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Bonus Affitti già Operativo e Disponibile! Cos’è, a Chi Spetta, Requisiti e Come Fare Domanda

Bonus Affitti già Operativo e Disponibile! Cos'è, a Chi Spetta, Requisiti e Come Fare Domanda

Il Governo sta accelerando, dopo le ultime critiche piovute sul sistema messo a regime per tutelare le imprese e le famiglie durante il lockdown deciso a causa della pandemia. Dopo i ritardi di alcune misure, tuttora ancora da mettere a terra (ossia alcuni fondi non sono arrivati ancora nelle mani degli italiani che ne avevano diritto, prima tra tutti, parte della Cassa Integrazione), ecco invece una potenziale svolta che riguarda il Bonus Affitti.

Bonus Affitti

L’Agenzia delle Entrate ha infatti reso disponibile, mediante una circolare, il Bonus Affitti comunicando il codice tributo con il quale sarà possibile utilizzare, già da oggi, il credito d’imposta compreso tra il 30 e il 60% sugli affitti pagati durante i mesi di lockdown da parte delle imprese che hanno visto dimezzare il proprio fatturato.

Il Bonus Affitti è stato creato per aiutare tutte quelle attività che, più di tutte, hanno subito gli effetti del lockdown: dunque bar, ristoranti, alberghi e il settore cosiddetto Ho.Re.Ca. ma non solo. Il bonus, infatti, è disponibile anche per coloro che hanno pagato affitti nei medesimi mesi su immobili adibiti allo svolgimento di una di queste attività:

  • Industriali. 
  • Commerciali.
  • Artigianali.
  • Agricole.

Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha firmato la Circolare includendo, tra i beneficiari già citati, anche altri soggetti oltre quelli citati, ossia:

  • Enti del Terzo Settore.
  • Enti Religiosi civilmente riconosciuti che svolgano attività istituzionale ovvero di interesse generale.

Nella medesima circolare si estende il beneficio non solo al contratto tipico di locazione immobiliare, ma anche ai canoni di leasing e concessione.

Il Codice Tributo da indicare nel modello di pagamento delle imposte, al fine di ottenere il credito relativo a questo bonus, sarà il numero “6920”. Basterà inserirlo al momento di pagare le tasse mediante il modello F24 e sarà sempre possibile, come abbiamo già descritto in un nostro articolo, cedere il credito a una banca in cambio di liquidità, intermediario o direttamente al locatore o il concedente (a seconda della tipologia di contratto).

Cos’è

Il Bonus Affitti, come abbiamo anticipato, è un beneficio che determina un credito d’imposta relativo ai fitti cui le imprese e gli altri soggetti beneficiari hanno fatto fronte durante il lockdown, quindi in totale o parziale assenza di attività e fatturato.

Il Bonus riguarda le mensilità di marzo, aprile e maggio 2020 che siano state corrisposte regolarmente con la possibilità di versare quanto dovuto ed esercitare poi il diritto d’accesso al credito d’imposta del 60% o 30% in base alla natura del rapporto d’affitto:

  • Credito imposta pari al 60% delle somme versate. Canoni di locazione immobili ad uso non abitativo.
  • Credito imposta pari al 30% delle somme versate. Canoni nel caso di sottoscrizione contratti d’affitto d’azienda.

Nel caso avessimo versato il canone d’affitto in modo anticipato (previsto in base a determinati contratti), sarà necessario parametrare la somma versata in ragione dei mesi oggetto del Bonus ponderandoli sulla durata complessiva del contratto sottoscritto.

Dulcis in fundo, come abbiamo già anticipato in un nostro articolo, è possibile ricevere il credito d’imposta e il bonus anche sulle spese condominiali affrontate in questi tre mesi di lockdown se tale voce è unita al canone pattuito nel contratto di locazione ed è stato pattuito un pagamento unitario (non disgiunto quindi).

A Chi Spetta

Il Bonus Affitti spetta a tutti coloro che fanno attività d’impresa o svolgono un’arte oppure una professione che riportino un fatturato inferiore a 5 milioni di euro nel 2019 (il periodo d’imposta precedente). Questo criterio non si applica per gli alberghi e le strutture agrituristiche: tali soggetti hanno diritto al credito a prescindere dal loro volume d’affari.

Come abbiamo già anticipato all’inizio dell’articolo, all’elenco di soggetti beneficiari si sono aggiunti tutti quegli enti non commerciali facenti parte del terzo settore, ivi compresi quelli religiosi civilmente riconosciuti.

Infine il Bonus spetta anche alle partite IVA che aderiscono a uno dei tanti regimi forfetari e alle imprese agricole, nonché tutti quelli che svolgono attività alberghiera o agrituristica in maniera stagionale. Per questi ultimi i mesi da considerare nel computo del bonus saranno quelli di aprile, maggio e giugno.

Requisiti

Oltre a far parte dei soggetti beneficiari, per accedere al Bonus Affitti occorre possedere determinati requisiti a parte quello del fatturato relativo ai soggetti che lavorano nel settore commerciale e artigianali (oltre ai professionisti).

Il credito d’imposta spetterà se tali soggetti hanno subito un calo del fatturato o dei corrispettivi rispettivamente nei mesi di marzo aprile e maggio che sia almeno il 50% di quello registrato nello stesso mese del periodo d’imposta precedente, ossia nel 2019.

In caso il calo del fatturato superiore a tale percentuale sia ascrivibile solo a un mese o a due, allora il credito spetterà in relazione solo a quei mesi in cui è accaduto e non agli altri.

Se, per esempio, la nostra attività commerciale a marzo ha subito un crollo del fatturato rispetto al 2019 del 60%, ma ad aprile e maggio del 40%, allora il bonus affitti ci spetterà solo per il canone del mese di marzo.

Il credito, come descritto dalla Circolare, spetta poi sempre, a prescindere dalla categoria catastale dell’immobile: l’importante che questo sia destinato a una delle attività previste e sopra citate.

Come Richiedere il Bonus

Il Bonus Affitti determina un credito d’imposta che si può usare per ridurre le imposte da pagare sui redditi relativi al periodo d’imposta nel quale si è sostenuta la spesa (quindi in questo e non in altri) oppure può essere ceduto.

Si potrà cedere il credito al locatore o concedente ovvero a banche e intermediari finanziari sia parte del locatario, che dalla stessa persona che riceve il credito (chi affitta potrà girarlo eventualmente a un istituto bancario e ottenere il denaro liquido).

In caso il credito d’imposta sia ceduto al locatore o concedente, si dovrà considerare avvenuto il versamento del canone contestualmente alla cessione,  nei confronti dell’amministrazione finanziaria. Seguendo quest’ipotesi, allora sarà possibile ottenere il credito anche se non c’è stato già il versamento del canone al locatore cui è stato ceduto il credito d’imposta: naturalmente l’affittuario dovrà versare la differenza.

Indi per cui sarà possibile mettersi d’accordo con il nostro locatore e versargli la differenza tra il credito d’imposta spettante al soggetto beneficiario: fermo restando il fatto che il locatore dovrà accettare questa tipologia di pagamento risparmiando poi sulle sue tasse o in caso abbia un’istituto bancario che, scontato, gli liquida il credito.