Home Economia Personale Banche e Conti Correnti. Cosa Rischi e Cosa Accade se hai Denaro...

Banche e Conti Correnti. Cosa Rischi e Cosa Accade se hai Denaro Depositato in Questi Istituti

Banche e Conti Correnti. Cosa Rischi e Cosa Accade se hai Denaro Depositato in Questi Istituti

Consob ha approvato l’aumento di capitale dichiarato da Intesa San Paolo che si prepara a lanciare una Offerta Pubblica di Sottoscrizione per fondersi con Ubi Banca e consolidare ancor più la sua posizione sul mercato italiano, rilanciandosi anche a livello europeo nella continua sfida con Unicredit.

Fusione Intesa-UBI

L’operazione, già annunciata tempo fa, è in dirittura d’arrivo e i due soggetti si sono anche accordati in modo da evitare possibili ripercussioni da parte dell’Antitrust, in capo alla riduzione potenziale della concorrenza.

Dopo la fusione, dunque, avremo il più grande soggetto italiano bancario e questo influirà sia a livello finanziario, sia occupazionale e muterà gli equilibri presenti e futuri nel nostro paese.

Ciò che preme di più ai cittadini, in prima istanza, però, riguarda i soldi che hanno depositato sui conti correnti a fronte di rapporti intrattenuti sia con l’uno, sia con l’altro istituto. Nel passato Intesa ha già acquisito le due banche venete e UBI, invece, investì in Banca Marche acquisendo clientela e network consolidato da quest’ultima. In quei casi, purtroppo, ci furono cambiamenti e ripercussioni per la clientela e non sempre positive.

Cerchiamo di capire cosa cambierà per i correntisti di queste due banche e per tutti coloro che intrattengono un rapporto contrattuale con gli istituti oggetto di fusione.

Cosa Cambia per i Clienti

In primis, muterà il codice IBAN e le coordinate bancarie per migliaia di clienti. Le banche sicuramente faranno di tutto per diminuire al massimo i disagi riconducibili alle transazioni e alle operazioni dei clienti, ma di fatto, l’operatività potrebbe subire delle disfunzioni, soprattutto nel primo periodo, prima dell’assestamento.

I clienti potrebbero lamentare mancati accrediti di stipendi e pensioni, ovvero malfunzionamenti negli addebiti di utenze in linea con la sottoscrizione del RID, il modello che consente l’automatizzazione di queste transazioni.

Oltre a queste problematiche, i clienti della banca acquisita (quelli di UBI) dovranno anche cambiare tutti gli strumenti di pagamento che hanno a disposizione, ossia:

  • Carte di Debito quali Bancomat.
  • Carte di Credito.
  • Libretti di Assegni.

Muterà anche il servizio di Home Banking in linea con la fusione dei database e l’implementazione di un nuovo strumento che sia adoperabile da tutti in un’unico portale: in linea con questo principio, dunque, molti clienti dovranno convertire gli attuali codici di riferimento per l’accesso e l’utilizzo del servizio stesso.

Ci saranno anche ripercussioni dal punto di vista dell’assistenza perché molte filiali chiuderanno o passeranno alla concorrenza in ragione dell’obbligo sottoscritto con l’Antitrust e anche il personale potrebbe essere spostato, facendo venir meno un rapporto di fiducia instaurato tra lo stesso cliente e l’operatore, dopo anni.

Le domande per l’erogazione di mutui e prestiti saranno adeguate alle nuove politiche di credito e molti clienti potrebbero vedersi negare l’accesso a questi strumenti, con un potenziale rischio di perdere le caparre versate a fronte dell’acquisto di un immobile al proprietario dello stesso per ragioni di tempi.

Ulteriori Possibili Disagi

Non finisce qui. Le persone che sono clienti di entrambi gli istituti subiranno i maggiori problemi. Basti pensare a chi possiede due fidi diversi e difficilmente il cliente riuscirà a mantenere una concessione che sia la somma dei due, venendo meno l’opportunità di aprire rapporti dissimili con banche differenti.

Il cliente, dunque, potrebbe vedersi dimezzare la sua liquidità disponibile con tutte le ripercussioni del caso, soprattutto in un momento come questo nel quale è fondamentale avere risorse correnti.

Senza dimenticare tutti quei clienti che si recavano in una sede fisica di queste banche e che vedranno cambiare l’insegna di quelle filiali cedute a BPER (532 in tutta Italia): questi saranno costretti a recarsi in altra filiale.

Così come consigliato dal sito Proiezioniborsa, è necessario quindi subito rivolgersi al proprio istituto se siamo correntisti e se abbiamo qualche rapporto con le banche oggetto di fusione, anche solo per informarsi circa i cambiamenti che ci saranno e prendere, fin da subito, le migliori decisioni.