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Italia: Cala la Disoccupazione sotto al 10%. Ottime Notizie dal Sud. Numeri Mai Visti dal 2011

Italia: Cala la Disoccupazione sotto al 10%. Ottime Notizie dal Sud. Numeri Mai Visti dal 2011

E’ sempre difficile attribuire i meriti a questo o quell’altro strumento e solitamente le parti politiche tendono ad attribuirseli in un gioco di propaganda quanto mai stucchevole, oltre che pretestuoso.

Di certo la situazione in Italia migliora dal punto di vista del tasso di disoccupazione, quasi ai livelli registrati nel quarto trimestre del 2011 (9,2%), quasi otto anni fa. Si tratta, dopo il parametro indicato del 2011, del secondo livello più basso degli ultimi anni.

Da quanto emerge dai dati elaborati dall’Istituto Nazionale di Statistica, l’ISTAT, nel secondo trimestre del 2019 (quindi tra aprile e giugno) la disoccupazione in Italia è scsa sotto la soglia del 10%, a 9,9%, in calo di -0,4% grazie all’aumento del numero di occupati (+0,6%, in valore assoluto 130mila unità in più). Tra questi, disaggregando il dato, ritroviamo queste dinamiche divise per categoria di contratto:

  • Dipendenti a Tempo Indeterminato: +0,7%, +13mila unità.
  • Dipendenti a Tempo Determinato: +0,5%, +16mila.
  • Indipendenti, lavoratori autonomi: +0,3%, +17mila.

Cresce, dunque, il dato dei contratti a tempo indeterminato (basilare per tutto il sistema economico-finanziario italiano), anche grazie alle nuove regole che consentono il licenziamento in ogni caso.

L’occupazione cresce soprattutto al Sud. E’ il Mezzogiorno a trascinare la Riscossa con un aumento di +1,1% su base trimestrale, seguito dal solito Nord industriale (+0,4%) e dalle Regioni del Centro (+0,3%) di poco staccate. Il tasso d’occupazione totale si attesta, così, al 59,1%, in crescita di +0,3%.

A livello di genere, la crescita rispetta quasi la parità. Le donne che hanno trovato impiego sono aumentate di +0,3%, mentre gli uomini di +0,4%.

L’ISTAT ha anche analizzato le dinamiche inerenti la ricerca del lavoro e le modalità d’accesso, anche per riflettere l’incidenza del nuovo sistema di facilitazione previsto dalla fase II del Reddito di Cittadinanza: fase nella quale trovano impiego e impegno diretto i Navigator assunti. Secondo i dati elaborati, queste sarebbero le modalità tramite le quali gli italiani cercano un lavoro:

  • Canale Informale (parenti, amici, conoscenti): 82,7%, (-0,7%).
  • Invio Curriculum Vitae e Lettera di Presentazione: 65,4% (-0,5%).
  • Internet: 55,6% (-0,7%).
  • Contatto con i Centri Pubblici per l’Impiego (CPI): 22,3% (+1,1%).
  • Contatto con le Agenzie di Somministrazione: 12,2% (+1,6%).

Nonostante resti forte l’assunto culturale italiano del passaparola che spesso sfocia anche in vere e proprie soluzioni borderline (clientelismo, nepotismo, etc.), si rintraccia un aumento delle persone che contattano le Agenzie di Somministrazione Private, cui le aziende si rivolgono per esternalizzare la selezione del personale ed i costi connessi.

Aumenta anche il numero di persone che si sono rivolte ai Centri per l’Impiego, anche se occorrerà depurare questo valore considerando quelle che lo hanno dovuto fare forzatamente per ottenere il Reddito di Cittadinanza sottoscrivendo il Patto per il Lavoro necessario. Nei prossimi mesi capiremo se la soluzione propugnata dal Movimento 5 Stelle avrà veramente efficacia soprattutto dal punto di vista occupazionale come tutti noi speriamo e auspichiamo.