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Bonus Assunzione Laureati 110 e Lode o con Dottorato di Ricerca 2020. Di cosa si Tratta. Le Novità

Prorogato anche per l’anno 2020, il Governo ha di fatto dato continuità a una misura promossa in favore di quelle risorse umane tanto critiche per l’Italia del sistema scolastico pubblico, ovvero i laureati con 110 e lode o comunque meritevoli e capaci probabilmente nel dare un nuovo slancio a questo paese.

Oltre agli studenti citati, il Bonus riguarda anche coloro che siano in possesso di un Dottorato di Ricerca e s’ispira a quella strategia elaborata dai vertici del nostro paese per trattenere i migliori cervelli italiani in Patria, nonostante difficoltà nel sistema economico e sociale, proprio spronando le migliori aziende a investire sulle nuove leve così come fanno gli altri paesi del mondo.

Il Bonus, difatti, riguarda l’assunzione di questi giovani laureati o dottorati che potranno entrare facilmente nel mondo del lavoro e mettere a disposizione fin da subito il proprio percorso didattico al servizio delle imprese a chiara vocazione innovativa e moderna. I datori di lavoro che assumeranno questi neolaureati, infatti, potranno farlo ottenendo uno sgravio contributivo davvero importante e, per questo, incentivante all’ingresso nel mondo del lavoro italiano per i cervelli migliori emersi dal sistema scolastico del nostro paese.

Un intendimento di contrasto a quanto accade sempre più spesso con i cosiddetti “cacciatori di teste” che arrivano in Italia e, promettendo benefici e stipendi più alti, nonché lavoro fin da subito, attirano in altri paesi le menti migliori.

L’Italia, con altri espedienti, ha cercato e sta cercando di promuovere il ritorno in patria di questi cervelli in fuga, ma dai dati emersi da parte del Ministero, per il momento i benefici derivanti dallo sgravio fiscale promesso con lo scudo non si sono rivelati efficaci (più del 50% torna di nuovo all’Estero, deluso ancora una volta dal nostro sistema Italia) e forse il nostro Paese non ha nemmeno profuso chissà quale sforzo e impegnato quali risorse pensando ci fossero priorità ben più pressanti dell’interesse futuro.

 

Cos’è

Il Bonus neolaureati eccellenti, come abbiamo anticipato, è appannaggio sia dello studente, ma direttamente correlato al datore di lavoro privato che offre un posto disponibile per l’assunzione del giovane virgulto, capace di comprovare un’eccellente preparazione teorica nel suo percorso di studi. Da 110 e lode appunto.

I datori di lavoro dovranno stipulare un contratto a tempo indeterminato per ottenere il beneficio derivante dallo sgravio fiscale completo dei contributi di questo nuovo elemento, mentre i neolaureati dovranno possedere tassativamente questi requisiti minimi:

  • Laureati presso un’Università statale, ovvero non statale, ma legalmente riconosciuta.
  • Non devono essere studenti fuori corso, ma aver affrontato un percorso di studi netto.
  • Requisito Anagrafico. Età inferiore a 30 anni compiuti, ovvero 35 nel caso di laureati in possesso del dottorato di ricerca.
  • Aver maturato, ovvero aver ottenuto, una media ponderata durante tutti gli anni di laurea, pari o superiore a 108/110.
  • Essere laureati, come detto, con la votazione di 110 e lode, ovvero avere una laurea e un Dottorato di Ricerca.

 

Datore di Lavoro

Per quanto concerne il Bonus previsto, il Datore di Lavoro è esonerato dal pagamento dei contributi previdenziali appannaggio di questo nuovo dipendente per un massimo di 12 mesi e comunque per un importo che non sia superiore a 8.000€.

Come già detto, il datore di lavoro per ottenere questo beneficio, deve necessariamente assumere il neolaureato con contratto a tempo indeterminato, ma può anche decidere di utilizzare strumenti alternativi ottenendo comunque il bonus. Secondo quanto previsto dalla legge, difatti, il datore di lavoro può avere lo sgravio fiscale, fermo restando il possesso dei requisiti previsti dal laureato o dottorato, anche in caso di:

  • Assunzioni part-time. In tal caso l’agevolazione fiscale si riduce in proporzione.
  • Se il laureato o dottorato è prima contrattualizzato a tempo determinato e poi questo contratto si trasforma in uno a tempo indeterminato, come previsto dai dettami del bonus stesso.

Dulcis in fundo, il datore di lavoro, in ragione di una certa continuità e del fatto che oramai anche il tempo indeterminato non sia proprio un contratto tutelato come lo era un tempo, non può licenziare il laureato assunto entro i 12 mesi successivi all’assunzione adducendo un giustificato motivo oggettivo. Pena la perdita del beneficio derivante dallo sgravio dei contributi previdenziali.

 

Novità

Oltre a una proroga, il Governo avrebbe rivisto anche alcuni aspetti di questo bonus modificandolo sostanzialmente. Dal 1° gennaio 2020, infatti, dovrebbe cambiare il modus operandi circa il controllo di quanto previsto dallo sgravio fiscale, nonché l’entità dello stesso. Come recita la nuova norma, dal nuovo anno si applicheranno “le procedure, le modalità e i controlli previsti per l’esonero contributivo triennale normato dall’articolo 1, commi da 100 a 108 e da 113 a 115, della legge 27 dicembre 2017, n. 205“.

Secondo quanto descritto dai commi citati, il bonus per i laureati eccellenti dovrebbe ridurre il suo impatto riducendo lo sgravio massimo nella misura pari a 3.000€ annui (dagli 8.000€ precedentemente previsti) e innalzare il requisito anagrafico per laureati che abbiano fino a 35 anni.

Le novità, tutt’ora in itinere, avranno conferma definitiva o meno nei prossimi giorni e bisognerà attendere i testi di legge definitivi che comprovino legalmente questi mutamenti.