Home Economia Il Prezzo dell’Oro Aumenterà nei Prossimi Anni. Quota 2000$ dollari Presto Superata?

Il Prezzo dell’Oro Aumenterà nei Prossimi Anni. Quota 2000$ dollari Presto Superata?

Il Prezzo dell'Oro Aumenterà nei Prossimi Anni. Quota 2000$ dollari Presto Superata

Il prezzo dell’oro aumenterà gradualmente nei prossimi anni secondo quanto afferma Antonio Cesarano, il Chief Global Strategist (acronimo CGS) di Intermonte SIM, la principale banca d’investimento italiana.

Intervistato dal Sole 24 Ore, il manager ha voluto dire la sua a domanda diretta sull’interventismo delle Banche Centrali nel mondo che, dopo aver attuato strategie di sostegno per l’economia, soprattutto la nostra BCE (Banca Centrale Europea), si appresta a ritornare in campo con l’utilizzo di manovre non convenzionali, al di là del taglio dei tassi.

Secondo Cesarano, anche la Federal Reserve, ossia la Banca Centrale americana, potrebbe seguitare ad utilizzare questo tipo di manovre, ad esempio gli acquisti di asset (il cosiddetto Quantitative easing) di titoli di stato, ma non solo.

Tutto questo processo ha sorpreso gli operatori di mercato che si attendevano, invece, una normalizzazione dell’interventismo da parte degli istituti centrali, dopo gli ultimi accadimenti: purtroppo la situazione di stagnazione dell’economia mondiale e le tensioni commerciali in atto non trovano soluzione e si cercherà di spronare la crescita utilizzando questo tipo di misure di cui si valuterà l’impatto.

Il mercato e gli operatori istituzionali, ha già reagito a questa prospettiva, continua il CGS, da una parte abbassando i tassi che sono divenuti anche negativi (pensiamo ai bund tedeschi) e dall’altra, accettando un livello di rischio maggiore, anche fiduciosi del fatto che l’interventismo da parte delle banche centrali sostenga i mercati. Insomma, la percezione che gli operatori avrebbero del rischio diventa minore, vista l’awareness, la consapevolezza delle strategie legate alle nuove regole del gioco.

I rendimenti, infatti, hanno visto una duration in aumento, spesso superiore agli otto anni, se non ai 20 (come nel caso dei bund tedeschi): gli operatori istituzionali, per trovare valori positivi, devono investire e vincolare il capitale e periodi temporali molto lunghi e questo incentiva la ricerca verso strumenti alternativi e a rischio maggiore.

Gli operatori, psicologicamente, distorcono il concetto di pricing, ossia percepiscono un rischio più basso di quello che realmente è connesso ad un potenziale titolo.

In uno scenario così contraddittorio, anche il prezzo dell’oro non sta seguendo un andamento coerente con quanto registrato nel passato: il suo valore era spesso legato all’inflazione, ossia il bene rifugio per definizione veniva acquistato quando il rischio inflattivo era superiore.

In questo periodo temporale l’oro è salito sopra i 1.400$ dollari l’oncia (28,3495 grammi) in un contesto esattamente opposto, con inflazione bassa sia in Usa, sia nell’Eurozona.

L’oro, continua Cesarano utilizzando un paragone, è come un cane da tartufi, ossia ha olfatto molto fine e quando inizia a sentire odoro di Quantitative easing (Qe), di banche centrali che tornano a stampare, reagisce in maniera veloce e repentina aumentando il valore del prezioso metallo.

E questo è il punto: il Governatore della BCE Mario Draghi lo ha detto esplicitamente, ma si sospetta che anche il pari ruolo americano, Jerome Powell, possa ricorrere a questa strategia dopo aver tagliato i tassi, ossia messo in campo il calo del bilancio.

Secondo Cesarano, il trend dell’oro sarà al rialzo nei prossimi due o tre anni, con una naturale caratteristica diversa da quanto registrato durante i rialzi del 2009 e 2010 fino al crollo nel 2013. Nel passato il prezzo dell’oro oscillava tra valori in aumento ed in calo in modo repentino, ossia era soggetto ad una volatilità molto alta. Cosa che non sta accadendo ora per quanto concerne questo bene rifugio per definizione, un asset finanziario a tutti gli effetti.

Antonio Cesarano ha un’ipotesi a spiegazione a questa bassa volatilità per il prezioso metallo: dal 2013, anno in cui il prezzo dell’oro è crollato, c’è stato un forte passaggio di riserve aurifere dal mondo occidentale a quello orientale, o meglio, alla Cina, oramai divenuto primo consumatore e primo produttore al mondo. Il Governo Popolare Cinese starebbe utilizzando questo prezioso elemento di valore sicuro proprio per preservare il potere d’acquisto della popolazione.

Visti e considerati questi accadimenti e l’analisi dell’esperto c’è da chiedersi se e quando il prezzo dell’oro supererà la soglia di 2000$ dollari all’oncia ed in quale entità.