BCE: Acquisti Illimitati! Attenzione però a Cosa Cambia. Non è Come la FED

BCE Acquisti Illimitati! Attenzione però a Cosa Cambia. Non è Come la FED

Dopo il disastro della Governatrice Lagarde che ha praticamente affondato le borse del sud Europa, Italia su tutte, con un’affermazione incredibile, c’è stato il dietrofront per cercare anche solo di recuperare il disastro compiuto che è ancora lungi dall’essere anche solo equiparato nella situazione precedente.

A seguito di questa disfunzione da parte di un’istituzione che rappresenterebbe gli interessi di tutti gli Stati membri, da Banca Centrale ma che giustamente ogni tanto si riconduce al suo mero Statuto redatto purtroppo in modo non troppo lungimirante, i vertici della BCE hanno cercato di aggiustare subito la rotta interpretando in diverso modo le parole della neo Governatrice (le quali erano quelle dei tedeschi naturalmente).

Aggiustamento che non è servito se non in parte e a quel punto è scesa in campo la neo Presidentessa della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen anche per evidenti criticità e ripercussioni politiche (tutti noi abbiamo sentito il discorso in “italiano”.

La BCE ha deciso di lanciare il bazooka da 750 miliardi di euro per acquistare i titoli di debito degli Stati membri dell’Eurozona e, di fatto, screditando le stesse parole della Lagarde che aveva affermato il ruolo della Banca non orientato a calmierare gli spread, ossia i rendimenti dei titoli di stato stessi (i quali generano interessi superiori che gravano sui bilanci dello Stato n.d.r.).

Ora, visto e considerato che i mercati e le piazze finanziarie non stanno reagendo come atteso, anzi, sono spinte più che altro dalle mosse che provengono oltreoceano (dagli USA, le misure incredibili della FED e di Donald Trump, acquisti illimitati di titoli di debito e 2.000 miliardi di dollari nelle tasche dei cittadini statunitensi nei prossimi giorni), la BCE ha deciso di annunciare l’acquisto senza limiti di titoli.

FED vs BCE

Una decisione senza precedenti, ma una decisione che, attenzione, non è la medesima della Federal Reserve americana, anzi.


Mentre la Federal Reserve acquisterà illimitatamente titoli di Stato come se non ci fosse un domani e gestendo questo flusso di denaro, la BCE rimarrà ancorata ai 750 miliardi di euro previsti. Il limite che cambia e che dovrebbe accontentare anche gli italiani (secondo intendimenti politici) è quello della composizione sottolineata nel 2018 dalla Corte di Giustizia Europea.

In quel frangente la Corte sentenziò che la BCE non poteva acquistare titoli del debito di ogni singolo stato membro oltre il 33% di quel debito stesso (per capirci, se l’Italia ha debito pari a 2.000 miliardi, non è possibile acquistare e detenere più di 660 miliardi di euro).

Oggi la BCE decide di acquistare illimitatamente, ovvero senza quel limite, ma resta ferma la cifra di 750 miliardi di euro. Decisione che fu anticipata durante il meeting straordinario dello scorso 18 marzo nel quale c’era già stata apertura in tal senso. Decisione che i mercati non sembrano premiare nella giornata di oggi, ma staremo a vedere come chiuderà Piazza Affari.

Acquisto Titoli a Breve Scadenza

Oltre la novità di cui abbiamo parlato, ce ne è un’altra che riguarda il Quantitative easing. La possibilità che la BCE possa acquistare titoli anche con scadenze inferiori ai 70 giorni in modo da dare la possibilità agli stati di emettere questi strumenti a breve scadenza per ottenere liquidità e a dispetto del vincolo precedente che concedeva l’acquisto solo su bond con scadenza superiore ai 12 mesi.

Un intendimento molto valido, ma una concessione che non deve e non può essere il medicinale di cui l’Europa ha bisogno in questo momento. L’Helicopter Money è la soluzione, a dispetto dell’inflazione tanto cara ai tedeschi. Altre soluzioni, come l’Eurobond a cui la Germania ha già detto no, ovvero il Fondo Salva Stati (MES) privato che poi obbliga a tagli, vincoli e, comunque, rappresenta un prestito senior (quindi da restituire prima degli altri) sarebbe una scelta politicamente ed economicamente paragonabile a quella dei Greci e, soprattutto, ci riporterebbe alle medesime criticità per le quali stiamo pagando un prezzo altissimo: tagli a sanità, scuola e formazione.