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Flebite: Cos’è, Cosa Fare e Come si Cura. Sintomi, Cause e Possibili Rimedi

Flebite

Cos’è

La flebite, come molte delle parole che terminano con il suffisso in “ite”, evidenzia un’infiammazione ad un certo particolare tessuto, quello delle pareti delle vene. La flebite tende, in particolar modo, a colpire le vene superficiali localizzate nelle gambe e può provocare un dolore talmente forte da crearsi difficoltà vere e proprie nella deambulazione.

La difficoltà nel camminare a seguito di questo disturbo, non solo crea problematiche legate all’aspetto fisico, ma ingenera un meccanismo psicologico che tende a deprimere il soggetto che soffre di tale condizione, la qual cosa aggrava ancor più il quadro clinico completo della persona.

 

Sintomi

I sintomi tipici di chi soffre di flebite sono:

  • Arrossamento della pelle.
  • Calore superficiale della pelle. Al tatto sentiamo alcune zone molto più calde di altre.
  • Gonfiore della zona interessata dalla flebite.
  • Dolore acuto e forte fino a divenire quasi invalidante.

 

Cause

Ci sono differenti cause eziologiche di questo disturbo, differenti a seconda del fatto che si tratti di una flebite superficiale o connessa ai tessuti che ricoprono le vene dislocati ben più in profondità.

Ecco alcune delle potenziali cause:

  • Traumatica. In seguito a traumi (botte, urti, etc.) in particolari zone del corpo che sono quindi soggette ad infiammazione.
  • Infettiva. A causa di fenomeni infettivi da parte di agenti patogeni come virus o batteri che si insinuano in questi tessuti.
  • Immobilità prolungata. Molte persone allettate, costrette a letto per periodi di tempo molto lunghi, possono palesare fenomeni di flebite.
  • Fenomeno delle vene varicose. Chi soffre di questa dinamica può sfociare poi in vere e proprie flebiti.
  • Disturbi genetici, congeniti nella circolazione sanguigna. Le disfunzioni nel sistema circolatorio possono innescare questi fenomeni infiammatori.

Particolare attenzione la meritano eventi episodici che possono palesare una flebite come conseguenza di alterazioni anche molto pericolose. Se si forma un coagulo di sangue che inficia la circolazione stessa, può ingenerarsi un’infiammazione che prende il nome di “tromboflebite” proprio ad indicare l’evento stesso. Solitamente questo accade se abbiamo problemi e problematiche relative alla coagulazione del sangue o se restiamo seduti nella stessa posizione per moltissimo tempo.

Quando il coagulo si forma e blocca la circolazione nelle vene localizzate nei tessuti più profondi del nostro corpo, soprattutto nella gamba e nell’anca, si parla di una diagnosi di “trombosi venosa profonda”. Quest’evento è spesso seguente a traumi veri e propri, come ad esempio, fratture ossee, interventi chirurgici (effetti collaterali) e può formare un embolia ostruendo completamente il lume vasale con tutte le conseguenze del caso (necrosi dei tessuti e problematiche sistemiche derivanti dall’intossicamento del corpo, visto che le cellule morenti producono sostanze che vanno poi in circolo).

 

Flebite alla Gamba

La flebite alla gamba è la diagnosi più comune di questo tipo di disturbo anche perché gli arti inferiori sono di più frequente oggetto di sviluppare una situazione disfunzionale di questo tipo.

Se, ad essere colpita da flebite, è la nostra gamba, allora faticheremo a camminare e sentiremo molto dolore. Solitamente un caso di tromboflebite superficiale dovrebbe durare tra le 2 e le 6 settimane e per risolvere potremmo tenere la gamba sopraelevata quando dormiamo o quando stiamo in casa in modo da ridurre il gonfiore.

In ogni caso occorre rivolgersi ad un medico che, dopo aver analizzato la gamba, potrà giungere ad una diagnosi certa e prescriverci farmaci antinfiammatori idonei, oltre a qualche analgesico se non riusciamo a sopportare o sentiamo troppo dolore.

L’aspirina, ovvero il principio attivo meglio conosciuto con il nome di “acido acetilsalicilico”, potrebbe aiutare nel prevenire lo sviluppo di trombi, ma non lasciamoci trasportare dal fai-da-te o da quanto scritto anche on line: trattandosi di medicinali con controindicazioni, a volte anche molto pericolose, sentiamo sempre il parere di un medico idoneo.

Nel caso, poi, la tromboflebite dovesse interessare i tessuti localizzati nella zona dell’interno coscia, il medico potrebbe anche valutare la somministrazione di un noto anticoagulante, l’eparina, la quale però ha anche molti effetti secondari proprio a causa della natura stessa del farmaco. Quando si agisce sul sistema circolatorio e sui valori ematici occorre sempre cautela, analisi ed anamnesi del paziente, oltre che attenzione.

 

Flebite al Piede

Nel caso la flebite colpisse il piede, non riusciremmo a muoverci e faremmo anche fatica a stare in piedi proprio per la pressione che esercitiamo con tutto il corpo sul supporto fisico terminale delle gambe. Le flebiti al piede si manifestano soprattutto in conseguenza delle vene varicose, quel fenomeno disfunzionale in cui le vene si ingrossano e mutano anche il loro colore (molto più scuro) oltre a cagionare un dolore di certo insano.

Se soffriamo di flebite al piede, evitiamo di stare in piedi molto a lungo e cerchiamo di riposarci per consentire al nostro organismo di far rientrare lo stato infiammatorio. Se riusciamo, nei pochi momenti in cui necessitiamo di stare in piedi, solleviamoci sulle punte in modo da coadiuvare la risalita del sangue verso il cuore, vera e propria funzionalità deputata alle vene.

Nel caso il medico voglia analizzare la situazione nel nostro piede, solitamente si procede ad un “venogramma” utilizzando un mezzo di contrasto, ovvero l’iniezione di una sostanza riscontrabile con i razzi X: in questo modo il medico potrà verificare la reale situazione della circolazione nel piede evidenziando o meno la presenza di coaguli anche nelle vene più piccole.

 

Flebite al Braccio

Molto più rara, la flebite al braccio tende a colpire persone che si sforzano molto e possono subire traumi circolatori, come gli atleti. I sintomi di una flebite al braccio sono:

  • Presenza di grumi di sangue sulle braccia.
  • Dolore acuto.
  • Possibile febbre.
  • Gonfiore.
  • Pallore del braccio.
  • Pallore della mano.

Tutti segni evidenti di un malessere circolatorio e di una disfunzione che va assolutamente evidenziata e curata subito.

Escludendo le cause traumatiche, generalmente, una flebite alle braccia può essere anche la conseguenza post ovvero intra-operatoria durante un’intervento chirurgico, oppure la sedentarietà, ma ci sono altri elementi e fattori di rischio molto generali e di cui si ha comprova negativa per quanto concerne gli effetti sul sistema cardio-circolatorio. Tra le potenziali cause, abbiamo:

  • Obesità.
  • Fumo di tabacco (sigarette).
  • Lesioni.

In un’ottica ospedaliera, invece, ci sono altre potenziale cause che possono sfociare in una vera e propria flebite alle braccia, connesse alle attività stesse che vengono fatte nei nosocomi, come:

  • Cateteri venosi infetti.
  • Iniezione/infusione di soluzione iperosmolari, ipertoniche che possono provocare infiammazioni seppur necessarie ad altre condizioni patologiche.
  • Qualunque farmaco iniettato intravena che possa infiammare le pareti delle vene stesse a causa del principio attivo o degli eccipienti contenuti.