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Germania e Recessione: Produzione Industriale in Calo per Il Treno d’Europa. Aiuti dalla Cina?

Germania e Recessione: Produzione Industriale in Calo per Il Treno d'Europa. Aiuti dalla Cina?

Dopo le ultime elezioni elettorali europee che hanno dato un forte segnale di discontinuità per ora non recepito dal Parlamento Europeo (almeno non totalmente, ma diamo tempo al tempo), anche dal punto di vista economia la situazione nell’Unione non è di certo rosea.

La Germania, il cosiddetto treno d’Europa, sulla quale si basa totalmente il costrutto finanziario, monetario ed economico dell’Eurozona, prima manifattura del Vecchio Continente (la seconda è la nostra Italia, anche se tendiamo a dimenticarlo) ha registrato un calo della produzione industriale a luglio di -0,6% rispetto a giugno.

Un vero e proprio crollo se il dato registrato si confronta con quanto accadeva un anno fa, a luglio 2018: -4,2%. Dopo gli ultimi dati che hanno spaventato i mercati con la possibilità di una recessione in Germania, dopo che l’indice della fiducia era letteralmente finito sotto la soglia considerata positiva, ecco la conferma del malessere tedesco. Gli analisti, infatti, si attendevano un lieve rialzo di +0,4% ed hanno invece dovuto registrare quest’accadimento.

A livello disaggregato, la produzione industriale in Germania ha visto queste variazioni tra i mesi considerati:

  • Settore Manifatturiero -0,8%.
  • Costruzioni edilizie +0,2%.

Oltre al calo della produzione, continua invece a crescere il costo del lavoro che graverà tra i costi operativi delle aziende tedesche prospettandogli tempi magri: su base annua l’aumento è nell’ordine di +3,2%, mentre la crescita rispetto al trimestre precedente vede un +0,8%.

Il Ministro dell’Cconomia di Berlino non ha di certo commentato in modo entusiasta questi dati affermando che “L’attività industriale rimane debole” oltre a definire uno scenario di certo negativo senza alcuna possibilità per quanto riguarda il 2019.

Considerato il difficile inizio della seconda parte dell’anno e gli ordini industriali che tardano a riprendersi, non ci sono prospettive certe di miglioramento a breve termine.

La cancelliera Angela Merkel si trova in questo momento a Pechino nella Repubblica Popolare Cinese per la dodicesima volta dalla fine del 2005, ossia da quando dirige la politica tedesca da leader incontrastato.

Nell’ambito congiunturale che vede la guerra commerciale sinostatunitense ancora all’orizzonte (seppur ci siano possibili aperture) e con la possibilità vera e concreta di una recessione per la Germania con conseguenze drammatiche per tutta Europa, Italia compresa, Berlino ha scelto il partner orientale e spera di trovare aiuto dal Paese del Dragone.

D’altronde la Germania è il primo partner europeo, il più importante, per la Cina: gli interscambi di merci annui si attesta sui 200 miliardi di euro.