Autostrade per l’Italia: Stop a 14,5 Miliardi di Euro di Lavori. Scontro Atlantia-Governo su Prestiti Garantiti

Autostrade per l'Italia Stop a 14,5 Miliardi di Euro di Lavori. Scontro Atlantia-Governo su Prestiti Garantiti

La controllata di Atlantia dei Benetton, Autostrade per l’Italia (acronimo ASPI) è ancora al centro di un braccio di ferro con il Governo a trazione Movimento 5 Stelle. A seguito del crollo del Ponte Morandi di Genova, i 5 Stelle minacciarono, anzi assicurarono la revoca delle concessioni autostradali insieme all’attuale Premier Conte incline a far luce sull’accaduto e giustizia per le vittime.

La Richiesta del Prestito Garantito dallo Stato


Ora la questione verte sul prestito richiesto dalla controllata dei Benetton, come previsto per le aziende italiane, con la Garanzia SACE al 90% (quindi dallo Stato). Dato che non c’è il nulla osta a prestiti nei confronti di ASPI, sia da parte di Cassa Depositi e Prestiti, sia grazie al Decreto Liquidità (la famosa potenza di fuoco), la società cerca di far pressione per ottenere liquidità.

A seguito del downgrade societario derivante dal Milleproroghe, con il quale l’esecutivo abbassò gli indennizzi in caso di revoca della concessione, il sistema bancario e creditizio ora tende a frenare nei confronti delle richieste di prestito di Autostrade per l’Italia, vista l’incertezza per il futuro.

Poche Risorse: Strade Sicure?

Atlantia ha deciso, con un Consiglio di Amministrazione Straordinario, di concedere 900 milioni di prestito alla sua controllata, disponibile per la messa in sicurezza a la manutenzione della rete autostradale, ma contestualmente ha anche disposto il blocco degli altri investimenti previsti: 14,5 miliardi di euro di lavori sulle strade.

Politicamente parlando, si tratta di un nuovo round tra i Benetton e il Governo. Atlantia afferma che la lentezza delle decisioni e quanto disposto nel Milleproroghe, cagioni e abbia cagionato un grave danno alla sua controllata, nonché alla holding stessa. Un danno per cui si stanno valutando azioni legali e “tutte le iniziative necessarie per la tutela della società e del Gruppo“.

Conflitto a Tutto Campo

I Benetton, dopo aver incassato l’articolo 35 del Milleproroghe che ne ha sminuito il valore, in ottica di una possibile revoca futura, hanno mal recepito la dichiarazione del viceministro dello Sviluppo Economico, il pentastellato Stefano Buffagni. In una recente intervista, il grillino, ha praticamente sbarrato la strada alla possibilità che ASPI possa accedere ai prestiti e alla liquidità garantiti dal Decreto omonimo, rilasciato proprio in regime di Coronavirus.

domandare è lecito, rispondere è cortesia: no grazie!

I dirigenti di Atlantia si sono risentiti e hanno “espresso forte preoccupazione” per quanto riguarda queste affermazioni considerati contrastanti con lo spirito e la filosofia del decreto, oltre che discrezionali e personali, fatte da un rappresentante del Governo in un ruolo chiave. Secondo Atlantia, queste affermazioni contrastano

“(…)con lo spirito e il dettato del decreto e basate piuttosto su valutazioni e criteri di natura ampiamente discrezionale e soggettiva verso chi sta dando un importante contributo allo sviluppo infrastrutturale del Paese

Concessioni e Dibattito Politico

Il pomo della discordia, in ogni caso, è sempre il medesimo: le concessioni autostradali.

Dal partito di Renzi, Italia Viva, parte l’ennesimo rilancio di quello che è l’ago della bilancia politico, dopo il salvataggio in extremis del Ministro della Giustizia Bonafede. Secondo fonti giornalistiche, i rappresentanti del partito dell’ex Premier si sono messi dalla parte di Atlantia poiché su Aspi ci sono dei pregiudizi e che quest’azienda, così come le altre, deve poter accedere al credito come predisposto dal Decreto Liquidità. Questo, in ragione del fatto che “i settori delle autostrade e degli aeroporti sono stati pesantemente colpiti dalla pandemia: vanno sostenuti”.

Dopo le polemiche riguardo la richiesta del Prestito garantito dallo Stato da parte di FCA, oramai con sede legale e fiscale nel paradiso dei Paesi Bassi, ecco un ennesimo motivo di scontro ideologico, tra il PD e Italia Viva e quel che rimane di un Movimento 5 Stelle, oramai braccio armato utilizzato solamente per inveire contro gli avversari politici, fino a pochi mesi fa alleati di Governo.