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Disdetta e Recesso Vodafone: Modulo e Istruzioni. Le Rate Residue e i Costi di Attivazione si Pagano?

Disdetta e Recesso Vodafone: Modulo e Istruzioni. Le Rate Residue e i Costi di Attivazione si Pagano?

Vodafone è un’operatore della telefonia fissa e mobile, tra gli altri comparti nei quali il colosso delle telecomunicazioni concorre, che secondo quanto previsto dalle leggi italiane, a tutela del consumatore, lascia a questi il diritto di presentare istanza di disdetta o recesso dal contratto sottoscritto.

Sia esso un contratto di telefonia fissa, ovvero mobile (abbonamento o ricaricabile), un cliente vodafone può presentare facilmente istanza anche di passaggio ad altro operatore in qualsiasi momento. Solitamente nel caso di trasferimento ad altro operatore mobile o di linea fissa, il provider subentrante si occupa delle pratiche burocratiche-amministrative e tutto avviene in modo automatico, ma sul sito dell’operatore stesso, in questo caso Vodafone, ci sono tutti i moduli utilizzabili e scaricabili in formato .pdf.

Riportiamo, ad esempio (cliccando il link vi porta direttamente al modulo):

Proprio quest’ultimo tema è l’argomento principale dell’articolo. Vodafone ci dà la possibilità di esercitare questo diritto autonomamente, ma in caso passassimo ad altro operatore aderendo alle numerose offerte vantaggiose presenti sul mercato che incentivano spesso ai cambi di provider, allora cosa accadrebbe?

Inoltre, nel caso in cui Vodafone comunicasse una rimodulazione o un cambiamento delle condizioni contrattuali, solitamente mediante un sms, cosa accadrebbe in caso stessimo pagando uno smartphone a rate legato alla Sim oppure dovessimo ancora pagare il contributo d’attivazione per la linea domestica, ossia la rete fissa (la Fibra ottica, Adsl et similia)?

Le domande, fisiologiche oseremmo dire, sono dunque due:

  • In caso di recesso/disdetta dal contratto mobile, se sto pagando uno smartphone a rate cosa accade per quanto concerne le rate residue (ancora da pagare)
  • In caso di recesso/disdetta dal contratto di rete fissa/servizio Fibra/internet, cosa accade per quanto concerne la dilazione del contributo di attivazione nel caso dovessi altri importi a Vodafone.

 

Recesso/Disdetta: Procedure ed Esenzioni

Innanzitutto è opportuno specificare come si possa recedere da un contratto sottoscritto con l’operatore in tutti i casi specificati e compresi nel contratto stesso sottoscritto tra le parti.

Esistono molti modi per presentare istanza di disdetta a Vodafone ovvero di Recesso e, come da diritto del consumatore, sappiamo di avere 14 giorni di tempo da quando sottoscriviamo un contratto per recedere senza obbligo di corrispondere penali o altri importi dovuti a qualsiasi titolo.

Passato questo periodo, è sempre possibile inviare la disdetta all’azienda Vodafone in ragione dei tanti accadimenti che possono subentrare, come ad esempio le famose modifiche contrattuali, ossia eventuali rimodulazioni tariffarie. Oltre alla possibilità di poter disdire in qualsiasi momento, anche in corso di contratto naturalmente alle condizioni descritte nel documento stesso, in questi particolari casi, ovvero se l’azienda dispone dei cambiamenti, potremo disdire e rescindere senza pagare alcuna penale ovvero soggiacere ad alcun obbligo in caso di cambiamento del provider.

Questione diversa quella dell’eventuale pagamento rateale dello smartphone associato o le rate residue dell’attivazione, ma lo vedremo nel dettaglio nel prossimo capitolo.

Ecco come possiamo inviare la richiesta a Vodafone, ossia i canali disponibili e tutti valevoli per disdire il contratto di linea mobile o fissa:

  • Raccomandata A/R indirizzata a “Servizio Clienti Vodafone c/o Casella Postale 190 – 10015, oppure in alternativa alla Casella Postale 109-14100 Asti”. Nella missiva ricordiamoci di allegare copia del documento di riconoscimento valida del titolare. E’ possibile anche che il modulo sia compilato e la richiesta sia fatta da un delegato: in tal caso, occorre inserire nella missiva anche copia del documento di riconoscimento di questo, oltre quello del delegante.
  • E-mail da inviare all’indirizzo PEC: disdette@vodafone.pec.it allegando sempre copia conforme di un documento di riconoscimento del titolare.
  • Compilando il Form di Vodafone presente online (ecco il link) dopo aver utilizzato le credenziali di accesso all’Area Privata Vodafone nella quale si possono gestire tutte queste procedure e si può monitorare l’utenza stessa, salvo che ovviamente il numero di telefono risulti ancora attivo con l’operatore.
  • Chiamando il numero unico 190 e richiedendo contestualmente la procedura a un operatore, ovvero seguendo le istruzioni della voce automatica che ci porterà a manifestare/palesare questa volontà a una persona fisica.
  • Recandosi presso un punto vendita autorizzato Vodafone, richiedendo e compilando fisicamente il modulo idoneo a tal uopo.

 

Rate Residue e i Costi di Attivazione: Si pagano o no?

In caso di disdetta/recesso da un contratto Vodafone mobile o di linea fissa, ci sono alcune questioni da sottolineare riguardo le domande iniziale sulla possibilità o meno di corrispondere le rate residue e i costi di attivazione per i quali ancora siamo in debito con l’azienda stessa.

Vodafone nei suoi contratti sottolinea come la richiesta di recesso, di disattivazione di una SIM prepagata debba arrivare almeno con 30 giorni di preavviso, mentre quella per la disdetta di un contratto deve essere fatta 30 giorni prima della scadenza naturale di questo.

In tali casi, l’azienda è chiara nei suoi contratti e specifica che questo diritto sia sempre possibile, ma potrebbero essere richiesti al cliente dei corrispettivi per il recesso anticipato, ovvero il pagamento di eventuali rate residue.

Quest’ultima parte è quella che più ci interessa da vicino e oramai l’avevamo intuita chiaramente. Quando sottoscriviamo un contratto con Vodafone, spesso lo facciamo per una durata temporale pari a 24 mesi e possiamo decidere di associare uno smartphone (ossia acquistarlo versando o meno un contributo iniziale per poi pagarlo a rate, quindi in 24 parti residue) all’offerta mobile oppure scontare il contributo d’attivazione di una linea fissa in Fibra in ventiquattro mesi.

Se decidiamo di disdire o di recedere da un contratto, la parte legata alla mora o agli eventuali importi/corrispettivi che Vodafone potrebbe richierci non è dovuta in caso di rimodulazioni e modifiche (fatto salvo il fatto che la richiesta stessa debba pervenire entro un certo lasso di tempo cui fa fede il timbro o altro elemento con efficacia legale) contrattuali. Le rate residue di smartphone che abbiamo acquistato in bundle con la SIM, ovvero i canoni del contributo di attivazione che ancora dobbiamo corrispondere per la linea fissa di casa, invece si.

Se non rispettiamo il vincolo temporale sottoscritto dal contratto e richiediamo la rescissione o la disdetta anzi tempo, dovremo versare a Vodafone le rate mancanti, ma dobbiamo far valere un diritto sacrosanto, ossia la possibilità di continuare a versarle a rate invece che corrispondere il dovuto in un’unica soluzione.

Anche in questo caso occorre leggere bene il contratto sottoscritto e parlare direttamente con un responsabile aziendale chiedendo il rispetto del vincolo rateale e non l’addebito in un’unico importo, se possibile.