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Bonus 30€ Acquisto Dispositivi Anti Abbandono: Il Portale Ancora non Disponibile

Bonus 30€ Acquisto Dispositivi Anti Abbandono Il Portale Ancora non Disponibile

Sono attimi di attesa, la stessa ansia che ha contraddistinto tutto l’iter di questa nuova legge contro l’anti-abbandono e che vede, per l’ennesima volta, il nostro Paese non distinguersi di certo per efficienza ed efficacia, incapace di mantenere gli impegni presi con il rischio di far apparire una disposizione per la tutela dei bambini, la prima norma del genere nel mondo intero, quasi come una trovata commerciale.

Perché questi appaiono i contorni di una legge che, seppur semplice, è divenuta maledettamente complicata sotto tutti i punti di vista. Il bello, poi, come abbiamo più volte detto, deve ancora venire.

Come Richiedere il Bonus

Tornando alle modalità di richiesta per il Bonus di 30€ all’acquisto o per il rimborso dei dispositivi antiabbandono acquistati in precedenza (a questo link trovate istruzioni e requisiti necessari), la piattaforma web promessa, o meglio, disposta dal Decreto Attuativo redatto dopo la Legge di Bilancio del 2020 (nella quale erano impegnati e indicati i fondi disponibili) è stata messa online il 20 febbraio 2020, ieri, ma l’unica sezione disponibile tuttora è quella dedicata all’accreditamento degli esercenti presso i quali sono poi spendibili i buoni.

Accreditamento che, sempre secondo il Decreto del 28 gennaio 2020, sarebbe dovuto essere possibile il 1° febbraio, ma probabilmente ci sono stati problemi tecnici che hanno fatto slittare la data, in concomitanza della messa online per il pubblico, proprio ieri, 20 febbraio.

Accreditamento necessario perché le persone e i cittadini, una volta ottenuto il codice del buono d’acquisto che, ricordiamo, vale fino a 30€ (se spendiamo meno, vale la cifra minore), dovranno necessariamente rivolgersi a uno dei negozi fisici o di quelli virtuali presenti nella lista per far valere il diritto al credito.

Cosa che, ovviamente, non vale per chi deve chiedere il rimborso: a questi basterà inviare un documento comprovante chiaramente l’acquisto fatto, presso chiunque. A chiare lettere dovrà essere indicato il prodotto quale dispositivo antiabbandono ovvero seggiolino di modello e versione riconducibili a uno dei tanti che hanno integrato questo dispositivo in maniera natia, come prevede, tra le possibilità, il Decreto Attuativo della Legge, il numero 122 del 2 ottobre 2019.

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Il Portale “Online”

Per quanto concerne la possibilità di richiedere il buono, al momento il Portale che trovate a questo indirizzo web (clicca qui) risulta ancora disponibile solo per l’Area riservata all’accreditamento degli esercenti. Nonostante la data posta del Decreto (il 20 febbraio) e nonostante l’annuncio fatto ieri sulle pagine del sito istituzionale del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, oggetto probabilmente di alto traffico e richieste attuali tanto da riportare problemi di connessione allo stesso sia ieri, sia in questi minuti, la piattaforma web non è ancora disponibile.

“Da domani, venerdì 21 febbraio, la piattaforma sarà accessibile a chi deve acquistare il dispositivo e potrà quindi richiedere il buono spesa elettronico di 30 euro, da utilizzare esclusivamente presso uno dei negozianti registrati sulla piattaforma. (Fonte: News Sito Mit)”

Lo sarà, come asserito sul sito ministeriale, probabilmente nella giornata di oggi, anche se ora, alle ore 12 circa, non è ancora disponibile come potete facilmente verificare.

In ogni caso, vista la prossima data in vigore per le multe e le sanzioni accessorie che, ricordiamo, sono state posticipate al 6 marzo, il portale per accedere al contributo diretto (il rimborso sarà sempre possibile, fatto salva la possibilità che si esauriscano i fondi disponibili, insufficienti per tutti come riportato da alcune associazioni, Altronconsumo tra tutte) non è ancora disponibile e questa disfunzione potrebbe gravare cagionando danni al concetto stesso della legge che già molti italiani reputano ingiusta e non ne capiscono il senso.

Un senso che si determina in ragione della sicurezza massima e della capacità della tecnologia di aiutarci a evitare qualsiasi tragedia. Filosofia pura di una branca, la tecnologia, che oramai abbiamo quasi dimenticato per finalità pensando sia finalizzata alla realizzazione di device o di congegni per l’intrattenimento quando, invece, è utilizzata soprattutto per migliorare e aiutare la vita degli uomini nel suo complesso, tutelando anche la natura e seguendo la nuova sensibilità green.

Attenzione alle Questioni Irrisolte e ai Controlli

Dulcis in fundo, rimane sullo sfondo una questione ancor più grave (denunciata anche da alcune associazioni) I dispositivi antiabbandono praticamente sono autocertificati dai singoli fabbricanti che ne sottolineano la conformità al Decreto Attuativo palesandone l’idoneità con un paio di righe.

Cosa significa? Non esiste alcun controllo a priori sulla validità di queste dichiarazioni di conformità e potreste benissimo aver comprato o acquistare un dispositivo che oggi è valido e domani non più, magari richiedendo pure il contributo statale, ovvero soldi pubblici, con tutte le conseguenze del caso, o meglio, del caos, parola più adatta in simili frangenti.

L’ente deputato al controllo tra le dichiarazioni rese dai produttori/fabbricanti e la conformità o eventuali difformità con il Decreto è la Direzione Generale della Motorizzazione. Direzione della Motorizzazione che tace da mesi e mesi (i prodotti sono già disponibili sul mercato da mesi e ne spuntano molti altri nel frattempo), ma non dà la sicurezza che sussista il principio del silenzio-assenso al riguardo.

Intanto, se ci colleghiamo alla pagina web della Direzione Generale della Motorizzazione, scopriamo che il responsabile non c’è e il posto risulterebbe vacante: sicuramente un refuso o un problema di aggiornamento. Almeno speriamo.