CNH Industrial in Trattativa con i Sindacati: 330 Esuberi e Chiusura di uno Stabilimento

CNH Industrial in Trattativa con i Sindacati: 330 Esuberi e Chiusura di uno Stabilimento

CNH Industrial, l’azienda operativa nel settore dei capital goods, dopo l’annuncio dello spin-off tra brand “on highway” (Iveco e la divisione motori “Powertrain”) e “off-highway” (New Holland su tutti), ha iniziato la trattativa con i sindacati a causa della riorganizzazione derivante da questo nuovo assetto organizzativo. Da questa scissione nasceranno due realtà quotate indipendentemente sia alla Borsa di Milano, sia a quella di New York con un aumento del valore sia in termini finanziari, sia in quelli di efficacia dell’offerta.


In particolare l’azienda, controllata al 26% da Exor, la Holding che fa capo alla famiglia Agnelli, ha deciso di chiudere lo stabilimento localizzato a Pregnana Milanese attualmente attivo nella produzione di motori marini e di generatori di potenza. A causa di questa chiusura, circa 220 lavoratori rischieranno il proprio futuro insieme alle loro famiglie: in ogni caso i vertici di CNH Industrial hanno assicurato che metteranno in atto tutte le pratiche possibili per garantire continuità a queste persone rimaste senza il proprio posto di lavoro.

L’altro stabilimento oggetto di riorganizzazione è quello di San Mauro Torinese, destinato ad essere riconvertito e divenire uno snodo logistico strategico, il principale di CNH Industrial. L’azienda vuole investire 20 milioni per trasformare questo stabilimento destinandolo a polo logistico: fine della produzione di macchine movimento terra, dunque, a San Mauro Torinese, in perdita da 10 anni purtroppo.

Proprio a causa di questa decisione, sussistono oltre un centinaio di esuberi. Sommati ai precedenti, sono 330 i lavoratori che CNH considera in esubero e sui quali occorrerà avviare una trattativa con i sindacati, già sul piede di guerra a seguito di queste decisioni.

Dulcis in fundo, CNH vuole riorganizzare il network di FPT Industrial, la divisione motori che nel prossimo futuro si concentrerà principalmente sugli stabilimenti localizzati a Torino e Foggia, dove trovano impiego 1.600 persone. Questo network si occuperà della produzione per tutte le divisioni ed i brand del portafoglio CNH, dai veicoli leggeri, ai camioni, ai bus ed ai trattori. Per gestire la transizione, la multinazionali ha già dichiarato di voler utilizzare gli ammortizzatori sociali correlati all’istituto della Cassa Integrazione per ammorbidire la transizione e non comportare grossi costi sociali a carivo dei lavoratori.

Come anticipato, i sindacati non ci stanno e sono già scesi in campo con dichiarazioni abbastanza bellicose nei confronti delle scelte societarie di CNH. Marco Bentivogli di FIM Cisl afferma la necessità di “ridurre gli esuberi a zero”, Michele De Palma, della Fiom Cgil, ritiene “inaccettabile che un’azienda debba far pagare ai lavoratori il raggiungimento degli obiettivi finanziari”.

Mentre il Ministero dello Sviluppo Economico monitora la situazione in divenire, tra gli altri e tanti dossier presenti sul territorio, è già in agenda un primo incontro tra i vertici societari di CNH ed i rappresentanti dei sindacati lunedì 8 ottobre. Da questo si capirà molto di quanto potrà accadere.

In borsa, intanto, il titolo CNH Industrial continua a perdere: in questo momento segna quota 9,07€ (-1,19%) in linea con la perdita registrata attualmente da parte dell’Indice FTSE Mib nel quale è quotato (-1,31%).