Coronavirus: La Manovra Economica Italiana a Confronto con le Altre. I Numeri Reali

Coronavirus La Manovra Economica Italiana a Confronto con le Altre. I Numeri Reali

Ci vuole coraggio, non smetteremo mai di dirlo. Al di là delle manovre emanate, dei decreti in confusione, di una DisUnione Europea come oramai amiamo definirla, non da antieuropeisti, ma da realisti delusi dal sogno infranto come un innamorato a cui si spezza il cuore.

Patria e Coraggio

Ci vuole spirito impavido, indomito e anche un pizzico di follia. La pandemia da Coronavirus cui stiamo cercando di far fronte ponendoci in quarantena e attendendo che la scienza possa mettere la parola fine a questo pericolo biologico, ci sta chiedendo già un prezzo alto, troppo alto da sopportare, tanto che spesso e volentieri si parla di guerra.Stato di Guerra

Stato di guerra che non è sufficiente, però, a spiegare quel che sta accadendo e quel che accadrà nel prossimo futuro, ma di cui già si sentono i primi sentori e se ne percepisce l’odore. Il pericolo di una crisi economica senza precedenti e di uno stato di conflitto sociale esacerbato dai giorni, mesi che ci separano probabilmente dalla soluzione.

Una situazione che nessuno vuole, nessuno auspica, ma che deve essere vivida nell’immaginario dei nostri dirigenti e politici che sono chiamati “hic et nunc” a dare risposte concrete, lasciando ai sanitari, ai medici e agli scienziati il loro lavoro (assolutamente encomiabile, a cui va il nostro plauso quotidiano) e facendo il loro. Pianificando già il dopo oltre a salvaguardare un presente che pare sfuggire di mano nonostante vari proclami.

La Situazione

Tra gli elementi che stanno contraddistinguendo il dibattito nei salotti televisivi a livello politico, ma anche sui social, sentiamo spesso parlare e porre a confronto i diversi interventi messi in campo dai vari Stati o quelli previsti dai singoli Governi.

Al di là del fatto che, ne siamo convinti, occorra una risposta univoca, forte e risoluta da parte di tutta l’Unione Europea anche solo per porre rimedio alla “gaffe” della Governatrice Lagarde che con una sola frase ha affossato la nostra borsa giorni or sono (l’indice deve ancora anche solo recuperare il “maltolto” nonostante il bazooka da 750 miliardi e il nuovo intendimento di acquistare titoli anche oltre il 33% del debito dello stato sovrano), nei dibattiti politici iniziano a girare numeri un po’ strumentalizzati su cui occorre fare chiarezza.

Se le misure già leggendarie prese da Donald Trump sono passate dal Congresso, in ragione di un giusto e acceso confronto che si è consumato in brevissimo tempo, anche in Europa i singoli Stati si stanno muovendo per fronteggiare la crisi e la pandemia che, ricordiamo, ha colpito tutti e sta continuando a dilagare seppur in tempi diversi.

Confrontare le singole manovre e la velocità di risposta in questo momento è impossibile: alcuni interventi sono già stati approvati, esempio in Italia e in Germania con l’aumento del deficit previsto anche grazie alla sospensione del pareggio di bilancio richiesto dalla UE, mentre altri, solo annunciati, sottintendono garanzie di liquidità offerte alle imprese operanti nel Paese. Il caso è quello, per intenderci, della Spagna.

I Numeri

Visti i numeri che girano e che spesso i politici strumentalizzano cercheremo di fare un minimo di chiarezza, per quanto possibile, partendo dai dati reali presentati sul noto quotidiano La Repubblica che, al di là delle fazioni, ha fatto un attento esame dello stato di fatto.

Italia

Con il Decreto Cura Italia il Governo Conte bis è stato tra i primi a intervenire e ha messo sul piatto una manovra da 25 miliardi di euro che, come ricorda la testata, è pari a circa 1,5 punti percentuali del nostro Prodotto Interno Lordo (PIL).

Tra le misure previste nel Decreto Cura Italia, purtroppo ancora in fase di definizione molte di queste, abbiamo comunque:

  • Nuove risorse sistema sanitario e incentivi per la produzione di presidi e strumenti quali ventilatori, respiratori, mascherine, etc.
  • Fondi per la Cassa Integrazione Guadagni e Deroga per l’Accesso anche a Imprese piccole (con meno dipendenti).
  • Congedo parentale esteso.
  • Bonus Lavoratori autonomi, stagionali e talune categorie di professionisti non iscritti ad albi.

Oltre a queste misure, non entrando nel dettaglio, ci sono garanzie per aiutare la liquidità e il credito alle imprese da parte degli istituti per 350 miliardi di euro.


Mentre ci si prepara a ricevere gli aiuti previsti dal Decreto Cura, il Governo Conte bis avrebbe già confermato di stare predisponendo una nuova manovra che uscirà nel mese di aprile e avrà la stessa quantità di denaro impegnato, ossia altri 25 miliardi per un totale di 50.

