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Conto Corrente Bloccato e Carta di Credito. Quando le Banche Possono Prendervi i Soldi

Conto Corrente Bloccato e Carta di Credito. Quando le Banche Possono Prendervi i Soldi

Se fino a qualche tempo fa le banche e gli istituti finanziari non potevano certo permettersi di bloccare un conto corrente o una carta di credito, dalla Legge Fiscale del 2020 emanata da questo esecutivo in carica le cose sono cambiate.

Blocco C/C e Carte di Credito

Gli istituti di credito ora possono disporre il pignoramento dei beni in caso di sopravvenuta necessità: beni che, trattandosi di banche, corrispondono ai soldi presenti sui conti correnti e sulle carte di credito.

Si tratta di una procedura totalmente legale, nel rispetto delle modalità imposte da parte dell’Agenzia delle Entrate in ragione di eventuali inadempimenti da parte dei contribuenti e/o debiti pregressi, proprio per il recupero di queste somme comprensive di interessi e altri oneri.

Vediamo come l’Agenzia delle Entrate e le Banche possano bloccarci il conto corrente e prelevare il denaro, ossia i casi in cui questo è possibile.

Pignoramento

Il pignoramento, così come definito dall’articolo 491 del codice civile, è il processo atto al recupero del credito necessario al debitore per colmare una lacuna finanziaria.

In ragione di questo principio, un creditore cerca di far valere il proprio diritto in qualsiasi modo e con ogni mezzo disponibile. Trattandosi dello Stato e del fisco, quindi non di un soggetto privato qualsiasi, va da sé che l’esproprio del denaro presente sul conto corrente o sulla carta di credito è una diretta conseguenza di questa possibilità.

La Novità: Non Occorre Sentenza

Se nel 2019 occorreva il via libera da parte del giudice che desse seguito alla possibilità di congelare i fondi presenti sul conto corrente o sulla carta di credito di un debitore, ora non serve alcuna sentenza o approvazione preventiva.

Come abbiamo anticipato, grazie alla nuova Legge Fiscale del 2020, l’Agenzia delle Entrate può agire direttamente prelevando direttamente il denaro presente sul vostro conto per onorare un debito di cui siete titolare.

Cartella Esattoriale

Quando vi arriva una cartella esattoriale, la notifica di pagamento di un debito dovuto all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, dunque, avrete i canonici 60 giorni di tempo per onorare il debito secondo le modalità indicate.

Scaduto questo lasso di tempo, l’Agenzia potrà procedere forzatamente bloccandovi i conti correnti e le carte di credito e soprattutto i soldi destinati all’estinzione del debito da onorare.