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Clienti Banca Ubi e BPER. Cosa Accade Ora dopo OPS Intesa. Facciamo Chiarezza

Clienti Banca Ubi e BPER. Cosa Accade Ora dopo OPS Intesa. Facciamo Chiarezza

L’Offerta Pubblica di Scambio (OPS) lanciata dal Gruppo Banca Intesa per quanto riguarda le azioni di Ubi Banca ha avuto successo, abbracciando il consenso di più del 90% degli attuali azionisti di quest’ultima, i quali hanno accettato un’offerta ritenuta dal Consiglio di Amministrazione (CdA) di Ubi quale irricevibile nella sua definizione prima.

Cosa Accade ai Clienti di Questa Banca?

La domanda, però, è un’altra: al di là degli azionisti e di chi lavora in banca, cosa accadrà ai clienti di Ubi e, in linea generale, anche a quelli di BPER, istituto a cui andranno alcune filiali proprio di questa banca per ragioni di concorrenza e in linea con i dettami dell’Authority?

Ora che l’offerta ha avuto successo, Banca Intesa si fonderà con Ubi, ossia ne rileverà le agenzie e le filiali ora in suo controllo. Quasi tutti coloro che detengono un qualsiasi rapporto bancario, che sia di tipo correntizio o altro, con Ubi Banca, ora si troveranno clienti di Banca Intesa Sanpaolo.

Non tutti, però. Quelli che avranno, fisicamente parlando, un conto corrente aperto presso una delle 532 filiali cedute a BPER Banca, diventeranno clienti di quest’ultima, fatto salvo il diritto di recedere da un contratto sottoscritto nel quale ora il contrattore cambia.

Non solo Intesa, anche BPER

Come abbiamo già anticipato, infatti, Intesa non potrà acquisire tutti gli sportelli di Ubi Banca, ma dovrà cederne 532 a BPER, così come prevede l’accordo con l’Antitrust affinché il nuovo Gruppo Bancario non abbia una posizione dominante e una concentrazione di molte filiali che potrebbero entrare in concorrenza, rendendo disfunzionali tutte le regole e le normative adottate dal sistema bancario sui generis.

Il passaggio, per alcuni clienti e correntisti, potrebbe non essere indolore. In primis, diventeranno clienti di un nuovo Gruppo Bancario, ossia quello titolare della filiale in cui risiede il rapporto di conto corrente, sia esso Banca Intesa, oppure BPER.

Nuove Condizioni Contrattuali, etc.

Cambieranno, con tutta probabilità, le condizioni contrattuali, visti i prodotti specifici diversi dei singoli istituti, ma prima cosa, molto importante, muterà il codice IBAN, con tutte le conseguenze inerenti i bonifici disposti e i dati presenti nelle rubriche delle persone con cui il cliente intrattiene un rapporto di transazioni passate e presenti.

Ogni cliente si vedrà assegnare un nuovo numero di conto corrente e un nuovo codice IBAN dunque: coordinate che dovrà modificare subito presso quei soggetti che automaticamente accreditano somme di denaro con cadenza mensile o differente. Pensiamo, esempio, ai datori di lavoro che ci accreditano lo stipendio, ovvero a INPS, la quale accredita la pensione.

Anche se abbiamo attivato degli addebiti diretti, in ragione di differenti dinamiche, quali, esempio, l’acquisto di uno smartphone a rate, il pagamento di utente, etc., ovvero adottato il contestuale modello RID, dovremo aggiornarlo con i nuovi parametri.

Carta di Debito, Credito, Assegni

Non finisce qui. La nostra nuova banca ci chiederà di restituire o distruggere la carta di debito e, se eventualmente in nostro possesso, la carta di credito emessa dalla precedente banca, consegnandocene, se sussistono i criteri di riferimento del nuovo soggetto contrattore, un nuovo strumento emesso dall’attuale ente bancario. Stessa cosa per quanto riguarda un carnet di assegni.

Come detto, muteranno anche le condizioni contrattuali, ossia le spese, i costi e i vincoli a cui i clienti saranno soggetti. Il conto corrente sarà totalmente nuovo e non si avranno le condizioni appannaggio del precedente rapporto; la qual cosa potrebbe anche essere un vantaggio e non uno svantaggio, proprio perché Banca Intesa potrebbe concedere condizioni migliori affinché i clienti non fuggano altrove.

Il Testo di Legge

In caso, il cliente potrà sempre recedere dal contratto sottoscritto in quanto le condizioni risultano mutato in modo netto. Occorre, però, seguire i regolamenti e le disposizioni contenute nel Testo Unico delle Leggi in Materia Bancaria e Creditizia, il Decreto Legislativo n° 385 del 1993.

Decreto disponibile a questo link (clicca per leggere i vari articoli) e nel quale si può focalizzare l’attenzione sul fatto che sia l’ente di regolamentazione e di monitoraggio del sistema bancario per definizione, ossia la Banca D’Italia, a regolare la cessione di sportelli, con tutte le norme e le conseguenze per i clienti (articolo 58).