Germania

La Germania, capotreno d’Europa ed Economia più potente del Vecchio Continente, mette in gioco i carichi da 90. Nelle varie trasmissioni tv si parla di 550 miliardi di euro. In realtà la manovra annunciata lunedì, prevede l’impiego diretto di ben 156 miliardi di euro, pari al 5% del PIL. Di questi 156, ben 50 sono destinati a piccole aziende in base al numero di dipendenti, ossia:

  • Aziende con meno di 9 dipendenti. Sussidio da 9.000€.
  • Aziende con più di 10 dipendenti. Sussidio fino a 15.000€

Oltre a questa manovra di puro e mero deficit, la Germania prevede la costituzione di un Fondo per la Stabilizzazione dell’Economia in cui confluiranno fondi disponibili pari a 600 miliardi di euro. 400 di questi costituiranno le garanzie per il credito e la liquidità alle imprese, mentre ci saranno nuove risorse anche per la Cassa Crediti per la Ricostruzione (acronimo KfW), un organismo tedesco di riferimento in queste situazioni.

Francia

Il Presidente Macron che sembrerebbe appoggiare l’idea dell’asse italo-spagnolo per l’emissione di un Covibond comune, un debito europeo per finanziarsi, avrebbe in mente una soluzione ancora in divenire. Il Ministro dell’Economia Bruno Le Maire ha annunciato un pacchetto di misure pari a 45 miliardi di euro affiancato da 300 miliardi quali soldi posti a garanzia per gli istituti bancari che dovranno immettere liquidità nel sistema e concedere credito alle imprese colpite da questa crisi in modo agevolato.

Spagna

L’altra grande potenza che affianca l’Italia nella richiesta del Covibond, la Spagna guidata dal socialista Pedro Sánchez Pérez-Castejón  si sta muovendo più o meno nello stesso verso. Secondo quanto annunciato, ma non ancora definito, ci sarebbero 200 miliardi per sostenere le imprese statali. 200 miliardi che, però, togliendo il contributo dei privati, presentano la parte cospicua, pari a 117 che rappresenta garanzie date dallo Stato agli istituti perché immettano credito e prestiti a imprese e famiglie.

Stati Uniti

La Casa Bianca, come abbiamo detto in precedenza, ha invece già in canna un vero e proprio bazooka davvero leggendario con Donald Trump che, da odiato nemico, passerà probabilmente alla storia come uno dei più grandi Presidenti di tutti i tempi. Donald, anche per le prossime elezioni oramai vicine, è stato capace di premere perché la Fed avviasse una campagna di Quantitative easing illimitato e qui l’aggettivo illimitato è utilizzato in termini letterali.

Oltre a questo, come se non bastasse, ha pianificato una manovra shock pari a 2.000 miliardi di dollari (circa 1.812 miliardi di euro al cambio attuale), un decimo dell’intero paese.

Donald Trump, seppur in una Repubblica Presidenziale quale sono gli Stati Uniti d’America, è stato costretto a passare dal Congresso, ma qui è stato capace di strappare l’unanimità al Senato e lo aspetta un voto probabilmente positivo anche nell’altra camera.

La manovra, tra le altre cose, prevede:

  • Helicopter Money (quello che andiamo rivendicando anche in Europa) 500 milioni di dollari. Soldi a pioggia direttamente nelle tasche dei cittadini americani con assegni fino a 1.200$ a testa in base al reddito (reddito annuo fino a 75.000$) e Contributo alle famiglie fino a 3.000$ (in base al numero dei figli, etc.).
  • Emergenza Liquidità alle Imprese. 500 miliardi di dollari con l’obbligo, però, di non licenziare i dipendenti (indi per cui sostegno diretto anche all’occupazione).
  • Emergenza Ospedali e potenziamento strutture sanitarie per affrontare l’emergenza SARS-Cov-2. 150 Miliardi di dollari

Russia

Mentre anche la Cina pensa all’Helicopter Money, l’altra potenza mondiale, la Russia, pone in campo una strategia leggermente diversa. Il Presidente Vladimir Putin ha annunciato un aumento dell’aliquota fiscale al 15% sui capitali russi che sono stati depositati da ricchi cittadini benestanti in conti esteri e offshore modificando gli accordi sulla doppia tassazione in essere con i paesi stranieri.

Oltre a questa misura, ha introdotto internamente una tassa patrimoniale del 13% che colpirà tutti i redditi che derivino da depositi bancari e titoli azionari per i quali il denaro dell’investimento sia superiore a 1 milione di rubli (circa 12.000€).

I proventi derivanti da queste nuove tasse confluiranno nella manovra che sosterrà le famiglie russe e le imprese per fronteggiare la crisi derivante da questa pandemia.