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Crollo Produzione Italia a Marzo. Istat sottolinea Costo Economico del Lockdown

Crollo Produzione Italia a Marzo. Istat sottolinea Costo Economico del Lockdown

La produzione industriale italiana paga un grave scotto a causa della pandemia e del lockdown istituito per cercare di frenare il contagio all’interno del territorio. Secondo le stime dell’istat, c’è stato un vero e proprio crollo della produzione nel mese di marzo, solitamente uno dei più floridi sotto questo punto di vista.

Crollo Produzione

L’indice destagionalizzato, ossia epurato dalle esternalità inerenti variabili che solitamente incidono sull’andamento periodale dell’indice, diminuisce di -28,4% su base mensile, ossia rispetto a febbraio.

L’ente registra un calo della produzione industriale trimestrale nel 2020 di -8,4% riferito ai tre mesi precedenti (ottobre, novembre e dicembre 2019). Se paragonato a marzo 2019, il livello di produzione industriale è stimato ancor più in calo: -29,3% (seppur calcolato su 22 giorni contro i 21 dello stesso anno).

In ogni caso, sottolinea Istat, si tratta di un calo drastico generalizzato e ampliato a tutti i settori proprio in ragione di un evento straordinario, come la pandemia.

Tra i settori produttivi che più stanno pagando dazio, infatti, abbiamo:

  • Fabbricazione mezzi di trasporto. -52,6%.
  • Industrie tessili e abbigliamento. -51,2%.
  • Fabbricazione di macchinari. -40,1%.
  • Metallurgia e fabbricazioni prodotti in metallo. -37%.
  • Industrie alimentari e tabacco. -6,5%. Calo contenuto dal fatto che questi settori non sono mai realmente stati chiusi in ragione delle necessità.

Cause

Le cause sono facilmente riconducibili alla pandemia che ha determinato sia un calo della domanda, sia un crollo della produzione industriale italiana che tendenzialmente è calata quasi del 30% (-29,3%): un record negativo storico nella serie storica dal 1990. Maggiore di quello registrato durante la crisi del 2008, a seguito dello scoppio della bolla dei mutui subprime.

Istat afferma perentoriamente che si tratta di una situazione mai vista prima e che il danno economico è generalizzato e cagionerà problemi ampi e negatività difficile da riconvertire in aspetti positivi.

In alcuni settori che si rivolgono principalmente al mercato business, pensiamo ai mezzi di trasporto, ma finanche nel tessile, il calo registrato è maggiore del 50%, mentre altri hanno tenuto botta in ragione dello stato di necessità riguardo i beni prodotti.

Ricominciare

Visti i dati e considerata la situazione davvero negativa, “riavviare l’economia è fondamentale nella seconda parte del 2020 e nel 2021“. Queste le parole del Direttore Generale di Bankitalia, Daniele Franco.

Al Corriere della Sera, il numero uno della Banca d’Italia, ha anche incentivato il sistema bancario e creditizio a svolgere il suo ruolo primitivo e in modo efficace, ossia a dare liquidità a imprese e attività; oltre a questo, ha anche richiamato il Governo a strutturare misure a fondo perduto, quindi da non restituire.

E’ essenziale che il credito affluisca alle imprese e che vengano adottate misure di sostegno a fondo perduto e per rafforzare il capitale