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Congedo Straordinario Retribuito 24 mesi, si può chiedere per assistere il Convivente Disabile?

Congedo Straordinario

Nel caso in cui si avessero particolari esigenze famigliari, come prendersi cura di un disabile, è possibile chiedere il Congedo straordinario retribuito per 24 mesi che consente di assentarsi dal posto di lavoro ricevendo un’indennità, la quale viene calcolata sia in base al proprio stipendio sia in base alla contribuzione figurativa valida rispettivamente al diritto e alla misura della pensione.

 

Congedo straordinario retribuito 24 mesi, se ha diritto anche per il convivente?

A rispondere a questa domanda ci pensa proprio la Legge Italiana, la quale purtroppo stabilisce che per i conviventi more uxorio il lavoratore ha diritto ad usufruire solo ed esclusivamente dei permessi mensili, i quali sono disciplinati dalla legge 104/1992 e di conseguenza non possono in nessun caso beneficiare del Congedo Straordinario.

A stabilirlo è stata la stessa Corte Costituzionale, la quale nel 2016 ha emesso una sentenza (la n.213) in merito a questa questione, quindi in base a questi elementi possiamo affermare che per il nostro Ordinamento Giuridico i componenti di una convivenza di fatto, a differenza di quanto invece avviene per quelli appartenenti a un’unione di fatto, non vengo considerati come due coniugi.

Sostanzialmente due persone che convivono sono una coppia e come tale hanno un legame affettivo, il quale di conseguenza implica la reciproca assistenza morale e materiale, però per quanto concerne l’Ordinamento Giuridico Italiano purtroppo questi elementi non sono assolutamente sufficienti per riconoscere il rapporto di parentela.

Quindi questo vuol dire che per poter beneficiare del Congedo straordinario retribuito, il quale è disciplinato dalla Legge 152 del 2001 che stabilisce un vincolo determinato da una priorità di parentela, occorre essere uniti in matrimonio (quindi sposati regolarmente) anche solo in Comune, ovvero tramite Rito Civile, perché diversamente il vincolo parentale non sussiste e non si può fruire di questo permesso, nemmeno nel caso in cui il proprio convivente sia disabile e di conseguenza abbia bisogno di assistenza.