetton con le sue Dichiarazioni

Non sappiamo se con una volontà precisa o con leggerezza, ma l’intervista rilasciata dal Premier Conte al noto quotidiano, il Fatto Quotidiano, sta avendo ripercussioni straordinarie per quanto riguarda l’azienda della famiglia Benetton quotata in borsa, ossia Atlantia.

Il Premier Rilascia Intervista alla Stampa e Affossa Atlantia

Come ben sappiamo, Atlantia, controllata dai Benetton con Edizione per più dell’80%, a sua volta controlla Autostrade per l’Italia, la società al centro del dibattito per quanto riguarda la revoca delle concessioni a fronte del crollo del Ponte Morandi.

Il Premier, in un’intervista odierna, di fatto ha anticipato alla stampa una prossima decisione che teoricamente dovrebbe esser presa collegialmente da parte del Consiglio dei Ministri, definendo la proposta d’accordo di Aspi come irricevibile e in pratica sottolineando l’impossibilità, forse acquisita negli ultimi tempi visto il passare di due anni e più, per lo Stato di stare con i Benetton.

Al di là della chiamata alla stessa famiglia, fatta poco tempo fa, perché partecipasse quale soggetto attivo in Alitalia formalmente in linea con il suo salvataggio, resta un dossier che va ampiamente chiuso, in un modo o nell’altro.

Le dichiarazioni di Conte su una “risposta ampiamente insoddisfacente” arrivata da Atlantia, condurrebbe alla soluzione tanto agognata dai Cinque Stelle, ossia quella revoca delle concessioni autostradali, in linea con le prime dichiarazioni rilasciate oramai due anni fa.

La Proposta di Autostrade

A Piazza Affari le azioni di Atlantia sono letteralmente crollate perdendo anche più del 14% con passaggi in asta di volatilità. La quota ha registrato un minimo di 11,39€, valore minimo da fine marzo con una capitalizzazione in Borsa al di sotto dei 10 miliardi di euro totali.

La proposta di Autostrade per l’Italia prevedeva un piano da 3,4 miliardi di euro, dedicato a maggiori lavori di manutenzione e ai tagli sulle tariffe, accompagnando il piano stesso all’accettazione del nuovo sistema tariffario proposto dall’Autorità dei Trasporti. Dal punto di vista del controllo di Aspi, i Benetton erano pronti a fare marcia indietro, scendendo dall’88% attuale a meno del 50% e lasciando campo aperto alla nazionalizzazione attuabile da Cassa Depositi e Prestiti insieme ad altri soggetti statali.

Anticipazioni e Letture Politiche

Conte ha ritenuto di comunicare ai media, il giorno prima della riunioni tra i Ministri, prevista nella giornata di domani, 14 luglio, che la proposta è ritenuta insufficiente e il riassetto societario giudicato irrealizzabile anche per le ragioni di cui abbiamo citato, ossia l’impossibilità per lo Stato di entrare in società con la famiglia Benetton, considerata colpevole, quanto meno oggettivamente e politicamente, del crollo del Ponte Morandi (in attesa di sentenze giuridiche).

Dichiarazioni che stonano un po’, visto che lo Stato ha da poco rinnovato, sempre a una società dei Benetton, Aeroporti di Roma, la concessione per quanto riguarda l’infrastruttura aeroportuale di Fiumicino e Ciampino.

Dichiarazioni che l’amministratore delegato di Atlantia, Carlo Bertazzo, non ha certamente gradito, affermando che in caso di revoca, Aspi fallirebbe il giorno dopo, visti i 10 miliardi di debiti gravanti sulla società nei confronti delle banche e del mercato, oltre a 5,5 miliardi quali Bond garantiti da Atlantia e altri 5 quali debiti di Atlantia stessa.

“Nel complesso andrebbero in default 20 miliardi di prestiti più tutti i debiti commerciali”

Strategia o Speculazione?

Al di là di dichiarazioni che, si spera, abbiano un minimo di strategia da parte di un Premier che non ha appartenenza politica consolidata e non ha nemmeno una maggioranza così stabile tanto da richiedere il prolungamento dello Stato di Emergenza per evitare potenziali ripercussioni, restano da considerare i pro e i contro di una decisione che comunque sarebbe tardiva.

Una lettura machiavellica potrebbe definire una strategia in linea la possibilità di voler indebolire il valore attuale della società che ha richiesto allo Stato di nazionalizzare ed entrare nel capitale aumentandolo, ma si tratta di speculazioni attualmente.

Le Analisi sul Titolo

Come rilevano gli stessi analisti di Banca Akros, una possibile revoca ad Aspi “porterà a una lunga battaglia legale e una prolungata incertezza sull’azienda“. Da Banca IMI rilevano la situazione d’incertezza e sottolineano come la decisione sarà orientata dal punto di vista politico e non certo sotto altri aspetti.

Al di là di tutto questo, il valore assegnato ad Aspi era già stato rivisto al ribasso: come asset, si rilevava un valore implicito di 6,1 miliardi, inferiore ai 7 previsti dalle nuove modalità di risarcimento riviste dal Decreto Milleproroghe. Proprio a seguito di queste indicazioni e delle nuove notizie emerse, gli analisti di Equita SIM hanno rintracciato al ribasso il prezzo delle azioni di Atlantia ponendo il target a 15€ (-10%), ma lasciando comunque la raccomandazione di mantenere nel proprio portafoglio questi asset finanziari (hold).

Il Valore Attuale delle Azioni Atlantia

Di certo quanto sta accadendo a Piazza Affari già in queste ore non preannuncia nulla di buono per Atlantia. Le azioni sono letteralmente crollate fin da subito e hanno continuato a scendere toccando anche un minimo di 11,32€. Attualmente la quotazione sembra stabilizzarsi intorno a quota 11,62€, perdendo -13,21% ma le negoziazioni non sono certo terminate e staremo a vedere cosa accadrà nelle prossime ore.