Intesa Governo Sindacati sulla Sicurezza nelle Fabbriche e sulle Attività Essenziali che Cambiano!

Intesa Governo Sindacati sulla Sicurezza nelle Fabbriche e sulle Attività Essenziali che Cambiano!

Si va verso un mutamento continuo. Dopo il Decreto del Presidente del Consiglio che aveva stabilito una nuova stretta chiudendo le attività essenziali in una Conferenza Stampa oramai divenuta consuetudine su Facebook, tra like e cuoricini, oggi l’intesa con i sindacati, notizia assolutamente positiva (su questo non c’è dubbio) muta ancora quelle che sono considerabili attività essenziali, quindi quelle che devono rimanere aperte.

Intesa Governo – Sindacati

L’intesa è stata raggiunta al tavolo in cui sedevano il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, quello dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, i Segretari Generali di Cgil, Cisl e Uil (Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo).

In arrivo, dunque, un Decreto Ministeriale che spiega quali saranno le attività essenziali, ovvero quelle che rimarranno aperte a partire da domani, ultimo giorno disponibile per il lockdown imposto.

Le sigle sindacali hanno emanato una nota univoca in cui spiegano l’alacre lavoro fatto al tavolo e la rimodulazione di quanto predisposto e pensato di concerto con i vertici governativi.

Abbiamo rivisitato l’elenco (…) stato tolto tutto ciò che non era essenziale, visto il momento difficile che stiamo vivendo


Gli stessi sindacati, oltre a ribadire e sottolineare l’elenco certo delle attività essenziali alla nostra economia che rimarranno aperte, rimarcano l’adozione del Protocollo sulla Sicurezza come obbligatorio a qualsiasi attività che rimarrà con la saracinesca aperta.

Confindustria

Dall’associazione che rappresenta gli industriali e i loro interessi, la Confindustria, c’è un richiamo al senso del Paese e della responsabilità da parte di tutte le categorie. Gli stessi industriali utilizzano l’espressione ormai consueta di stato di guerra, ma ampliano i fronti, da uno interno, contro il virus, fino a uno esterno, per la difesa dei diritti dell’Italia nei confronti dell’Europa.

Bisogna mettere da parte polemiche, strumentalizzazioni ed eccessi nel linguaggio, come quelli cui abbiamo assistito nei giorni scorsi, ingenerosi verso una categoria che sta responsabilmente affrontando assieme a tutto il Paese la peggiore crisi sanitaria ed economica dal dopoguerra, e lavorare tutti nella medesima direzione e con senso di responsabilità.

Siamo di fronte a due guerre, una al virus e una per difendere i fondamentali economici dell’Italia e dell’Europa”, avvertono gli industriali.