Home Economia Italia Prolunga Stato di Emergenza Coronavirus. Come Reagiranno i Mercati?

Italia Prolunga Stato di Emergenza Coronavirus. Come Reagiranno i Mercati?

Italia Prolunga Stato di Emergenza Coronavirus. Come Reagiranno i Mercati

E’ fatta. La volontà dell’esecutivo italiano di prolungare lo stato di emergenza da Coronavirus è passata anche al voto più duro, quello della Camera più alta, il Senato, nel quale i numeri della maggioranza sono risicati.

Italia Lungimirante o no?

Il Premier Conte, forte dei 209 miliardi con i quali è tornato da Bruxelles, soldi che probabilmente si vedranno dal prossimo anno, a rate e che l’Italia dovrà ripagare (non ci regala niente nessuno, come è normale che sia, in questa Unione Europea) ha calato l’asso sul proseguimento del suo mandato rendendosi protagonista di quest’insolita, quanto contraddittoria richiesta.

L’Italia, infatti, è l’unico Paese in Europa che ha prorogato lo Stato di Emergenza da Coronavirus. Non il sovranista Orban, criticato spesso per aver assunto, su mandato parlamentare, poteri pieni mesi addietro, ma l’attuale Premier italiano, con suffragio silente del Presidente della Repubblica Mattarella, il Garante della Costituzione per definizione e per carica.

Al di là delle ripercussioni politiche di una maggioranza raffazzonata che si rafforza a colpi di fiducia e stati emergenziali, la deriva di una democrazia, quale oramai la nostra non è evidentemente più efficace, pone diversi temi sul tavolo della Storia, quella alla quale il nostro Avvocato del Popolo vuole consegnarsi quale grande Statista, al di là dei numeri che non parlano ancora di un successo che gli auguriamo nei prossimi mesi.

Economia e Possibili Ripercussioni

In primis c’è la questione economica: come reagiranno i mercati a questa decisione dell’Italia, unico Paese in Europa ad adottare questo comportamento e palesare uno stato di allarme ed emergenza tuttora in essere? Ovvero, sappiamo che gli operatori di mercato abbiano il sentore di quel che accadrà, quindi potrebbe anche non accadere nulla poiché Piazza Affari ha già metabolizzato un probabile accadimento (era pressoché scontato, vista la poca rappresentatività popolare da parte della maggioranza e un’opposizione di certo non feroce, cui andrebbe anche chiesto il gioco al quale si sta adeguando n.d.r.).

Potrebbe, però, anche cambiare qualcosa. Sappiamo che la BCE sta operando sui nostri titoli, grazie al Quantitative easing e ciò placa le turbolenze dei mercati, ma siamo anche consapevoli del fatto che la nostra Borsa e il nostro sistema bancario siano piuttosto fragili e sensibili, più delle altre europee, a variabili esogene e cambiamenti dalla linea comune.

Senza dimenticare, tra l’altro, tutti i riflessi che si avranno su un settore, quello del turismo e delle attività ristorative, il quale, molto probabilmente, dovrà seguire e perseguire nuovi e innovativi modelli di business e target differenti, così come decantato da una viceministra dell’attuale Governo.

Analisi sul Sistema Paese e su Europa

Parliamoci chiaro. L’Unione Europea, secondo i più acerrimi europeisti, sta cambiando e guarda al futuro, ma nel presente la risposta alla pandemia è stata variegata e l’Italia ne è un esempio calzante.

La storia ci dirà se il nostro paese è stato lungimirante, ovvero se tale decisione, così come probabile, persegue politiche anti-democratiche e straordinarie palesemente delineate e ordinate al fine di gestire un potenziale malcontento sociale che già inizia a emergere, visto che il blocco dei licenziamenti è dietro l’angolo e alcune decisioni della maggioranza pare abbiano anche provocato una nuova ondata migratoria.

La qual cosa, vista dalle persone meno fortunate, potrebbe non essere facilmente gestibile dal punto di vista empatico e da quell’integrazione più volte declamata e molto spesso disillusa dai fatti reali.

La Realtà Presente

La storia del presente, invece, ci dice già qualcosa sul nostro Paese. Il voto di oggi, con annessa ragione basata sul tema scolastico, tra gli altri, palesa e mette a nudo l’incapacità costituzionale e istituzionale nel nostro Paese.

Il Premier, infatti, ha richiesto lo stato di emergenza per necessità impellenti straordinarie, sottolineando come l’attuale sistema italiano, dunque, sia inefficiente, inefficace e ponendo seri dubbi sull’attualità e sulla pregnanza anche della stessa Costituzione, la quale non prevede affatto il contestuale “Stato di Emergenza” nella sua accezione più stretta.

La Costituzione e le Istituzioni non all’Altezza: Coscienza o Incoscienza?

Bene, se l’Italia, con le sue istituzioni e la sua stessa Costituzione, è considerata dall’attuale sinistra e dalla maggioranza che sostiene questo Premier quale peso gravoso e non virtuoso (perché tale è l’unico ragionamento possibile a suffragio di uno stato di emergenza spiegato solo con la volontà di velocizzare processi, altrimenti, farraginosi), il Presidente della Repubblica e tutte le istituzioni prendano coscienza di questo fatto e si ragioni in tal senso.

Altrimenti vale tutto. Comprese quelle libertà personali, diritti inviolabili, venute meno a causa della decisione di un uomo solo al comando.