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Cosa Significa Contributi Utili alla Misura della Pensione

Pensionati

Molto spesso, quando parliamo di pensioni, sentiamo parlare di contributi, di anni effettivi al calcolo e di altre voci che fanno girare la testa e sono di difficile lettura da parte di chi non svolge un mestiere legato alla previdenza sociale.

Tuttavia, è lapalissiano come per la pensione e l’accesso a questa soluzione sociale finalizzata a ripagare i lavoratori di anni passati in fabbrica soggetti a sacrifici e mancanza, sia necessario fare un distinguo tra i contributi.

Quando parliamo con un esperto che legge il nostro estratto contributivo, potremo sentire termini come contributi utili per il diritto e contributi per la misura, senza comprendere appieno la differenza ai fini pensionistici. Una differenza sostanziale, legale e, purtroppo, legata alla natura stessa di “contributi” che hanno un differente trattamento ed una differente destinazione.

I contributi utili per il diritto sono quei particolari versamenti obbligatori per legge cui far riferimento quando calcoliamo gli anni di contribuzione necessarie ad accedere alle singole misure previste dall’INPS e dagli altri enti previdenziali, se iscritti a tali organizzazioni. Sono dunque quei versamenti che possono essere utilizzati per l’accesso al trattamento pensionistico, rappresentando le settimane utili al calcolo degli anni sufficienti e necessari per lo strumento congruo.

Nel caso di quota 100, ad esempio, serviranno almeno 38 anni di contributi utili al diritto per ottenere una pensione, grazie alla normativa voluta dall’ex Ministro dell’Interno Salvini, coniugati ad un’età pari a 62 anni. La misura prende il nome dalla somma degli anni anagrafici e dei contributi utili al diritto minimi da possedere, in questo caso 62+38=100.

Viceversa, i contributi utili alla misura sono quegli importi sui quali si baserà il calcolo dell’assegno pensionistico erogato dall’ente: in tal caso si tratta di versamenti assoggettabili a questa particolare categoria, come possono essere quelli fatti durante attività paralavorative, come il lavoro socialmente utile.

Le due tipologie non sono cumulabili, né vanno sommate per accedere alla pensione, ma sono considerate entrambe solo quando si calcola l’importo economico spettante.

Se non dovesse spettarvi alcun tipo di assegno pensionistico, per intercorsi limiti d’età lavorativa, lo Stato Italia dispone comunque dell’istituto denominato pensione di vecchiaia, ottenibile al compimento dei 67 anni.