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Fallimento Argentina. Ultimo Giorno Disponibile per Convincere i Mercati. Si punta a una Proroga

Fallimento Argentina. Ultimo Giorno Disponibile per Convincere i Mercati. Si punta a una Proroga

L’Argentina rischia un nuovo fallimento, un default di cui abbiamo reso conto tempo fa e che torna alla ribalta in un momento davvero critico sotto tutti i punti di vista. Oggi è l’ultimo giorno disponibile per riuscire a convincere i mercati del piano predisposto dal Presidente Alberto Fernández e il Ministro dell’Economia Martín Guzmán.

La Situazione

Il piano prevede una ristrutturazione parziale dell’immenso debito argentino per quanto concerne i titoli emessi in valuta estera (per ragioni legate al fallimento stesso e alla svalutazione della valuta interna): l’importo totale di cui si parla è pari a 67.000 milioni di dollari.

Per l’Argentina non si tratta di una novità la situazione attuale: dal 1827 almeno cinque volte il paese ha rischiato di non provvedere ai pagamenti del suo debito e oggi scade l’ultimatum dei creditori per quanto concerne un’intesa necessaria. In caso contrario ci sarebbe il terzo storico default del paese, caratteristica oramai peculiare dei bond argentini.

La Proposta

L’intesa si basa sulla proposta del Governo redatta il 17 aprile, ma non sembra aver recepito il successo sperato. I Fondi di Investimento che detengono gran parte del debito argentino vogliono più soldi e non si accontentano di quanto previsto.

Creditori come Allianz, Fidality, BlackRock, Northern Trust, AllianceBernstein, HSBC, Prudential Financial, Ivesco, Ashmore e Eaton Vance, dichiarano di possedere almeno 8.380 milioni di dollari di bond argentini direttamente, oltre quelli detenuti e controllati indirettamente.

Il piano redatto dal Governo Argentino riguarda la possibilità di scambiare 21 titoli onerosi del debito da saldare contro altri di durata a venti anni. Oltre a questo, fino a fine 2022 il Governo Argentino non dovrà corrispondere nulla ai propri creditori (si parla di tre anni di grazia n.d.r.) e dal 2023 rilasciare interessi pari a +0,5% l’anno aumentati in modo graduale “fino a livelli sostenibili“: si parla in media di +2,5%.

Il piano dello stato sudamericano offre questo ai propri creditori a fronte di un taglio di -5,4% del conto capitale originario e di -64% riguardo gli interessi dovuti. Secondo  il Governo Argentino, il piano si basa sul presupposto di ripagare i creditori in base a quanto succede nel mercato internazionale dei titoli obbligazionari, molti prossimi allo zero percento o addirittura a tassi negativi.

Non vogliamo che i creditori ci perdano, ma che guadagnino meno

Deadline

Dimenticando il livello di rischio dei bond argentini che di fatto rendevano molto, il Governo cerca naturalmente di tirare l’acqua al proprio mulino per evitare un ennesimo default tragico: fallimento che naturalmente farebbe anche perdere molti soldi agli stessi creditori, ma danneggerebbe soprattutto il paese sudamericano già gravato da una crisi senza fine.

Secondo alcuni esperti, il piano redatto dallo Stato, però, non avrebbe conseguito un gradimento sufficiente (si parla del 20% di accettazione). Occorre continuare una trattativa e posticipare la scadenza prevista fino al 22 maggio, deadline ultima in quanto scadenza naturale del pagamento di 503 milioni di dollari di interessi. In caso non si riesca ad evitare, sarà l’ennesimo fallimento del paese.

Il Futuro

Il Governo, per evitare l’ennesimo default e le conseguenze di questo, si rende disponibile all’esame di controproposte da parte dei creditori in linea naturalmente con la “sostenibilità” sia interna del paese, sia congiunturale, vista la crisi storica derivante dalla pandemia e lo stato delle cose.

Per quanto concerne il richiamo alla stabilità, il Governo tenta di cavalcare la linea dettata dalla titolare del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva di cui lasciamo traccia dei punti salienti:

  • (…) sostanziale alleggerimento da parte dei creditori privati (del debito) per ristabilirne con alta probabilità la sostenibilità
  • (…) un processo negoziale collaborativo fra Argentina e i suoi creditori privati per raggiungere un accordo che comporti una alta partecipazione

In attesa di vedere cosa accadrà, un intero popolo aspetta con ansia di conoscere il proprio destino.