Home Economia Personale Bonus Seggiolini e Dispositivi Anti Abbandono: Come e Quando Richiedere il Contributo

Bonus Seggiolini e Dispositivi Anti Abbandono: Come e Quando Richiedere il Contributo

Bonus Seggiolini e Dispositivi Anti Abbandono: Come e Quando Richiedere il Contributo

Come già sappiamo è stato da poco pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Attuativo che obbligherà tutti i genitori di bambini che hanno meno di 4 anni di dotarsi di dispositivi anti abbandono, ovvero seggiolini con strumenti idonei integrati a tal fine (oppure potrebbe essere semplicemente una dotazione omologata dell’auto, ma finora non sembrano esserci soluzioni idonee a rispondere ai requisiti di legge).

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Così come siamo abituati a vedere in Italia, il nuovo esecutivo, subentrato al passato, sta di fatto concludendo un iter legislativo partito nel 2018 e conclusosi con il parere del Consiglio di Stato a cui il neoministro dei Trasporti e delle Infrastrutture ha richiesto l’intervento.

Nonostante esistano ancora resistenze sull’obbligatorietà e perplessità riguardo le tempistiche previste dall’entrata in vigore dell’obbligo, con alcune interpretazioni della legge che parlano di 6 novembre ed altre che, invece, riterrebbero opportuno prevedere i canonici 120 giorni definiti in precedenza dalla legge proprio per consentire ai produttori di adeguarsi a quanto disposto dal Decreto Attuativo, il Decreto Legge emanato dal Governo sembrerebbe tendere la mano alla prima tesi.

Incredibilmente l’obbligo di dotarsi dei dispositivi anti abbandono sorgerebbe in inverno, sotto le feste natalizie, quasi a simboleggiare un vero e proprio dono ai fabbricanti di tali dispositivi.

Il bonus previsto dal Decreto Legge n°124 del 26 ottobre 2019 (articolo 52) presuppone il cambiamento dalle agevolazioni fiscali previste in precedenza, a delle agevolazioni disponibili anche in forma di contributi erogati direttamente dallo Stato.

Un chiaro elemento finalizzato a velocizzare il processo di acquisto di dotazioni senza però soffermarsi sulla reale capacità di queste nel ridurre radicalmente se non annullare la possibilità di dimenticare un bambino in auto sul seggiolino.

Da quanto emerge ora, il Ministro Paola De Micheli, ha firmato il Decreto Attuativo per ottenere il contributo di 30€, ovvero il rimborso di pari importo sull’acquisto di dispositivi anti abbandono da fare o già fatti per ottemperare la legge. Qui trovate tutti i dettagli della norma di prossima uscita, compresa la modalità di recepimento del contributo e la piattaforma web progettata a tal scopo che sarà attiva e online a partire dal 20 febbraio 2020.

In ogni caso per la prima volta i genitori dei bambini neonati o di quelli anche un po’ cresciuti (fino a 4 anni n.d.r.) potranno acquistare un dispositivo mobile anti abbandono, ovvero un seggiolino auto con dispositivo integrato, agevolando l’acquisto grazie ad un contributo statale pari a 30€. Non un grande contributo, ma comunque qualcosa.

Purtroppo pur avendo il Decreto Legge subito forza giuridica dal momento della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (in attesa che venga trasformato in legge entro 60 giorni dal Parlamento, pena la sua decadenza), è previsto un ulteriore Decreto che il Ministro dei Trasporti dovrà redarre in concerto con quello delle Finanze proprio per definire i requisiti e le modalità di accesso a questo contributo probabilmente diretto di 30 euro. Dopo la redazione del Decreto, occorrerà pubblicarlo in Gazzetta ed aspettare i canonici 15 giorni per gli effetti di legge. Una stima abbastanza reale ci fa propendere a dicembre per la possibilità di usufruire del contributo: giusto sotto le festività natalizie.

Purtroppo le risorse sono scarse, così come il contributo che, per l’acquisto di un seggiolino vero e proprio, incide in modo relativo, dato che la spesa media per un elemento simile si aggira sui 500€.

