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Bonus Ristrutturazioni Edilizie 110% Lavori Gratuiti. A Chi Spetta, Vincoli, Requisiti (APE). Fotovoltaico, Anti-sismici.

Bonus Ristrutturazioni Edilizie 110% Lavori Gratuiti. A Chi Spetta, Vincoli, Requisiti (APE). Fotovoltaico, Anti-sismici.

Ci sono novità per quanto riguarda il bonus sulle ristrutturazioni edilizie al 110%, la misura shock prevista dal Decreto Rilancio che però ancora deve divenire efficace, dopo il passaggio istituzionale in Gazzetta Ufficiale, previa il vaglio di altri istituti come la Corte dei Conti e il Presidente della Repubblica.

Bonus Ristrutturazioni Edilizie 110%

Si tratta di un bonus congruo e fondamentale per il rilancio di un settore, quello edilizio, che da sempre è colonna trainante del nostro paese e che già negli ultimi anni ha subito un crollo drastico e una sommersione dei lavori, tale da far lievitare la detrazione già prevista per legge.

La proposta geniale del sottosegretario Fraccaro che praticamente consentirebbe a moltissime persone di realizzare lavori  di ammodernamento e di valorizzazione energetica, nonché messa in sicurezza degli edifici, ha però subito alcune influenze e cambiamenti da parte degli altri membri di Governo, forse impauriti dalla portata di un simile strumento che sarebbe costato molto allo Stato.

Sarà possibile realizzare lavori praticamente gratis, ma il bonus è ora appannaggio di una platea più ristretta di persone. Cerchiamo di capire di cosa si tratta e chi ne avrà diritto, andando in profondità nella questione.

Cos’è: Importo e Durata

I beneficiari del Bonus Ristrutturazioni Edilizie, dunque, potranno scontare le spese documentate e quelle a carico del contribuente nella sua totalità, più un 10%: un margine previsto in modo da dare la possibilità a un’azienda che s’incarica del lavoro, oppure allo stesso soggetto beneficiario della detrazione, di vendere il proprio credito d’imposta e rientrare della liquidità.

Per fare un esempio che chiarifichi il concetto: se un cittadino fa realizzare lavori edilizi fatturati dall’azienda pari a 10.000€, compresa IVA, otterrà un credito d’imposta pari a 11.000€. L’azienda che lavora potrà, previa accordo ex ante, decidere di non far versare nulla alla persona presso cui ha realizzato il lavoro, a fronte della cessione di questo credito. Credito spendibile con le banche o con altre grandi imprese, dietro cambio di denaro liquido.

Un ciclo virtuoso disponibile per i lavori che saranno svolti tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021, circa 18 mesi. Il credito d’imposta ottenibile, sarà spendibile nei confronti dell’erario (ossia potranno detrarre le tasse da pagare, a seconda del soggetto che detiene il credito) in cinque anni di pari importo.

Sempre riportando l’esempio citato, in caso di credito pari a 11.000€, il titolare avrà diritto a una detrazione, ossia un risparmio annuo sulle tasse a carico del reddito da pagare, pari a 2.200€ l’anno.

A Chi Spetta

Purtroppo la norma, revisionata, ha subito una drastica riduzione in ragione del mancato introito per lo Stato, proprio a fronte di questo bonus. Al di là della visione miope che magari ha soppesato i contributi e valutato meno gli incentivi, legati poi al risparmio energetico e alla messa in sicurezza di edifici con un enorme guadagno nel tempo sia in termini economici, sia di vite salvate (quindi sanitari e legati alla finanza pubblica).

Vediamo di capire, allora, sempre in attesa dell’ufficialità sulla Gazzetta Ufficiale e ricordando poi il ruolo ipotetico del Parlamento in sede di Conversione in Legge (se il Governo non mette la fiducia, questo bonus potrà essere modificato da emendamenti anche dell’opposizione n.d.r.), chi ha diritto alla detrazione e in quali casi.

