Home Economia Personale ISEE Precompilato: Documenti Necessari e Novità dal 1° Gennaio 2020. Breve Guida

ISEE Precompilato: Documenti Necessari e Novità dal 1° Gennaio 2020. Breve Guida

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Il modello ISEE (acronimo di Indicatore dello Stato Economico Equivalente) è da sempre al centro di numerose polemiche circa il suo utilizzo, ma soprattutto per quanto concerne la sua validità. Sin dal momento della sua istituzione, questo indice riassuntivo destinato a delineare le diverse situazioni reddituali familiari in modo da decidere graduatorie e scaglioni di assegnazioni riguardo benefici e diritti, ha avuto molto successo, ma ingenerato anche qualche polemica.

Naturalmente è impossibile istituire un sistema che sia a prova di bomba, a meno di non controllare tutto riguardo il soggetto implicato nel calcolo del modello (ossia tutti gli appartenenti al nucleo familiare), ma la direzione presa è quella. Se tempo fa bastava un’autocertificazione, si è poi passati all’utilizzo della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) e dal controllo ex post da parte dell’INPS sulla veridicità di alcuni dati. Non è finita qui di certo.

Dal 1° gennaio 2020, con la motivazione di evitare elusione ed evasione fiscale, nonché accesso a benefici quali rette di asili, tasse universitaria, accesso al nuovo Reddito di Cittadinanza (acronimo RdC), etc. si cambia ancora. Sull’esempio del 730 precompilato, oramai in uso dal 2015 ed in divenire con sempre maggiori dati a disposizione e già inseriti grazie alla possibilità di accedere a database prima privati, con la questione positiva di poter anche inviare da soli il modello 730 senza pagare un commercialista, anche il nuovo ISEE diventa precompilato.

 

Cosa Significa

Dal 1° gennaio 2020, proprio per evitare che i contribuenti possano “dimenticare” di inserire alcuni redditi, rendite e patrimoni, rientrando così nei parametri previsti da alcune normative, il nuovo ISEE 2020 avrà già scritti alcuni dati che prima dovevamo procurarci, insieme a documenti necessari allo scopo.

Questa procedura, non solo aiuterà lo Stato nel controllo diretto dei patrimoni di tutti i singoli cittadini e quindi sulla veridicità o meno della D.S.U. legata al rilascio dell’ISEE, ma velocizzerà anche i processi stessi per il rilascio dei benefici legati alla presentazione del modello.

Dal 1° gennaio, dunque, o rivolgendoci ad un CAF oppure svolgendo in automatico la procedura sul sito dell’INPS, vedremo comparire subito alcuni dati nella dichiarazione D.S.U. senza bisogno di metterli noi: dati e informazioni presi direttamente dagli enti che li controllano. Teoricamente, se il sistema funzionerà a dovere, queste informazioni saranno già presenti e corrette nell’ISEE precompilato:

  • Conti correnti.
  • Immobili e proprietà immobiliari.
  • Redditi della famiglia.

Chiaramente il dichiarante si prenderà l’onere di controllare e verificare la correttezza delle informazioni inserite dallo Stato in modo diretto e sarà suo dovere quello di rivendicare eventuali errori facendoli presente nei modi previsti.

Il Sole 24 Ore, riportanto la novità, descrive questo passaggio come una vera e propria transizione culturale e lo fa riportando le parole di Raffaele Tangorra, direttore generale per la Lotta alla poverà e la programmazione sociale del Ministero del Lavoro:

Si passerà dal sistema attuale, quello di un Isee post-compilato, nel quale il cittadino dichiara una serie di dati e poi l’Inps li controlla e li completa, attingendo ai dati dell’Agenzia delle Entrate, a un sistema nel quale l’Inps precompilerà direttamente la dichiarazione sostitutiva unica (la DSU n.d.r.), collaborando con la stessa Agenzia.

 

Dati da Inserire Manualmente e Documenti Necessari

Oltre a controllare i dati già inseriti nella DSU e riportare eventuali errori, dovremo necessariamente inserire altre informazioni manualmente e procurarci i documenti necessari. Ecco la lista di informazioni che dovremo scrivere noi, o nei form previsti online, oppure compilando la DSU cartacea:

  • Composizione nucleo familiare.
  • Se ci sono disabili in famiglia.
  • Altri dati sugli immobili.
  • Redditi provenienti dall’estero.
  • Altri redditi.
  • Assegni di mantenimento dei figli e del coniuge separato.
  • Partecipazioni in società.
  • Mutui.
  • Proprietà di veicoli.
  • Redditi e patrimonio dei familiari.

 

Validità e Come Fare la Dichiarazione per ISEE 2020

Come abbiamo anticipato, tra le righe dell’articolo, per fare la dichiarazione ed ottenere l’ISEE valevole per l’anno 2020, necessario per accedere a molti benefici tra i quali il Reddito di Cittadinanza, dovremo rivolgerci ad un CAF o potremo utilizzare la modalità on line disponibile nella pagina apposita dell’Inps.

Per tutelare la Privacy, naturalmente, occorrerà identificarsi ed accedere alla propria area riservata sul sito dell’INPS utilizzando queste modalità:

  • Pin dispositivo INPS.
  • Pin Agenzia delle Entrate.
  • Identità Digitale SpID di livello 2 o superiore (nome utente, password e OTP, One-Time Password, un codice temporaneo che ci arriva direttamente sul numero di telefono associato da inserire quando lo richiede).

Una volta rilasciato, l’ISEE avrà validità fino al 31 dicembre successivo, quindi tutto l’anno solare. A meno di cambiamenti reddituali o del nucleo familiare rilevanti e indicati nel modello stesso, non dovremo fare nulla. Se, invece, avremo un peggioramento delle condizioni economiche (ma anche un miglioramento), dovremo compilare il cosiddetto ISEE corrente, un modello con il quale cambiamo il valore dell’Indice nell’anno scorso a causa di sopraggiunte novità.