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Congiunti e Libertà di Movimento o Sport. Cosa Si può Fare da Lunedì. Stop Autocertificazione per Lavoro

Congiunti e Libertà di Movimento o Sport. Cosa Si può Fare da Lunedì. Stop Autocertificazione per Lavoro

L’Italia si prepara alla Fase 2, quella della riapertura dopo il lockdown imposto a causa della pandemia da Coronavirus. Da lunedì 4 maggio al 18 ci saranno nuove regole e istruzioni date alle persone che dovranno seguire principi e misure adottate per preservare la salute, tra cui il distanziamento fisico e sociale nonché l’adozione di presidi quali guanti e mascherine soprattutto in luoghi chiusi ovvero se non si possono rispettare le distanze.

Il Governo, dopo aver annunciato il solito DPCM, ha istituito una nuova fonte che sarà probabilmente oggetto di studio, le FAQ, ossia le domande frequenti pubblicate sul sito web del Ministero. Dopo le Conferenze Stampa su Facebook e lo smart working, probabilmente potremo rivedere anche la stessa Costituzione e il sistema delle fonti giuridiche, virtualizzandole e digitalizzandole: una proposta tanto ironica quanto ormai veritiera di un’emergenza che è anche politica e istituzionale, non solo sanitaria ed economica.

Spostamenti

Da domani, lunedì 4 maggio, ci si potrà spostare per questi motivi:

  • Lavoro.
  • Salute.
  • Stato d’urgenza e di Necessità.
  • Visite a congiunti.

In attesa di un’ulteriore circolare da parte del Viminale che chiarirà la possibilità di spostarsi all’interno della regione di residenza o al di fuori di questa per ragioni particolari, esempio poter tornare alla propria abitazione (salvo il potenziale obbligo di non poter uscire dopo dalla Regione di arrivo n.d.r.), restano dubbi e punti oscuri.

Fine Autocertificazione

Finisce l’obbligo di compilare l’autocertificazione nel caso di motivi di lavoro. Dopo varie pressioni arrivate da più e più parti, nonché le gaffe di un Premier che sottolineava con l’espressione “consentire” qualcosa che è consentito già alla radice di uno stato che si palesa libero e civile, il Governo abbandona per il momento solo in parte, l’idea anacronistica e paradossale della certificazione cartacea almeno per quanto riguarda motivazioni lavorative. Chi si recherà al lavoro potrà esibire solamente il tesserino o altro documento idoneo a dimostrare la liceità dello spostamento.

Le Forze dell’Ordine potranno chiedere conto a chi si ferma dello spostamento, ma a livello esecutivo sarà molto difficile cogliere in castagna qualcuno, visti i motivi degli spostamenti stessi, tra cui le visite agli oscuri “congiunti”, termine oramai divenuto social e virale. In assenza di copia cartacea di un modello di autocertificazione, sarà possibile compilarla in loco davanti agli agenti di polizia.

In attesa di definizione e sottolineatura da parte dell’Accademia della Crusca che dipanerà le varie interpretazioni date in ottiche diverse (civili, sociali, etc.), resta il disposto combinato (ci perdonerete l’uso ironico del termine) della responsabilità di ogni singolo cittadino e la capacità di frenare la voglia di uscire soprattutto in caso di sintomi specifici e riconducibili potenzialmente al CoViD-19: in caso di febbre superiore a 37,5 °C o quadro sintomatologico assimilabile a sintomi influenzali, restiamo a casa e contattiamo il medico curante.

Congiunti

Il termine “congiunti”, come anticipato, merita un capitolo a sé, vista l’importanza di questo che è poi l’unico cambiamento rispetto a prima. Fino al 18 maggio, dunque, potremo visitare questa categoria di persone divenuta ormai epica e leggendaria, pantomima di una volontà di dare un silenzio assenso confusionario; una sorta di bluff per decidere non decidendo vista la difficoltà e la paura di sbagliare.

Avevamo chiarificato, in un nostro editoriale, che con l’espressione “congiunto” si intendessero anche gli amici, visto che erano comprese anche le fidanzate e i fidanzatini e dato che l’aveva affermato un noto esponente della maggioranza, il sottosegretario Sileri in un noto talk show.

Purtroppo l’affermazione fatta dal ben preparato e competente Sileri (il quale di certo non poteva sapere cosa frullava nella testa di chi sta sopra di lui e la natura ondivaga di questa maggioranza decisionale n.d.r.) è stata in parte smentita dalle FAQ, la nuova fonte giuridica di cui parlavamo.

Ora sappiamo che da lunedì 4 maggio e almeno fino al 18 si potrà far visita ai congiunti. Con tale termine si intendono:

  • Coniugi (moglie, marito)
  • Partner Conviventi.
  • Partner Unioni Civili.
  • Persone legate da stabile legame affettivo (quindi fidanzati e fidanzate presumiamo), esclusi gli amici che sono considerati legami non stabili dunque.
  • Parenti fino al sesto grado (ossia fino ai figli dei cugini tra loro).
  • Affini fino al quarto grado di parentela (ossia fino ai cugini del coniuge).

Al di là delle polemiche e delle diatribe, nonché di errori anche marchiani, resta una raccomandazione seria: limitiamo gli spostamenti al massimo perché il Coronavirus non è nell’aria, o meglio, lo è nella misura in cui è espulso da un essere umano contagiato e per un lasso di tempo breve. Sono le persone infette, magari inconsapevoli, che alimentano il contagio e dunque occorre cautela nei rapporti interpersonali in questo preciso momento storico.

Passeggiate e Sport

Anche dal punto di vista delle passeggiate e dell’attività sportiva ci sono novità. Si potrà uscire a “fare la spesa, acquistare giornali, andare in farmacia o comunque acquistare beni necessari per la vita quotidiana” ma anche fare passeggiate e sport.

Si a giri nei parchi rispettando la distanza di sicurezza di almeno un metro nel caso di passeggiata e almeno due metri in caso si stia facendo attività sportiva.

Sarà possibile andare in bici per gli stessi motivi citati, sia per necessità, ma anche per fare sport dunque.

In ragione di pressioni arrivate anche dal mondo dello sport, il Governo sembra orientato anche a modificare la prima decisione sulla possibilità per gli atleti di allenarsi solo individualmente. Dato che alcune regioni hanno già dato il via libera agli allenamenti delle squadre di calcio che non vedono l’ora di portare a termine una stagione che di certo non sarà regolare, soprattutto per ragioni economiche, il Governo pare intenzionato a consentire gli allenamenti su tutto il territorio nazionale.

L’importante è che i tamponi che ci saranno per i calciatori e per i privilegiati, giustamente tali, ci siano anche e soprattutto per la popolazione italiana che paga le tasse e i servizi e che magari attende da tempo un iter diagnostico per comprovare le proprie condizioni fisiche.

Non si tratta di certo di una visione populistica, siamo ben consapevoli che nel mondo ci sono pochi fortunati in ogni campo e molti no, ma di certo si tratta di ragionevolezza perché per mantenere a bada un popolo sull’orlo di una crisi di nervi, lo diciamo sempre, si sono spesso utilizzati i concetti antichi di panem et circenses.

Solo i circenses non bastano.