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Dispositivi Anti Abbandono: La Campagna del Ministero, Contributi e Problemi. “La Tua Attenzione Diventa Legge”

Dispositivi Anti Abbandono: La Campagna del Ministero, Contributi e Problemi.

 

“La Tua Attenzione Diventa Legge”

Questo è il claim, lo slogan della campagna pubblicitaria promossa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ideata, progettata e ora veicolata in Tv e in radio con spot prodotti ad hoc. Una vera e propria comunicazione istituzionale concertata con la Presidenza del Consiglio dei Ministri con il fine ultimo di sensibilizzare i cittadini italiani sull’obbligo di dotarsi dei dispositivi anti abbandono, divenuto effettivo lo scorso 7 novembre e, dopo alcune critiche e vicissitudini legate alla tempistica, ora spostato per quanto concerne multe e sanzioni accessorie a marzo 2020.

 

Lo Spot

Lo Spot, molto intenso e con una fotografia che focalizza l’attenzione sui bambini di età inferiore ai quattro anni ripresi durante le classiche scene di vita nel corso della loro crescita (molto bella la scelta dei colori vividi che fa presa sullo spettatore), sottolinea come questi imparino a camminare, mangiare autonomamente, lavarsi i denti e finanche vestirsi, oltre che trascorrere il tempo giocando.

Quotidianamente un bambino fa un passo in più verso l’indipendenza e l’autonomia che lo caratterizzerà in età adulta quando sarà individuo a tutti gli effetti. In ogni caso in questa fascia d’età ha ancora bisogno della presenza di un adulto che lo sorvegli e lo educhi alla vita stessa a tutti gli effetti, supervisionandone la sicurezza.

Il main concept dello spot creato ad hoc, crea un parallelismo tra la voglia d’imparare dei bambini, necessaria alla stessa crescita, alla volontà d’imparare per i genitori e di allinearsi alle novità dei tempi e della tecnologia. L’obbligo di dotarsi di un dispositivo anti abbandono per il seggiolino in automobile è realtà e occorre “imparare”, ossia informarsi e conoscere quali siano le necessità funzionali intrinseche, non conformandosi alla legge in modo passivo.

D’altronde, è un’attenzione in più che rivolgiamo a coloro che amiamo più di ogni altra cosa: i nostri figli.

 

La Legge: dal 2018 a Oggi

La Legge cosiddetta Meloni, dal nome della prima firmataria del disegno di Legge poi passato all’unanimità, modifica l’articolo 172 del Codice della Strada inserendo un comma-bis e prevedendo, in pratica, l’obbligo di dotarsi di dispositivi anti abbandono proprio per prevenire l’eventualità di lasciare in auto sotto al sole nel seggiolino bambini che hanno meno di quattro anni.

Quando fu promossa la Legge, si diede il tempo necessario affinché gli organi tecnici competenti del Ministero, anche sulla base delle audizioni dei produttori ascoltati nelle Commissioni di Senato e Camera, scrivessero il famoso Decreto Attuativo con le indicazioni tecnico-costruttive e funzionali a cui questi dispositivi dovevano rispondere.

Una volta redatto il Decreto, ci sarebbero stati poi 120 giorni di tempo rilasciati come periodo in cui fare informazione, comunicare obbligo e aspetti critici della Legge sia ai cittadini obbligati a dotarsi di tali congegni, sia ai produttori che dovevano allinearsi alle specifiche previste.

All’interno della Legge, perché si velocizzassero i tempi biblici della nostra struttura legislativa e per rendere effettiva in estate la norma, i redattori del testo pensarono d’inserire una data oltre la quale non si poteva andare: il 1° luglio 2019.

Cos’è accaduto? Al 1° Luglio 2019 non c’era ancora il Decreto Attuativo, fermo in capo al TRIS della Commissione Europea a causa di alcuni aspetti che l’Europa ci contestava in relazione al libero mercato dei prodotti nella zona Euro. Per superare l’empasse, il nostro Governo cancellò alcuni fondamentali passaggi vista la materia di salute pubblica e sicurezza: la prevista omologazione ex ante dei congegni anti abbandono sparì per far posto ad una più insicura e comoda (per produttori e distributori europei) autocertificazione degli stessi a quanto previsto nel Decreto stesso.

