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Avere una Pensione Buona e Decorosa. Cosa Fare in Base all’età, dai 20 ai 60 Anni.

Avere una Pensione Decorosa. Cosa Fare in Base all'età, dai 20 ai 60 Anni.

L’Italia è un paese in difficoltà e le famiglie italiane riescono ad andare avanti da anni anche grazie alle pensioni dei genitori che per tanti anni hanno costruito questo paese per poi guardarlo lentamente affossare, fermo restando la possibilità davvero di riprenderci quanto dovuto.

La Pensione in Italia

La pensione, dunque, è uno strumento presente nel welfare state italiano molto importante, fondamentale per garantire dignità e una vita decorosa a persone che hanno dato la vita per il lavoro (qui i requisiti per andare in pensione nel 2021), facendo il proprio dovere e garantendo un rendimento impeccabile spesso e volentieri.

Purtroppo il sistema pensionistico italiano è al collasso, sempre a causa del forte debito pubblico, aggravatosi ancor di più durante la crisi pandemia e anche perché il sistema creditizio e quello lavorativo ora si è trasformato, mentre quello previdenziale stenta ad ammodernarsi per seguire le nuove tipologie di lavoro.

Considerando, comunque, lo stato attuale, come ricorda il sito Proiezionidiborsa.it, dobbiamo valutare anche dai 20 anni fino ai 60 cosa fare perché l’importo della pensione sarà anche legato al momento in cui ci troviamo, alla normativa in vigore, a eventuali cause straordinarie (queste non prevedibili, ma computabili tra i rischi derivanti da una corretta redazione del proprio futuro n.d.r.). Teoricamente, a un dipendente privato spetterà una pensione pari all’ultimo stipendio decurtato del 30% e agli autonomi ancora peggio, -40% o addirittura la metà (-50%) in ragione di un differente trattamento.

Fermo restando queste caratteristiche, ben s’intuisce come sia necessario vivere una vita nel benessere e decorosa nel presente, ma anche guardare al futuro e pensare a una rendita aggiuntiva, un investimento previdenziale che, tra l’altro, genera anche un risparmio presente sulle tasse da pagare (qui trovate tutto al riguardo).

Cosa Fare e Come Investire in Base all’Età

Vediamo di simulare i diversi casi, a seconda delle età, vagliando le opportunità differenti in base alla generazione a cui si appartiene.

20 Anni

In un momento così critico, in cui il tasso di disoccupazione giovanile in Italia è alle stelle, per un 20enne le possibilità non sono moltissime e nel caso avesse un lavoro, lo stipendio medio sarebbe di circa 800€ al mese.

Se ci basiamo sulla regola dell’ultimo stipendio, considerando questo presente come tale, allora dovremmo colmare il 30% (quindi 240€) mensili dopo circa 50 anni. Se vogliamo reperire tali fondi, possiamo investire in un portafoglio bilanciato, nel quale sono presenti il 70% di titoli azionari e il 30% di quelli obbligazionari (magari proprio quelli italiani che puntano sul rilancio e saranno sempre più appetibili).

Per quest’investimento servono 54€ mensili, quindi 640€ annui, seppur considerando il netto, depurato da eventuale inflazione, costi relativi a commissioni, spese, etc. e oneri fiscali.

30 Anni

Solitamente lo stipendio di un 30enne, in fase post studi, si alza a 1.000€ mensili. Se seguiamo lo stesso ragionamento, dovremo reperire circa il 30%, quindi 333€ per compensare la perdita derivante nel cedolino pensionistico futuro, naturalmente presupponendo in maniera molto poco verosimile che questo resti sempre lo stesso.

L’investimento per un ragazzo di 30 anni è più moderato: 40% di titoli obbligazionari e 60% di azioni. Basterà investire poco meno di 100€ (92€ mensili) per riuscire a racimolare il denaro sufficiente ad annullare la differenza.

40 Anni

Un 40enne italiano lavoratore in media guadagna 1.400€ mensili. A lui servono 467€ al mese per integrare il pagamento della pensione finale, sempre simulando l’ipotesi iniziale. Visto che probabilmente quest’uomo avrà famiglia, responsabilità e un futuro già quasi costruito, l’investimento ideale per lui è moderatamente prudente, caratterizzato da un portafoglio titoli in cui trovano posto il 60% di obbligazioni e il 40% di azioni. Basterà versare e investire mensilmente 198€.

50 Anni

Qui la situazione diventa più intrigante perché si avvicina l’età della pensione e si alza anche lo stipendio medio, pari a 1.800€. Occorre ragionare con prudenza e non lasciarsi prendere la mano costituendo un portafoglio titoli con l’80% di obbligazioni e il 20% di azioni. Al 50enne serviranno ben 600€ mensili per riuscire a ridurre il differenziale con il pagamento della pensione, mantenendo costante il suo tenore di vita attuale. Se vuole procedere in tal senso, dovrà investire 510€ nella pensione integrativa.

60 Anni

Se hai 60 anni e pensi che per te oramai i giochi siano fatti, in realtà non è così, soprattutto se hai uno stipendio medio-alto, intorno ai 2.200€ mensili. Serve prudenza massima, quindi un portafoglio con il 100% di obbligazioni magari da trovare e reperire tra quelle con rendimenti più alti in ragione del fatto che servono 733€ al mese per ridurre il gap a zero.

Occorrerà versare quasi la totalità dello stipendio, una cifra di 1.980€ al mese, davvero difficile se non si hanno risparmi messi da parte e non si riesce ad avere altre rendite.

Se avete una certa età, comunque non disperate. Come anticipato, è possibile anche regalare una pensione integrativa a nipoti e figli, risparmiando sulle tasse, sulle imposte da versare allo stato.

Costruire il futuro adesso è una certezza del presente.