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Coronavirus. Se le Mascherine Ora non Fossero Così Positive per Bloccare il Contagio?

Coronavirus. Se le Mascherine Ora non Fossero Così Positive per Bloccare il Contagio

Diciamolo subito, a scanso di equivoci, per non essere strumentalizzati nel nostro ragionamento: dobbiamo seguire le indicazioni dei medici e dei professionisti competenti nel settore, indossare le mascherine e mantenere il distanziamento sociale nonché tutte le altre direttive emanate dal comitato scientifico, fermo restando poi il compromesso raggiunto con le attività e gli esercizi commerciali.

La Cronostoria della Pandemia

Come ben sappiamo, però, gli esperti e la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (acronimo OMS) sono spesso stati contraddittori e mutevoli nelle loro considerazioni e nelle affermazioni rilasciate a favore di una popolazione mondiale che si è trovata di fronte quest’immane tragedia, a causa di un Coronavirus giunto da oriente.

Giunto probabilmente già nel 2019, attivo e circolante in tutto il mondo prima che ci rendessimo conto di quanto stava accadendo e cercassimo di porre un freno contrastandone la diffusione mediante il lockdown, più o meno duro, ovvero adottando modelli di fiducia, anche avallati da differenti condizioni e altri fattori che incidono sul virus stesso (seppur la sua natura sia così sfuggente da non sapere ancora tutto al riguardo n.d.r.).

In attesa di un vaccino che potrebbe arrivare tardi, oppure non essere nemmeno più efficace (in ragione della stessa mutevolezza del Coronavirus, seppur differente da altri tipologie n.d.r.) stiamo seguendo i dettami e le regole, anche se in Italia con sempre più libertà (mentre in altri paesi, come il Brasile, sono purtroppo soggetti a un contagio e una curva epidemica ancora in crescita n.d.r.) data dalla percezione di un pericolo che oramai non c’è più e dalla considerazione reale di un contagio che non ha colpito parimenti alcune zone del paese (il sud Italia conta purtroppo persone decedute, ma non è stato colpito come il nord).

Le Linee Guida Attuali

Tra i dettami specifici, vige l’obbligo di indossare la mascherina soprattutto nei luoghi chiusi o comunque in quelli nei quali non si è in grado di mantenere un distanziamento sociale, così come faceva anche il Capo della Protezione Civile Borrelli, il quale affermò durante la pandemia stessa, che non indossava il DPI (Dispositivo di Protezione Individuale) nemmeno al chiuso perché comunque manteneva la distanza di sicurezza dagli altri.

La questione, comunque, è un’altra. Il luminare Zangrillo, esponente dell’ospedale di Milano, al centro dell’epidemia in Italia, da clinico competente sul campo, ha affermato qualche giorno fa che “il Coronavirus clinicamente non esiste più“. Subito è seguita una levata di scudi e i vari virologi si sono divisi sul tempismo di rilasciare queste considerazioni che potrebbero essere strumentalizzate.

Ora, a distanza di giorni e con dati sempre più certi, possiamo dire che probabilmente Zangrillo ha rappresentato una realtà consolidata; oltre a questo, analizzando i tamponi delle varie persone risultate positive al CoViD-19, si palesa una minore carica virale rispetto a quanto si vedeva durante la fase di picco e quella più critica.

Mascherine Positive Ora o no? Facciamo un Ragionamento

Cosa è cambiato non si sa: forse l’arrivo del caldo, di cui avevamo anche parlato, che abbatterebbe la contagiosità del Coronavirus, forse una mutazione che però molti escludono, ovvero un adattamento del virus per poter sopravvivere, o ancora un ceppo sopravvissuto e meno virulento, o infine quanto già detto dal Premio Nobel Montagnier.

Di certo, la domanda che tutti dovremmo porci, è un’altra: se davvero la carica virale è bassa e chi si contagia poi non si ammala e non contrae la malattia, nel caso continuassimo a indossare le mascherine, probabilmente limiteremmo il contagio, ma questo poi sarà un evento positivo anche nel lungo periodo?

Facciamo un ragionamento: se il SARS-Cov-2 ora è meno virulento, il nostro corpo, quando entra in contatto con il virus, ovviamente stimolato, produrrà i giusti anticorpi e non ci ammaleremo gravemente, né presenteremo una sintomatologia troppo gravosa nella maggior parte dei casi.

Nel caso di nuova ondata, da molti paventata, nel prossimo autunno-inverno, avremmo molte più persone in grado di contrastare efficacemente il Coronavirus (fermo restando la capacità degli anticorpi e il tempo, nonché eventuali mutazioni del virus, la qual cosa potrebbe rendere anche lo stesso vaccino poco efficace) e quindi una popolazione maggiormente protetta.

Il ragionamento è simile a quello dell’immunità di gregge: mentre prima era pericoloso e paradossale, in un momento nel quale il virus non pare avere evidenze cliniche gravose, forse potrebbe essere una buona strategia. Prima le mascherine sono state e probabilmente sono ancora fondamentali, ma resta la questione che vogliamo aprire per comprendere appieno le dinamiche epidemiche.

La questione, naturalmente, è aperta e si spera che qualche esperto possa constatarne la tesi oppure criticamente confutarla in ragione di evidenze scientifiche per cui la stessa sia inverosimile.

Di certo, se il nostro ragionamento fosse idoneo, le mascherine in questo momento potrebbero anche divenire negative perché durante la seconda ondata avremmo la maggior parte della popolazione senza i giusti anticorpi.