Quando la neo Ministra Paola De Micheli firmò il Decreto Attuativo, considerando la data posta come limite già passata (il 1° luglio 2019), questo divenne effettivo dopo 15 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, quindi il 7 novembre come oramai tutti sanno.

Attaccata da più fronti, la neo Ministra volle comunque sottolineare la bontà della norma ribadendo il suo pensiero al riguardo e rispedendo le accuse ai mittenti:

“È una legge anzitutto di civiltà, voluta e approvata da tutti i partiti per evitare che accadano tragedie simili a quelle avvenute in passato.

Mi indignano le accuse che bollano come ulteriore tassa sulle famiglie questa norma. Trovo vergognoso strumentalizzare la vita dei nostri figli a fini politici. Questa legge dovrebbe costituire soltanto una conquista per tutti e non un motivo di polemica.”

Un passato che, purtroppo, era anche molto vicino, visto quanto accaduto quest’estate proprio in Italia.

La topica circa l’obbligo immediato promulgato scatenò il panico tra i cittadini italiani che, in preda all’ansia di multe anche molto salate, si affrettarono a comprare qualsivoglia dispositivi antiabbandono presente nei negozi fisici ovvero online in modo indiscriminato e senza aver nemmeno compreso quale fosse il fine ultimo della legge.

Tale accadimento fortunatamente ha visto varie associazioni di consumatori, Altroconsumo e Codacons tra tutte, prendere le difese dei cittadini e richiamare al buon senso il Governo che, accortosi dell’impossibilità materiale di realizzo, ha dovuto chiaramente fare un passo indietro provvedendo a spostare le sanzioni al 6 marzo 2020.

 

I Problemi

Spiegato l’antecedente, restano enormi problemi e questioni irrisolte di cui abbiamo già ampiamente documentato nei nostri editoriali passati. Nel Decreto Attuativo si normano differenti congegni elettronici che possono fungere da sistema anti-abbandono e possono, differentemente, essere integrati nella dotazione dell’auto (omologati con questa), integrati nel seggiolino (omologati con questo), ovvero indipendenti: i cosiddetti prodotti after-market.

Per quanto riguarda proprio questi ultimi, quelli sui quali i produttori hanno puntato maggiormente, esistono varie criticità cui ancora nessuna istituzione ha dato risposta. Il Decreto Attuativo pone alcuni aspetti critici riguardo la tecnologia e le modalità funzionali dei dispositivi anti abbandono che devono essere acquistati.

Ecco le più importanti:

  • Il dispositivo Anti abbandono deve essere in grado di attivarsi automaticamente a ogni utilizzo senza ulteriori azioni da parte del conducente“.
  • nel caso in cui il dispositivo rilevi la necessità di dare un segnale di allarme, quest’ultimo deve essere in grado di attirare l’attenzione del conducente tempestivamente attraverso appositi segnali visivi e acustici o visivi e aptici percepibili all’interno o all’esterno del veicolo“.
  • nell’interazione con il veicolo o con apposito sistema di ritenuta, il dispositivo non deve in alcun modo alterarne le caratteristiche di omologazione“.
  • “i dispositivi anti-abbandono possono (non devono n.d.r.) essere dotati di un sistema di comunicazione automatico per l’invio, per mezzo delle reti di comunicazione mobile senza fili, di messaggi o chiamate”.

Ora, ogni singolo lettore può considerare la molteplicità di dispositivi anti abbandono che stanno spuntando come funghi da parte anche di provider che non competono direttamente nel settore della puericultura (tim e vodafone stanno promuovendo il loro sistema n.d.r.) e rileggere quanto descritto nel Decreto.

Già Altroconsumo ha sottolineato come ci siano dei seri dubbi circa la questione sulle azioni ulteriori da parte di un conducente che deve essere tutelato dal sistema, anche se questo chiaramente non sostituisce la responsabilità di sorveglianza, come indicato su ogni manuale. Per fare un esempio, abbiamo ospitato un articolo che ha, di fatto, sollevato la questione sull’azione di portare con sé lo smartphone nel veicolo quando partiamo e, soprattutto, quando scendiamo. La domanda: è un’ulteriore azione necessaria questa oppure no? Il sistema funziona ugualmente?