Ecco i singoli casi in cui si ottiene il bonus, ossia i requisiti che occorre soddisfare per realizzare i lavori gratuiti:

  • Interventi di isolamento termico (il cosiddetto “cappotto”) delle superfici opache verticali e orizzontali. Questi interventi, per essere assimilabili al Decreto e al Bonus, devono coprire almeno il 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio (ovviamente occorre un perito o una persona competente per analizzare questo tecnicismo). Si tratta di specificità appannaggio probabilmente dei soli condomini: il tetto massimo di spesa per quanto concerne la detrazione è di 60.000€ che però va moltiplicato per il numero di unità immobiliari comprese nell’edificio. In caso di 10 unità immobiliari, esempio, il bonus massimo è di 600.000€.
  • Sostituzione Impianti di Climatizzazione Invernale con altri Impianti Centralizzati destinati al Riscaldamento, Raffrescamento o Fornitura di Acqua Calda Sanitaria a Condensazione, con efficienza energetica almeno pari a classe “A”. Compresi in questa categoria, anche le installazioni di impianti fotovoltaici, geotermici o ibridi, anche in sinergia. L’intervento oggetto del bonus deve essere fatto solo in caso si lavori nelle parti comuni degli edifici e il tetto massimo stavolta è pari a 30.000€ sempre moltiplicato per singola unità immobiliare. Il legislatore, oltre alle spese documentate per i lavori e alle imposte a carico del contribuente, prevede che i costi di smaltimento e bonifica del precedente impianto siano detraibili e facciano parte del bonus.
  • Interventi con oggetto gli edifici unifamiliari (le cosiddette case singole, quindi non i condomini) che hanno come oggetto la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con nuovi impianti per il riscaldamento, raffrescamento o fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore. Anche in questo caso, sono comprese le installazioni di impianti fotovoltaici, geotermici o ibridi in sinergia. Resta l’oggetto del Bonus, ma cambia il soggetto che ne ha diritto. La soglia massima è di 30.000€.
  • Finestre, Infissi e Schermature Solari. Sono inclusi nel nuovo bonus gli interventi di efficientamento energetico previsti dall’articolo 14 del Decreto Legge n° 63 del 2013 (convertito con modificazioni poi nella Legge n° 90 del 2013), ma solo se questi lavori saranno eseguiti “congiuntamente” a uno dei tre lavori citati e riportati. In caso volessimo approfittare del bonus al 110% per sostituire gli infissi, dunque, dovremo realizzare uno dei lavori descritti, ovvero realizzare un cappotto termico o installare una caldaia a condensazione/a pompa di calore. Punto, però, ancora poco chiaro e sul quale si attendono delucidazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, ente chiamato a definire tecnicamente quanto disposto dal legislatore.
  • Installazione Impianti Solari Fotovoltaici o Colonnine di Ricarica per Auto Elettriche. Per i primi è previsto un tetto massimo di spesa pari a 48.000€, mentre i secondi devono, alla pari di quanto accade per gli infissi, devono essere interventi associati a uno dei primi tre lavori.
  • Interventi Messa in Sicurezza Edifici contro il Rischio Sismico. Anche gli interventi finalizzati a ridurre il rischio per quanto concerne edifici non costruiti secondo le attuali tecnologie e normative, sono assimilabili a questo bonus.

Altri Requisiti da Soddisfare

Purtroppo, non finisce qui. Ci sono altri requisiti da soddisfare di cui abbiamo solo accennato, diversi a seconda del tipo di lavoro da fare. Se facciamo svolgere lavori di efficientamento energetico, per aver diritto al beneficio del bonus occorre dimostrare, facendo redigere una specifica attestazione da un tecnico abilitato, di aver aumentato di due classi la certificazione APE.

L’A.P.E. è l’acronimo di Attestazione di Prestazione Energetica e riguarda l’efficienza energetica degli edifici, catalogati con una lettera dell’alfabeto, da il livello “G”, il più basso, alla lettera “A”.

E’ importante, però, ricordare che la detrazione al 110% non spetta se i lavori riguardano interventi su edifici unifamiliari che però non siano adibiti ad abitazione principale, ma a quelle secondarie di un nucleo familiare.

Valore e Cessione del Credito

Come anticipato, coloro che potranno accedere a questo bonus, avranno diritto a un credito d’imposta pari al 110% di tutte le spese sostenute. Un credito spendibile nei confronti dell’erario risparmiando per cinque annualità, quote di pari importo.

Il legislatore, per facilitare un ciclo virtuoso, ha previsto la possibilità di cedere, vendere questo credito d’imposta a imprese ovvero alle banche.

In caso il cittadino trovi un’impresa disponibile a realizzare i lavori in questo modo, i lavori svolti saranno praticamente gratuiti e lo sconto sarà accreditato direttamente nella fattura emessa dall’impresa esecutrice.