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Bonus Stufa a Pellet 2020: Come Funziona e Fare Richiesta. Le Agevolazioni Fiscali

Bonus Stufa a Pellet 2020: Come Funziona e Fare Richiesta. Le Agevolazioni Fiscali

L’attuale Governo nella Legge di Bilancio per il 2020 ha previsto la proroga del famoso bonus per l’acquisto di una stufa a pellet in modo da incentivare l’utilizzo di questi innovativi e moderni metodi di termoriscaldamento a dispetto di altre metodologie anche più inquinanti.

 

Il Pellet e le Stufe

Il pellet è infatti un naturale elemento prodotto dall’economia circolare applicata al sistema industriale perché si tratta di scarti della lavorazione del legno recuperati, compressi e lavorati per divenire un efficace elemento energetico, utili al riscaldamento della nostra casa. Si tratta, quindi, di un materiale economico, ecologico e di sicura efficacia in termini di resa sulla quantità.

A differenza delle tradizionali caldaie alimentate a metano, oppure quelle moderne a condensazione, le stufe a pellet hanno minori costi riferibili a manutenzione e gestione e consumano anche meno, incentivandone l’utilizzo grazie al prezzo stesso dei sacchi di pellet, notoriamente basso.

Ovviamente il costo da sostenere è quello relativo alla stufa stessa, solitamente elevato e comunque tra i 300 e i 3.000 euro a seconda della capacità di questa nel riscaldare spazi più o meno ampi. Oltre alle varie funzionalità che arricchiscono sempre più questi strumenti, innovativi, moderni e smart.

 

Il Bonus: Come Funziona

L’attuale esecutivo a trazione M5S e PD, con a capo sempre il Premier Conte, ha previsto nella Legge di Bilancio del 2020 di dare incentivi e agevolazioni fiscali a chi acquisterà una stufa a pellet nel corso dell’anno, a partire già dal mese di gennaio, quindi in pieno inverno.

Il bonus, tecnicamente, consiste nella possibilità di acquistare una stufa a pellet e detrarre parte del costo sostenuto una tantum (occorrerà spendere tanto solo la prima volta e poi acquistare il pellet, a seconda del tipo preferito e delle esigenze) sul pagamento delle tasse, ossia sull’IRPEF (Imposta sul Reddito delle PErsone Fisiche).

Ciò che spenderemo per l’acquisto della stufa a pellet, sarà detraibile per il 50% ovvero il 65% della spesa totale in 10 quote annuali di pari valore da far valere sulle successivi dichiarazioni dei redditi.

La differenza tra le due quote, prescinde dai due diversi casi specifici:

  • Se abbiamo acquistato una stufa a pellet dopo aver provveduto a una ristrutturazione edilizia della casa (magari aderendo agli incentivi ed ai vantaggi fiscali derivanti da quest’attività) è detraibile il 50%.
  • Se provvediamo all’efficientamento energetico, anche grazie all’acquisto di questo nuovo strumento, allora potremo usufruire del 65% di detraibilità. Il vincolo, in questo caso, riguarda il rendimento energetico seguente all’installazione: il rendimento, specificato in classi e livelli, deve essere maggiore dell’85% rispetto al precedente status (ad esempio la caldaia.

Un esempio chiarirà le idee per quanto concerne il bonus. Poniamo il caso di acquistare una stufa a pellet del valore di 3.000€, una top di gamma. In caso riuscissimo ad accedere al bonus grazie alla riqualificazione energetica, avremmo diritto a detrarre il 65% del costo, ovvero 1950€ (3000*65%). Ora, questa cifra va spalmata in 10 anni su altrettante dichiarazioni dei redditi. Ciò significa che, grazie a questo bonus, ogni anno risparmieremo 195€ come detrazione dal versamento dell’Irpef dovuta allo Stato. Un bel risparmio.

 

Il Bonus: Come Fare Richiesta

Per accedere al bonus stufa a pellet previsto dal Governo, occorre che questo strumento energetico sia installato da un tecnico qualificato che rilasci, al termine del collaudo, un certificato di conformità delle capacità termiche della stufa in relazione al contesto.

Oltre a questo vincolo burocratico, dovremo pagare la stufa mediante bonifico bancario ovvero postale inserendo una serie d’informazioni e dati nella causale e negli altri campi. In particolar modo, occorre chiarire e specificare il titolare dell’acquisto (deve corrispondere poi a chi richiede e fa domanda d’accesso al bonus), il vendutore, la causale del versamento ed indicare la tipologia di detrazione (sia essa del 50% o del 65% a seconda dei casi specificati in precedenza).

Oltre a questo, dovremo anche trasmettere all’Enea (l’Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie e lo Sviluppo Economico Sostenibile) la dichiarazione firmata dal produttore sulle capacità termiche che ci è stata rilasciata: questo entro 90 giorni dal momento dell’acquisto, pena la decadenza della possibilità di accedere ai benefici del bonus.

Una volta accertato il possesso di tutti i requisiti, otterremo finalmente il bonus e potremo utilizzarlo sulla nostra dichiarazione dei redditi annuale. Basterà portare a detrazione la quota annuale (la quale, ricordiamo, corrisponde alla percentuale del bonus diviso 10 anni) compilando i quadri del Modello 730 e modello Redditi ricordandoci d’inserire i dati catastali dell’immobile ove è ubicata la stufa a pellet.

Ricordiamoci sempre di produrre la documentazione necessaria all’ottenimento del bonus, ossia il certificato di conformità rilasciato dal produttore e dall’installatore qualificato, nonché la ricevuta del bonifico d’acquisto compilata nei campi e nei modi previsti dalle disposizioni di legge e di conservarla per tutto l’arco del beneficio.

Questo per non rischiare qualche contestazione fiscale successiva.