 

Omologazione dei Seggiolini e Responsabilità

L’altra questione verte sulla necessità che qualunque dispositivo anti abbandono inserito nel seggiolino non infici la seduta stessa e la sicurezza del bambino durante la marcia. Qui Altroconsumo e altre realtà interessate alla questione puntano il dito perché la norma, anche analizzata approfonditamente, parla chiaro. Per l’integrazione nelle automobili e nei seggiolini è espressamente indicato l’obbligo di omologazione insieme, mentre per i dispositivi after-market “sembra” non esserci questo vincolo.

Il problema non è relativo a una lacuna della Legge, ma al fatto che l’omologazione dei seggiolini, o meglio le norme cui devono sottostare queste sedute, obbliga i produttori a indicare materiali, forme e qualunque altro oggetto sia associato al seggiolino stesso in modo che subisca i crash test e gli altri test specifici insieme a questo. Nella R44 e R129 chiaramente si parla di un obbligo in capo ai produttori di seggiolini di riomologare o comunque segnalare qualsiasi variazione che si fa al seggiolino stesso.

Cosa sta succedendo invece? Gli operatori che agiscono nel settore della puericultura hanno provveduto a certificare il prodotto anti abbandono after-market insieme alla loro linea di seggiolini e li vendono come accessori, mentre altri li vendono come universali, ossia utilizzabili su qualsiasi seduta per bambini seguendo le istruzioni scritte sul manuale.

Capite bene che qualcosa non torna …

 

Il Controllo della Motorizzazione

Come scritto nel Decreto Attuativo, in assenza di omologazione ex ante dei dispositivi anti abbandono, è la Motorizzazione Civile l’organo di vigilanza che, seguendo modalità e vincoli stabiliti dalle leggi indicata, dovrà confermare o meno la bontà delle autocertificazioni dei produttori.

Ecco cosa dice il testo:

“La vigilanza del mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei dispositivi antiabbandono è effettuata dalla Direzione Generale per la motorizzazione, ai sensi del regolamento CE n. 765/2008 e, a partire dal 16 luglio 2021, del regolamento UE n. 2019/1020”

Ora, non sappiamo se la Motorizzazione stia già vigilando e monitorando tutti i dispositivi al fine di confermare o meno la loro idoneità al Decreto stesso: la speranza è che questo stia avvenendo e avvenga nel più breve tempo possibile e sia resa manifesta una lista di prodotti anti abbandono idonei e soprattutto funzionali nella tutela del bambino, ossia il fine ultimo di una legge che obbliga a un acquisto e che già ha palesato molte resistenze da parte dell’opinione pubblica.

I cittadini e le associazioni dei consumatori che ne tutelano i diritti, potrebbero essere interessati nel sapere prima se quel prodotto è veramente idoneo oppure no, non avvalendosi della sola autocertificazione di produttori che, tra l’altro, erano già presenti sul mercato anzi tempo.

 

Gli Incentivi

Dulcis in fundo, fatta la campagna istituzionale, fatto il Decreto e la Legge, mancano gli incentivi previsti. L’attuale Governo ha palesato e impegnato più di 15 milioni di euro per il 2019 destinati alle persone che hanno già acquistato o acquisteranno un dispositivo anti abbandono a norma con un contributo di 30€ da parte dello Stato.

Ora, al 22 dicembre non c’è traccia del Decreto Attuativo che dovrebbe normale le modalità di accesso a questi fondi e informare i cittadini su quanto fare per ottenere il contributo a fronte dell’acquisto. Ancora si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di questo Decreto che avrà forza di legge dopo 15 giorni da quella data, quindi nel 2020, anno in cui i fondi impiegati sono solo 2 milioni.

Ora, sul sito del Ministero dove si parla della campagna istituzionale e dello spot è scritto a chiare lettere questo:

“Un decreto verrà pubblicato nei prossimi giorni con le modalità richieste per l’erogazione dell’incentivo.

Il contributo sarà erogato direttamente alle famiglie dopo l’esibizione della ricevuta di pagamento.

Per questo è consigliabile tenere lo scontrino”

La domanda che un po’ tutti si pongono e se l’è posta anche Altroconsumo è questa: i fondi previsti nel 2019, oramai inutilizzati, saranno cumulati con i soli 2 milioni del 2020 oppure no?