Home Economia Personale Dichiarazione Redditi 730: BTP (BOT, BTP, CTZ) e Conti Depositi Vanno Dichiarati?

Dichiarazione Redditi 730: BTP (BOT, BTP, CTZ) e Conti Depositi Vanno Dichiarati?

Dichiarazione Redditi 730 BTP (BOT, BTP, CTZ) e Conti Depositi Vanno Dichiarati

Molti partiti politici, spesso anche per ideologia, tendono a voler tassare spesso le rendite finanziarie dei cittadini, dimenticando magari i grandissimi guadagni rilevati dai colossi multinazionali che poi magari hanno una sede legale in un paradiso fiscale (basti pensare all’Olanda, uno dei pochi paradisi fiscali legali al mondo, nella zona UE e buon alleato di chi comanda, la Germania).

Dichiarazione Redditi

Al di là delle polemiche politiche, ciò che preme a coloro che investono i propri risparmi in BTP, che siano BOT, BTP, CTZ o li conservano in depositi bancari e finanche sui conti correnti, è il fatto che questi vadano o meno dichiarati.

In ottica della dichiarazione dei redditi, sia essa redatta tramite il modello 730 ovvero quello “Unico”, qualcuno potrebbe avere il dubbio inerente il fatto di dover dichiarare anche i buoni in proprio possesso, ossia il denaro depositato sui conti di risparmio.

Occorre Dichiarare Titoli e Conti?

Per capire se occorre dichiarare o meno i buoni in proprio possesso, ossia il denaro investito, bisogna rifarsi al Decreto Monti Salva-Italia e al successivo Decreto di Renzi. In base a questi Decreti, si prefigura un tassazione alla fonte per quanto concerne la detenzione di titoli quali BOT, BTP, etc e il possesso di conti deposito.

In base al principio per cui uno stesso reddito non può generare una doppia tassazione, è pacifico il fatto che non occorra denunciare il possesso di titoli o i soldi presenti sul conto deposito all’atto della dichiarazione dei redditi, ossia durante la redazione del modello 730 o di quello Unico.

Questo perché le tasse sono già pagate. Al momento opportuno, l’intermediario, che sia la Posta o la Banca presso cui abbiamo acceso il conto, si premura di calcolare quanto dobbiamo pagare e svolgere il ruolo di sostituto d’imposta, applicando generalmente l’aliquota del 12,5% sugli interessi maturati nell’anno di competenza.

Il contribuente non deve dichiarare null’altro perché il rapporto finanziario è già tassato e non ha alcun onere al riguardo.

Richiesta ISEE

Diverso il caso in cui si debba redarre l’indice ISEE: per la valutazione della situazione economica della persona che vuole richiedere particolari benefici e strumenti utili, occorre indicare sia il possesso dei titoli, sia la titolarità di conti correnti e/o deposito mediante i criteri stabiliti dalla legge.