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Hiroseite. Il Nuovo Minerale Scoperto in un Meteorite ci Dice Qualcosa sul Nucleo della Terra

Hiroseite. Il Nuovo Minerale Scoperto in un Meteorite ci Dice Qualcosa sul Nucleo della Terra

Si chiama Hiroseite, come è stato ribattezzato questo nuovo minerale scoperto durante l’analisi della composizione di un meteorite, un frammento di meteora che ha impattato il nostro suolo terrestre dopo essersi scontrato con l’atmosfera che lo ha ridotto in piccoli pezzi, tali da non recare danno o quasi.

Questo nuovo elemento proveniente dallo spazio profondo, inoltre, ci dice qualcosa in più di ciò che è presente all’interno del nostro pianeta Terra, sul nucleo e sul mantello, due strati che con l’attuale tecnologia non possiamo certo raggiungere, ma il cui contenuto è solamente teorizzato.

La scoperta sensazionale è anche un po’ italiana perché la ricerca sul meteorite che ha condotto alla scoperta di questo nuovo minerale, è stata portata avanti da un gruppo di esperti internazionali guidati da Luca Bindi, docente presso l’Università di Firenze. Pubblicata sulla nota rivista scientifica “Science Advances”, la ricerca (potete trovarla e leggerla cliccando qui, in lingua inglese naturalmente) ha un valore davvero importante perché conferma per la prima volta i modelli solamente teorizzati sulla composizione interna al nostro pianeta Terra, da cui è originato poi tutto e finanche la vita stessa.

 

Il Meteorite

Caduto nel 1986 a Dayanpo, in Cina, il meteorite oggetto di studio si è rivelato una fonte d’informazioni e di dati davvero incredibili in ragione del fatto che nello spazio profondo questi corpi possano essere oggetto d’impatti davvero ad alta energia tali da imprimere reazioni particolarmente cruente e determinare ferite in cui si trovano elementi ad altissima pressione, accadimento simile a ciò che vedremmo sotto la superficie terrestre.

L’hiroseite, secondo quanto hanno appurato gli scienziati, si sarebbe formata difatti in condizioni di pressione e temperatura notevoli, paragonabili a quelle che avvengono nel mantello profondo della terra. Il parallelismo con il nucleo del nostro pianeta, per ipotesi derivante dall’analisi delle similarità, ha conclamato la presenza di una notevole quantità di ferro ossidato, un particolare stato del principale elemento chimico presente nel nucleo terrestre finora solo teorizzato.

 

Il Nucleo Terrestre

Il luminare che ha seguito tutta la ricerca, il Professor Bindi, ordinario di Mineralogia nell’Ateneo di Firenze, ha spiegato che bisogna partire da un fatto basilare per comprendere appieno l’entità di questa nuova scoperta. Il ferro, elemento principale presente negli strati più profondi del nostro pianeta, tale da caratterizzarne anche il campo magnetico stesso, può esistere in tre diversi stati di ossidazione

  • Fe0: Ferro Metallico.
  • Fe2+: Ferro Bivalente.
  • Fe3+: Ferro Trivalente. 

Mentre il primo stato è quello più conosciuto, gli altri due sono conseguenza del processo chimico di ossidazione, ovvero del contatto tra l’elemento Ferro e l’ossigeno. Secondo le teorie più accreditate, la nostra terra avrebbe nel nucleo solo Ferro allo stato metallico in ragione dell’alta temperatura e della pressione elevatissima che non consentirebbe all’ossigeno di essere presente, mentre nel mantello, lo strato più esterno, si ritiene possibile la presenza di Fe2+ e Fe3+.

Grazie alla ricerca derivante dall’analisi del minerale, gli studiosi coordinati da Bindi come fulcro e trait d’union di due mondi così apparentemente distanti quale quello degli Stati Uniti d’America (Arizona State University) e della Repubblica Popolare Cinese (Guangzhou Institute of Geochemistry), si è dimostrata la presenza finora solo teorizzata come possibile, del ferro ossidato nel mantello terrestre.

Gli studiosi hanno cercato di dimostrare in via sperimentale il meccanismo finora solo ipotizzato che accade proprio in quello strato della terra, giungendo alla conclusione apparentemente semplicistica, ma in realtà davvero incredibile, che il ferro ossidato si formi direttamente nel minerale stesso. La prova di questo è proprio nel meteorite perché in tali condizioni similari quell’elemento è nato ed è stato identificato.

 

Il Nome

Gli studiosi hanno deciso all’unanimità di battezzare questo nuovo minerale utilizzando il nome del fisico giapponese che ha dedicato la sua vita allo studio dei minerali potenzialmente presenti sotto la superficie del nostro pianeta, a grandissime profondità, nelle sue viscere.

Kei Hirose, infatti, ha cercato per anni di comprendere, catalogare e teorizzare cosa potesse contenere il nucleo e il mantello, per il momento irraggiungibili con l’attuale tecnologia.

L’hiroseite, oltre ad avere un impatto notevole sulla comunità scientifica e un fascino particolarmente popular, tale da acclarare un possibile interessamento anche delle persone in tutto il mondo (sempre utile perché fa muovere fondi necessari alla ricerca), avrà un vero e proprio ruolo chiaro nell’avvicinarci alla comprensione del nucleo della nostra terra, il suo cuore.

Dallo spazio profondo infinito, al centro della Terra. Non è un romanzo del geniale Julés Verne, ma la realtà.