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Immatricolazione Auto Estera o Nuova in Italia: Come si fa? Costi e Documenti Necessari

Immatricolazione Auto Estera o Nuova in Italia: Come si fa? Costi e Documenti Necessari

Quando siamo giovani sogniamo di possedere un’auto nuova e sfrecciare lungo le strade in Italia con la nostra automobile fiammante, ma prima di poter far questo occorre necessariamente immatricolarla presso l’ufficio competente.

Per procedere all’immatricolazione, infatti, occorre rivolgersi all’ufficio meglio conosciuto con l’acronimo PRA (Pubblico Registro Automobilistico), una sorta di anagrafe di tutte le macchine circolanti sul suolo pubblico italiano e sulle strade d’Italia, ovviamente caratterizzate da un numero idenficativo, la targa.

Per iscrivere un’automobile, ossia immatricolarla, occorrono necessariamente questi documenti dell’intestatario, del proprietario del veicolo:

  • Codice Fiscale.
  • Carta d’identità valida.
  • Una dichiarazione sostitutiva al Certificato di Residenza. Basta quindi un’autocertificazione senza obbligatoriamente apporre il bollo, procurandosi un modulo idoneo al caso.

Solitamente quando acquistiamo un autoveicolo, il concessionario da cui preleviamo l’auto si occupa, come servizio accessorio, di completare la procedura d’immatricolazione e rendere disponibili gli altri incartamenti necessari, quali:

  • Dichiarazione di conformità del veicolo rispetto gli standard previsti dalle leggi.
  • Spese sostenute.

Dopo esser entrato in possesso di questi altri documenti, occorre presentarli allo Sportello Automatico dell’Automobilista corredati da diversi moduli a seconda dei casi. Alla fine dovremo andare a questo sportello muniti di:

  • Modulo NP2C o NP2D (solamente nel caso in cui sia presente un atto di vendita).
  • Dichiarazione rilasciata dal concessionario di conformità del mezzo perché possa circolare sulle strade italiane.
  • Ricevuta eventuale con il pagamento delle tasse dovute all’erario, come imposte di bollo, etc.

 

Costi

Diciamo subito che i costi per l’immatricolazione di un’automobile presso l’ufficio PRA, nonostante il registro abbia carattere nazionale, non sono uguali per tutte le zone d’Italia, ma cambiano di provincia in provincia, a seconda delle scelte fatte da questi organi, competenti in materia, sui tributi e gli importi da versare.

C’è una parte sicuramente da pagare sempre, di costi fissi, ed un’altra componente che varia in base alla provincia. Tra i costi che sicuramente dovremmo sostenere, troviamo:

  • Emolumenti ACI:  27€.
  • Registrazione PRA: 32€
  • Diritti DDT (esente IVA ex art. 15 DPR n. 633/72): 10,20€.
  • Costo per la produzione fisica e la consegna delle targhe da apporre anteriormente e posteriormente al veicolo da immatricolare: 32€.
  • Totale: 101,20€.

La parte che varia diversamente da provincia a provincia, invece, è così composta:

  • Imposta di Trascrizione Provinciale (varia anche in base alla classe di potenza del veicolo).
  • Costo delle targhe.

Per immatricolare un veicolo nuovo in Italia, di solito non ci vogliono più di 3 giorni, sufficienti a produrre e consegnare le targhe da apporre all’auto, stampare la carta di circolazione (il cosiddetto “libretto”) e per completare l’iscrizione al Pubblico Registro (il PRA). Quest’ultima fase, per consentire la circolazione del veicolo da subito sulle strade, può tranquillamente essere espletata nei 30 giorni successivi al rilascio del libretto con calma.

In Italia non si può circolare senza un veicolo immatricolato ed è obbligatorio soggiacere a questo iter, così come si deve pagare il bollo (la tassa di proprietà sull’auto annuale e obbligatoria, tranne in determinati casi futuri e presenti di cui abbiamo parlato in un altro articolo) e portare l’auto a revisione secondo differenti archi temporali in base alla data di immatricolazione effettiva.

Se non agiamo correttamente, potremmo incorrere in una sanzione amministrativa (multa) che parte da un minimo di 422€ con la sanzione accessoria del sequestro del mezzo.

Immatricolata l’auto, come detto, possiamo circolare, ma dovremo iscrivere il veicolo al PRA entro 30 giorni dalla consegna delle targhe. Non c’è una sanzione pecuniaria effettiva sulla strada per la mancata iscrizione al PRA, ma riceveremo sicuramente una bella cartella esattoriale con importi molto più alti. In caso di mancata o ritardata registrazione al PRA, infatti, dovremo pagare una sanzione pari al 30% dell’imposta provinciale (variabile) di trascrizione, più i corrispettivi interessi in base al tempo trascorso.

 

Auto Estera

Se possediamo un auto con targa estera, non dovremo rivolgerci allo Sportello Telematico Automobilistico, ma dovremo tassativamente recarci fisicamente presso l’Ufficio provinciale della Motorizzazione Civile ed in seguito procedere con la registrazione del veicolo estero al PRA.

Tuttavia esistono sostanziali differenze in base alla provenienza diversa del veicolo. In base alla legge vigente in Italia, infatti, se l’auto proviene da uno Stato che appartiene alla Comunità Europea, per ovvie ragioni comunitarie e di armonizzazione delle procedure e delle leggi, vale la stessa procedura per immatricolare le auto italiane.

Se l’auto, invece, proviene da un paese extra UE, allora la cosa si complica un attimo: sarà necessario possedere il titolo di proprietà del mezzo, il certificato di residenza e tutta la documentazione a corredo delle automobili che circolano negli stati UE.

La Legge, italiana, però, è ampiamente benevola circa il tempo entro il quale occorre immatricolare l’auto con targa straniera che circola sul suolo italiano e questo spesso ha creato qualche disfunzione all’interno del sistema amministrativo italiano stesso. Il proprietario dell’automobile con targa straniera, infatti, deve regolarizzare la sua posizione entro 12 mesi dal momento in cui entra sul suolo italiano.

La procedura per immatricolare l’auto straniera solitamente dura un paio di settimane ed è diversa se si tratta di un’automobile usata, ovvero se il mezzo è nuovo. Nel secondo caso, occorrerà presentare necessariamente questi documenti:

  • Pagamento delle imposte previste nello Stato di appartenenza.
  • Documento di identità valido dell’acquirente.
  • Atto di vendita del mezzo comprensivo della firma valida del venditore, autenticato da un notaio e con un bollo affisso.
  • Certificato conformità EU riportante l’omologazione italiana, ovvero una dichiarazione di immatricolazione fatta dalla casa produttrice del mezzo.

Se il mezzo è usato, invece, occorreranno tutti i documenti appena evidenziati ed in più sarà necessario produrre quest’altro incartamento:

  • Carta circolazione estera e copia conforme.