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Ecobonus 110%, chi possiede una seconda casa non in condominio non ne ha diritto

Ecobonus 110%, chi possiede una seconda casa non in condominio non ne ha diritto

Sono davvero brutte notizie quelle che stanno per i proprietari di una seconda casa non in condominio, in quanto il testo relativo all’Ecobonus 110% previsto dal Decreto Rilancio è stato modificato, escludendo dal ricevere l’agevolazione proprio questo tipologia di abitazione.

 

Chi è escluso dall’accesso all’Ecobonus 110%?

Come abbiamo anticipato sopra non hanno diritto ad ottenere l’Ecobonus 110% le seconde case non situate in condominio, quindi questo vuol dire che rientrano nella categoria tutti gli edifici unifamiliari (per intenderci ville e villette), i quali non sono stati inseriti all’interno della maxi manovra di 55 miliardi stanziati, in via eccezionale per l’emergenza Coronavirus, per dare una mano alle famiglie.

Di contro, il proprietario di un secondo immobile situato in un condominio potrà godere pienamente di questa agevolazione, ovviamente non si tratta di fare distinzioni e/o ma, più semplicemente, per il Decreto Rilancio con l’Ecobonus 110% il proprietario in questo caso può essere rimborsato per le spese sostenute dal palazzo.

 

Per quali lavori il Decreto Rilancio prevede l’agevolazione

Per richiedere l’Ecobonus 110% la ristrutturazione deve essere fatta dal 1° luglio 2020 al 31 Dicembre 2021, ovviamente ogni miglioria apportata deve essere accompagnata da una documentazione che attesti le spese sostenute, a stabilirlo è l’Articolo 128 del Decreto Rilancio che indica anche quali sono i lavori per di poter ottenere la detrazione:

  1. Adeguamenti antisismici degli edifici a patto però che si sia accesa una polizza assicurativa che copra gli eventuali danni causati da eventi calamitosi
  2. Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale di impianti centralizzati che servono per garantire l’erogazione, il raffreddamento oppure il riscaldamento dall’acqua calda la cui classe energetica di appartenenza deve essere superiore o maggiore della A
  3. Isolamento termico delle parti opache di un edificio, le quali rappresentano l’involucro dello stesso le quali devono andare ad incidere su una superficie disperdente lorda pari a più di un quarto dell’immobile, per ottenere l’agevolazione non solo complessivamente non si deve spendere una cifra maggiore ai 60 mila Euro ma, a questa spesa, bisogna mettere in relazione le unità da cui lo stabile è composto.