I Prestiti Personali a Tasso Zero 0% sono Realtà o Una Chimera? Differenza tra TAN e TAEG

Buoni Fruttiferi Postali

Tra l’inasprimento delle tensioni commerciali internazionali ed il taglio dei tassi da parte delle Banche Centrali, si sta creando un po’ di confusione nell’economia reale, ovvero quella che realmente interessa i cittadini da vicino, lontana, ma comunque legata al mondo finanziario.

Se per i mutui si parla di surroga e della possibilità di usufruire di condizioni agevoltate grazie alla nuova situazione mai registrata prima in Italia, per convenienza, il costo del denaro è sceso si ai minimi storici nell’eurozona, ma questo non significa necessariamente che esistano realmente prestiti a tasso zero.

I mutui ipotecari, per definizione, non sono prestiti né finalizzati e nemmeno personali. I primi li concedono banche e finanziarie per comprare determinati beni ovvero servizi, mentre i secondi prescindono dagli acquisti e dall’uso che ne faremo.

Sui prestiti personali di cui si parla spesso di tasso zero (0%) occorre fare luce e chiarezza, ponendo un bel filtro tral o scetticismo sfrenato ovvero la voglia di gettarsi subito a capofitto nell’opportunità di avere a disposizione un capitale rendendolo a zero.

Il tasso d’interesse è un costo che il debitore sostiene per ricevere liquidità da un soggetto creditore, qualunque esso sia (finanziaria, banca, etc.), il quale ha diritto ad una remunerazione del capitale in base al tempo impiegato per la restituzione.

Se i prestiti fossero realmente a tasso zero e le finanziarie prestassero denaro senza ricevere nulla in cambio, allora la richiesta tenderebbe all’infinito, dato che le persone otterrebbero capitale da restituire a rate a costo e tasso zero.

Il punto è proprio questo e si basa tutto sulla differenza tra le sigle TAN e TAEG, obbligatoriamente pubblicate da qualsiasi istituto bancario ovvero finanziaria nei prodotti finanziari commercializzati, come sono i prestiti personali.

Il TAN corrisponde all’acronimo Tasso Annuo Nominale, mentre il TAEG al Tasso Annuo Effettivo Globale: entrambi sono espressi in forma percentuale (%). Il TAN rappresenta gli interessi applicati dal creditore al prestito erogato in un anno: seper esempio questo valore fosse del 5%, significherebbe che il finanziamento ricevuto mi costerebbe il 5% l’anno come quota d’interessi pura a remunerare il mio creditore.

Il TAEG, invece, non solo comprende la quota interessi a remunerazione del creditore, ma anche i costi accessori e correlati (ad eccezione delle imposte e di spese notarili). Ad esempio nel calcolo del TAEG rientrano:

  • Spese di copertura assicurativa.
  • Spese di apertura pratica.
  • Spese di gestione pratica.
  • Spese di perizia.
  • Spese d’invio rate a domicilio.
  • Spese d’invio rendiconto annuo obbligatorio.
  • Etc.

Proprio perché lo comprende, il TAEG è sempre superiore al TAN. Dato che il TAEG comprende costi spesso fissi, è logico che questi si riflettino maggiormente sui piccoli prestiti descrivendo uno scarto maggiore tra TAN e TAEG, mentre questo si riduce per grandi somme.

 

Prestiti a Tasso Zero: Realtà o Chimera?

I prestiti a tasso zero, dunque, non sono proprio una realtà, ma nemmeno letteralmente una chimera. Quando in un depliant, in una promozione, ovvero in una brochure leggiamo di un prestito a tasso zero, è lapalissiano che questo valore, ossia lo zero, si riferisca al TAN e non al TAEG. Nessun istituto ci rimetterebbe soldi, anche se fosse per qualche strategia di marketing.

Il prestito a tasso zero (TAN ricordiamo) esiste, ma non è a costo zero perché il TAEG risulterà sempre positivo.

Ci sono rarissimi casi in cui anche il TAEG potrebbe essere negativo, ma si tratta spesso e volentieri di prestiti finalizzati. Nel caso di vendita di beni o servizi, il rivenditore sottoscrive accordi con la finanziaria accollandosi tutte le spese accessorie ed in tal modo consentire ai propri clienti di ottenere realmente un prestito a tasso zero in tutto e per tutto, ma con l’unico scopo di allargare le proprie vendite.

La finanziaria convenzionata con il negozio o la superficie specializzata (sono moltissime le catene che offrono queste opportunità) ottiene pubblicità gratuita e si fa conoscere dai clienti stessi, i quali un domani possono rivolgersi direttamente alla società per ottenere prestiti, mutui, etc.

In questi casi, però, occorre attenzione e oculatezza nel non riscontrare pratiche fittizie e accorgimenti del rivenditore che solo apparentemente offre il servizio a costo zero, accollandosi i costi fissi dello strumento finanziario posto a disposizione dal soggetto terzo (ossia la finanziaria). Alcune volte, infatti, il rivenditore potrebbe caricare questi costi sui prodotti fingendo solo apparentemente la gratuità del servizio.

E’ opportuno verificare le variazione dei prezzi prima e dopo il lancio di un’offerta che sia legata a operazioni di prestito finalizzato, altresì dette credito al consumo. Molto spesso i clienti convinti di usufruire di un servizio a costo zero molto conveniente, in realtà pagavando il ricarico dei costi del finanziamento sul prezzo del prodotto soggetto all’iniziativa.