Home Lavoro In Pensione a 74 anni secondo la relazione annuale della Banca d’Italia

In Pensione a 74 anni secondo la relazione annuale della Banca d’Italia

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La relazione annuale presentata dalla Banca d’Italia, che per chi non lo sapesse serve a fare il punto della situazione tra la demografia e la politica, porta cattive notizie per quanto riguarda la Pensione, in quanto gli scenari futuri sono così tristi che sarebbe auspicabile pensare di allungare ulteriormente l’età, arrivando così a 74 anni.

 

Perché la Banca d’Italia ha previsto che in Pensione si potrebbe andare a 74 anni

Le notizie non sono sicuramente rosee per i lavoratori italiani, i quali secondo i dati riportati dalla Banca d’Italia in futuro potrebbero raggiungere l’età della Pensione a 74 anni, in quanto la popolazione è invecchiata esponenzialmente e ogni anno si registrano molto meno nascite, mentre di contro la vita media si è allungata di molto.

Per questo motivo il Governatore di Banca d’Italia, Ignazio Visco, insieme ai propri collaboratori vede un solo modo per riuscire a riassorbire efficacemente il problema della disoccupazione, ovvero allungare quanto più possibile l’età media lavorativa e di conseguenza portare il raggiungimento della Pensione dai 64 ai 74 anni.

Sicuramente si tratta di una previsione piuttosto drastica ma necessaria, in quanto in questo modo l’INPS potrà spostare l’uscita dal mondo del lavoro e far fronte a due problemi, ovvero quello che concerne la spesa pubblica e quello che la copertura dei posti del lavoro.

Lo stesso Ignazio Visco ha dichiarato che con una diminuzione di giovani tenete i gli anziani al lavoro per un tempo più lungo è la soluzione più logica, ovviamente non la penseranno in questo modo tutte quelle persone che credevano, o quanto meno speravano, di riuscire ad andare in Pensione con la riforma che per molto tempo, ovviamente prima del Coronavirus, ha fatto discutere.

Tra l’altro con la sua riforma annuale la Banca d’Italia è riuscita a gelare anche i lavoratori che si trovano a pochissimi anni dal traguardo, perché qualora si volesse pensare a una nuova riforma sulle Pensioni inevitabilmente non si potrà non tenere conto di questi dati, i quali fanno presupporre che il futuro sia decisamente pieno di nubi scure.