Nel Decreto Fiscale è stato istituito un Fondo per il 2019 con 15,1 milioni di euro e solamente un milione per il momento appannaggio del 2020. Questo significa che solamente 503.333 persone circa usufruiranno del bonus: e nel solo mese di dicembre, a dispetto dei quasi due milioni di beneficiari aventi diritto.

Codacons: Contributo è Elemosina

La famosa associazione a tutela dei consumatori, la Codacons, ha affermato che questo contributo per l’acquisto di dispositivo anti  abbandono è quasi un elemosina e che i consumatori dovranno concorrere tra loro per ottenere un piccolo aiuto veramente relativo.

Aiuto, di cui, tra l’altro, ancora non si conosce né la modalità di erogazione (se contributo diretto ovvero agevolazione fiscale), né i requisiti per l’accesso allo stesso. Dai rumors sembrerebbe che il Governo non voglia porre barriere d’accesso relative a limiti di reddito, ma occorre aspettare comunque il prossimo decreto attuativo, emanabile entro 15 giorni dal momento in cui entra in vigore il Decreto sui seggiolini (il 6 novembre).

Codacons da sempre si batte perché i dispositivi siano totalmente gratuiti, anche perché in questo specifico caso l’obbligo di legge e la totale mancanza di una certificazione ex ante da parte di un ente terzo, sottolinea una certa assenza di strategia e di lungimiranza tecnica da parte dell’esecutivo.

L’estratto del comunicato da parte dell’associazione è emblematico della posizione giustamente a salvaguardia del consumatore:

“Negli ultimi 10 anni ben 8 bambini sono deceduti in Italia perché dimenticati in auto, e in tal senso misure per salvaguardare la salute dei minori sono assolutamente positive. Tuttavia, quando si introduce un obbligo si devono prevedere anche tutele per le famiglie: per questo chiediamo che i seggiolini siano totalmente gratuiti per i genitori, anche allo scopo di evitare ignobili speculazioni sull’esigenza di tutelare i bambini.”

Dispositivi Anti Abbandono: Speculazioni ed il Problema della Certificazione

Speculazioni che starebbero già accadendo proprio sotto le festività natalizie. In conclusione speriamo che il Governo riveda letteralmente l’intendimento di provocare un caotico ricorso alle sanzioni amministrative contro gli automobilisti non in regola dopo il 6 novembre e faccia slittare l’obbligo, così come previsto in precedenza, dopo 120 giorni anche per consentire una corretta informazione sui dispositivi anti abbandono presenti sul mercato.

Sarebbe il caso di prevedere una fase di certificazione ex ante di tutti i dispositivi ritenuti idonei dalla legge italiana e non demandare ai produttori una dichiarazione di conformità che potrebbe anche essere erroneamente rilasciata in “buona fede”.

La certificazione da parte di un’autorità terza, ad esempio la motorizzazione, potrebbe risolvere i problemi derivanti dalla contestazione delle infrazioni da parte delle forze dell’ordine che si troveranno a dover monitorare e comminare sanzioni anche pesanti senza sicurezza alcuna. La pioggia di ricorsi ai giudici di pace e le repliche da parte del sistema giudiziario non sono solo probabili, ma sicure fermo restanto l’attuale scenario.

Dulcis in fundo, sarebbe il caso, al momento di riconvertire in legge questo Decreto Fiscale, rilasciare risorse ben più cospicue e verificare seriamente la funzionalità del sistema anti abbandono senza ridurre una legge avanguardistica e civile, la prima in tutto il mondo, ad un mero spot elettorale ed un premio economico alle aziende che operano nel segmento della puericultura.

Se l’amnesia dissociativa e l’abbandono dei minori in auto sul seggiolino è un problema, in Italia, ma ancor più nel mondo (negli USA muoiono in media 39 bambini ogni anno e la tendenza non diminuisce) occorre affrontarlo seriamente e non obbligare solamente i cittadini italiani ad acquistare qualcosa che nessuno può nemmeno garantire.

In caso poi non funzionasse, di chi sarà la responsabilità?

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