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Bonus 600 Euro, Domanda Respinta ai Titolari di Partita Iva iscritti alla Gestione Separata INPS

Bonus 600 Euro, Domanda Respinta ai Titolari di Partita Iva iscritti alla Gestione Separata INPS

Sono tantissimi coloro che hanno visto la propria richiesta del Bonus 600 euro respinta perché non iscritti alla Gestione Separata INPS. Adesso è possibile fare domanda di riesame della pratica, ma in tanti hanno già ricevuto un ulteriore esito negativo dalla propria sede di competenza territoriale.

La prestazione non può essere riconosciuta poiché, dai dati attualmente in possesso dell’Istituto, non risulta iscritto/a alla gestione separata.

Qualora sia in possesso di informazioni utili in merito, entro 20 gg, può produrre alla Sede territorialmente competente la documentazione presente nella lista accessibile dal tasto ‘PRODUCI DOCUMENTAZIONE’.

Questa è la dicitura che tantissime persone, titolari di Partita IVA, trovano quando vanno a vedere l’esito della propria domanda del Bonus 600€.

Sono principalmente due le categorie di professionisti, titolari di Partita Iva, che si sono visti negare il diritto al Bonus con questa motivazione.

Tanti sono nuovi titolari di Partita Iva, ossia partite Iva aperte nella seconda metà del 2019 che effettivamente non avevano ancora effettuato l’iscrizione alla Gestione Separata INPS in quanto è prassi aprirla contestualmente al primo versamento dei contributi. E i primi contributi vanno versati a giugno (normalmente, quest’anno a causa della pandemia le scadenze sono state posticipate a settembre). Chi rientra in questa casistica ha provveduto ad effettuare l’iscrizione alla Gestione Separata INPS con data retroattiva, inserendo come data di iscrizione la stessa data di apertura della Partita Iva. Ricordiamo che l’iscrizione Retroattiva alla Gestione Separata INPS è possibile effettuarla direttamente dal sito INPS.

Sempre sul sito INPS, dove si effettua la domanda per ottenere il Bonus 600€, è possibile leggere: “A tale indennità possono accedere i liberi professionisti con partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020 compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici con attività di lavoro autonomo di cui all’articolo 53, comma 1, del T.U.I.R., iscritti alla Gestione separata dell’INPS”.

Da quest’ultima dicitura si intuisce che è requisito fondamentale aver aperto la Partita IVA entro la data del 23 febbraio 2020 e che bisogna essere iscritti alla Gestione Separata dell’INPS. Io personalmente non leggo da nessuna parte che l’iscrizione alla Gestione Separata dell’INPS doveva essere fatta entro il 23 febbraio 2020, eppure tante richieste sono state RESPINTE proprio perché secondo chi ha controllato la domanda, mancava questo requisito fondamentale. E come me la pensano anche tante persone che lavorano all’INPS, dato che sono tantissime le domande identiche al caso sopra elencato che sono state invece approvate e pagate. Si tratta forse di un’interpretazione a piacere di quanto scritto nel Decreto o di un semplice errore che verrà corretto in fase di riesame? Se queste persone quest’anno dovranno pagare i contributi dovrebbero beneficiare del Bonus quanto tutti gli altri.

Altri soggetti titolari di Partita Iva si sono visti negare il Bonus 600€ perché iscritti alla Gestione Separata INPS come parasubordinato invece che come professionista. Nonostante la propria Partita Iva sia aperta da diversi anni e nonostante siano stati pagati contributi per anni, per INPS la risposta è stata NO. Non sappiamo se l’errore sia dovuto da chi ha effettuato l’iscrizione alla Gestione Separata o se l’iscrizione sia stata fatta anni prima per altra attività (magari da lavoratore dipendente) e poi non sia stato eseguito il passaggio all’iscrizione per professionisti, ma sappiamo che queste persone hanno continuato a versare all’INPS il giusto. L’INPS non si è mai accorta che arrivavano ogni anno pagamenti da gente che non era iscritta alla corretta Gestione Separata?

Tutti ora hanno fornito la documentazione in proprio possesso per richiedere il Riesame della pratica Respinta. Per chi non lo avesse ancora fatto, invitiamo a inviare come documentazione almeno i seguenti documenti: la ricevuta di iscrizione alla Gestione Separata e un documento che attesti l’apertura della propria Partita Iva. I documenti potranno essere inviati dallo stesso sito dell’INPS, dalla stessa sezione da cui è visibile l’esito della domanda, o tramite PEC all’ufficio territoriale di competenza.

Nel frattempo, su Facebook, è nata una Community dedicata ai Professionisti con Partita IVA, lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa e alle “Gestioni Strapazzate” dall’INPS perché escluse dal Bonus 600 euro del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, cosiddetto “Cura Italia”, (ingiustamente) considerati “Non Iscritti alla Gestione Separata INPS”. Link al gruppo Facebook: Gestioni Strapazzate.

Non resta che attendere le decisioni ufficiali da parte di INPS in merito a queste due questioni abbastanza spinose quanto ingiuste. Il motto era: “Nessuno Resterà Indietro”, vedremo.