Furto in Azienda da parte di un Dipendente, Quando c’è il Licenziamento?

Furto in Azienda da parte di un Dipendente, Quando c’è il Licenziamento

Tra le violazioni che possono portare al licenziamento del dipendente, sicuramente, il Furto in Azienda è una delle cause principali visto che, per ovvi motivi, questa misura disciplinare esula dalle normali tutele che un lavoratore generalmente possiede. Ma che cosa accade nello specifico?

 

Licenziamento in Tronco

Qualora il datore sorprendesse un proprio dipendente all’interno del luogo di lavoro, potrà procedere immediatamente con il Licenziamento in Tronco senza nemmeno preoccuparsi di dover:

  • Dare il preavviso
  • Corrispondere l’indennità sostitutiva
  • Di essere citato in giudizio, tramite una vertenza, dal dipendente

 

Licenziamento Disciplinare

Sostanzialmente il Licenziamento Disciplinare è consentito perché, nel caso si verificasse un Furto in Azienda (magari sottraendo soldi o altre proprietà) da parte di un dipendente, questo comportamento andrebbe a viziare il cosiddetto Rapporto di fiducia che si viene a creare appunto tra il lavoratore e il datore di lavoro.

Per essere più precisi un comportamento così palesemente scorretto, al di là del fatto che potrebbe anche avere un risvolto penale, rappresenta una vera e propria violazione del dovere di lealtà, che tutti i dipendenti sono tenuti ad avere sia verso l’azienda sia verso il datore di lavoro.

 

Quando si Può Licenziare

Partendo dal presupposto che un furto rimane comunque sempre un furto, indipendentemente se vengano rubati migliaia di euro oppure una mela, purtroppo per quanto concerne il furto in azienda il nostro Ordinamento Penale applica il Principio della tenuità del fatto.

Ovvero, nonostante il reato sia stato inequivocabilmente commesso, in questo caso specifico l’Ordinamento Penale Italiano stabilisce che se un furto non è particolarmente offensivo (quindi che non sfocia automaticamente nel penale), allora non c’è nessun interesse a somministrare una punizione degna di questo nome.

In sostanza il nostro Ordinamento Penale non nega che l’illecito ci sia stato, anzi lo riconosce come tale, ovvero un furto, però se questo viene classificato come di lieve entità allora non vale la pena punire il trasgressore e, di conseguenza il Licenziamento Disciplinare non è più una soluzione idonea da applicare.

Di tutt’altro parere invece è la Cassazione, che proprio di recente si è espresso in merito a questa spinosa questione, dichiarando quanto segue:

  • È legittimo il licenziamento del lavoratore che sottrae beni di proprietà dell’azienda indipendentemente dalle caratteristiche e dal valore degli stessi

Quindi se il datore di lavoro si attiene alle parole dette dalla Corte di Cassazione, qualora sorprendesse un suo dipendente in flagranza di reato, indipendentemente se questo furto sia punibile penalmente o meno, è legittimato (giustamente) a ricorrere al Licenziamento Disciplinare.

Questo provvedimento, applicato ovviamente come conseguenza per un furto ai danni dell’azienda, anche se sicuramente rappresenta un’extrema ratio e comunque il più giustificabile tra tutte le possibili sanzioni che potrebbero essere inflitte al colpevole.

Perché, al di là del danno economico che un furto può portare all’azienda, il datore di lavoro è doppiamente giustificato a Licenziare in Tronco il dipendente ladro perché, rubando (che è sempre un’azione deprecabile da condannare), questi ha automaticamente perso ogni tipo di credibilità agli occhi del suo principale.