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Autostrade per l’Italia. Lo Storytelling Mainstream e la Verità. Cosa Accadrà nei Prossimi Mesi?

Autostrade per l'Italia. Lo Storytelling Mainstream e la Verità. Cosa Accadrà nei Prossimi Mesi

Come tutte le testate giornalistiche e i media stanno comunicando agli italiani, a prescindere dallo storytelling delle correnti mainstream più vicine al Governo, l’esecutivo avrebbe raggiunto un accordo con quella che diventerà la ex proprietaria della società che detiene una delle concessioni delle autostrade italiane.

La Verità: lo Storytelling Mainstream

Al di là dei proclami di sorta, simili a quelli del Movimento 5 Stelle che dal balcone governativo affermava, grazie al Reddito di Cittadinanza, la fine della povertà, la verità purtroppo non è proprio quel che appare nei racconti di parte.

Innanzitutto non c’è stata alcuna revoca a una società che, di fatto, era responsabile della manutenzione delle strade e delle infrastrutture, ponti compresi. Le parole del Premier Giuseppe Conte rilasciate al Fatto Quotidiano il giorno precedente, a cui era seguito il crollo del titolo, di fatto sono state subito smentite dall’accordo raggiunto nottetempo.

Tanto che il mercato azionario ha, di fatto, premiato Atlantia il giorno dopo facendo decollare il titolo a più di 26 punti percentuali e permettendo un recupero repentino dei soldi persi il giorno prima. Un accadimento che, di fatto, potrebbe anche sottolineare l’importanza di indagare fino in fondo rispetto quanto accaduto e di verificare se qualcuno si sia arricchito sapendo di questi retroscena e speculando in sole 24 ore su un unico titolo. Il che prefigurerebbe un reato davvero gravoso, visti i soggetti in causa e i potenziali rapporti con altrettanti attori che operano sui mercati finanziari.

Il Piano per la nuova Aspi

Oltre quest’aspetto, l’accordo ventilato e di cui abbiamo parlato, sinteticamente prevede che nei prossimi mesi Atlantia (qui trovate tutto il piano nel dettaglio) ridurrà la propria incidenza su Autostrade per l’Italia sotto al 10-11%. I Benetton, cui si adduce la responsabilità, quanto meno politica (in attesa dei giudizi emessi da parte della Giustizia sull’accadimento n.d.r.) non usciranno dalla società, ma ridurranno la loro presenza a marginale, non potendo entrare, almeno teoricamente e inizialmente (nessuno li obbliga poi a non rastrellare le azioni quotate sul mercato alzando la loro percentuale n.d.r.) nel Consiglio di Amministrazione.

Non lo faranno di certo attraverso un esproprio, ma sarà Cassa Depositi e Prestiti ad aumentare il capitale di Autostrade per l’Italia, investendo i soldi dei risparmiatori italiani per quest’operazione. Aumentando il capitale, CdP entrerà con una percentuale compresa tra il 51 e il 55% e diluirà la presenza di Atlantia inizialmente al 37%. In questo modo, avremo una nuova Aspi con un capitale più che raddoppiato.

L’Analisi Reale

La prima questione riguarda il fatto che occorrerà valutare quanto vale Autostrade per l’Italia e che non ci sia solo Atlantia tra i soci presenti che dovranno essere salvaguardati per quanto concerne il loro capitale. Sarà, dunque, un’operazione molto lunga perché all’interno dell’accordo recepito non c’è alcuna traccia di una valutazione, seppur vero sia presente l’accettazione di un calo drastico negli eventuali risarcimenti in caso di revoca delle concessioni. La qual cosa riduce il valore della società stessa di fronte agli stakeholders.

La seconda questione riguarda il management, ossia chi realmente persegue e detta le strategie aziendali e indirizza cosa dovrà fare la nuova Autostrade per l’Italia, al di là dei soci presenti. Naturalmente non è un aspetto marginale e non sarà sfuggito ai più attenti il fatto che Cassa Depositi e Prestiti, a lungo difesa dal Ministro Luigi Di Maio (ricordiamo la battaglia perché CdP non fosse garante dei prestiti concessi dal Decreto Liquidità, la cosiddetta “potenza di fuoco”) che ne ha grande influenza attuale, sarà il soggetto che determinerà i dirigenti futuri. Qualcosa che purtroppo non ha molto a che fare con le reali esigenze dei cittadini, ma di fatto con i posizionamenti e i giochi politici.

In tutto questo va da sé che i tempi di cui si parla, un minimo di un anno se non probabilmente molto di più, comporterà il fatto che potrebbero mutare anche le condizioni attuali, ovvero ci potrebbe essere un altro Governo, con tutte le conseguenze del caso.

Quotazione in Borsa. Costo e Conseguenze

L’ultimo punto e di certo non marginale, riguarda il fatto che Atlantia dovrà poi lasciare il 26% del 37% (scendendo a 10-11%) sul mercato azionario. La nuova Autostrade per l’Italia, dunque, sarà un soggetto partecipato dallo stato e quotato in borsa. La qual cosa, naturalmente, non avrà di certo pochi costi e sicuramente anche qui sussiste un’incognita riferibile al valore di questa discesa sui mercati finanziari.

Dulcis in fundo, se la società verrà quotata in borsa, dovrà perseguire quegli stessi obiettivi legati a marginalità e a guadagni al fine di ricevere il capitale degli azionisti e degli operatori che lavorano nella finanza, i quali, di certo, ritengono basilare il profitto. Quest’effetto stona alquanto con tutti i proclami riferibili a un abbassamento delle tariffe e maggiori investimenti da parte di una società statale che, però, richiederà i capitali a soggetti che cercano il profitto e operano nel mercato dei capitali.

Oggi a Piazza Affari

Dopo esser crollato un paio di giorni fa, il titolo di Atlantia ha ripreso, in sole 24 ore, tutte le perdite ed è andato anche al di sopra, come valore, registrando un +26% circ,a. Oggi, dopo la notizia di questo nuovo piano, il titolo attualmente registra un calo di -3,07% e si quota a livello 14,05€ per azione. Dopo aver toccato, in mattinata, il massimo a 14,94€, il prezzo è rintracciato fino a raggiungere un minimo di 13,76€ (probabilmente a causa di manovre speculative n.d.r) e ora pare stabilizzarsi.