Home Economia Italia: Tra “Dittatura” e Democrazia. In Emergenza la nostra Costituzione si Trasforma

Italia: Tra “Dittatura” e Democrazia. In Emergenza la nostra Costituzione si Trasforma

Italia Tra Dittatura e Democrazia. In Emergenza la nostra Costituzione si Trasforma

L’Italia sta vivendo un’emergenza sanitaria che ha colpito tutto il mondo, la pandemia da Coronavirus. A dispetto di tanti altri paesi, però, il nostro ha deciso di rispondere a questa grave minaccia in maniera lenta, ritardata e sta palesando alcuni aspetti che dovrebbero far riflettere l’intero popolo tricolore.

La Festa della Liberazione

Mentre pochi giorni fa si festeggiava il 25 aprile, la Festa della Liberazione dal Nazi-Fascismo grazie alla Resistenza dei Partigiani e all’intervento dell’esercito anglo-americano, di fatto, deus ex machina di quella questione, oggi ci troviamo ancora chiusi in casa agli arresti domiciliari, come affermato da molti giornalisti e da qualche costituzionalisti, intenti ad attendere il nulla osta, il permesso del Premier per uscire.

Liberi e Liberati

Abbiamo assistito a inseguimenti con droni, sindaci in campo con il bastone, polizia e Forze dell’Ordine in campo mai come prima per controllare i malcapitati e poveri cittadini che uscivano di casa senza l’autocertificazione o con motivazioni non necessarie.

Allo stesso momento, in ragione del diritto alla salute, assistiamo alla liberazione di tante persone condannate in carcere e malavitosi di ogni genere, alla cui cattura sono serviti anni e anni di lavoro, nonché perdita di vite umane.

La Costituzione e il Senso del Diritto

Sempre per il diritto alla salute pubblica, il quale viene prima di tutti a livello fattuale, visto e considerato il silenzio del Colle, ossia del Garante della nostra Costituzione, assistiamo inermi a un Premier che, come asserito dallo stesso giornalista Nicola Porro in un suo video che dovrebbe essere tramandato ai posteri per forza e verità, ci consente e ci permette di uscire con l’autocertificazione.

Una punta, a suo dire, di un Governo che sta agendo per il bene degli italiani e si è arrogato il potere di definire cosa sia giusto, cosa sia sbagliato (tanto per citare la task force sulle Fake News dimenticando le tante notizie “false” sulle mascherine e sul bisogno di indossarle, figlie della poca conoscenza che si ha del virus n.d.r.) e si ponga in quell’onda della propaganda che tanto cara fu alla dittatura dalla quale abbiamo festeggiato la liberazione un paio di giorni fa.

Propaganda o Comunicazione?

D’altronde le dirette su Facebook o a reti unificate con l’uomo solo al comando che si affaccia dal balcone virtuale di Roma e, spesso con il dito puntato, aizza i like e i cuoricini sul noto social network, hanno fatto ormai scuola, definendo una chiara impronta comunicativa orientata alla massimizzazione dei consensi e all’isolamento dei contrari che vengono tacciati di scorrettezza nella chat stessa e comunque individuati grazie alle informazioni.

Si tratta di un andamento che, come ha ricordato lo stesso Porro, è molto pericoloso. Pericoloso e periglioso nel suo percorso a ostacoli, nonché nella meta finale che determina una sorta di regime dittatoriale d’impronta sanitaria, ove un comitato tecnico-scientifico e un Premier, non eletti da nessuno, decidono per tutti e stralciano la Costituzione definendo priorità e limiti oltre ai quali non si può andare.

Opposizione Silente, Premier Onnipresente

In tutto questo il silenzio di un opposizione attiva sui social, ma poco presente in quel Parlamento, oramai relegato a mero spettatore delle Conferenze e delle decisioni del Premier, determina un atteggiamento incomprensibile da parte del Presidente della Repubblica che avalla questa realtà che rappresenta un presente arduo da difendere a livello costituzionale e difficile da offuscare in ottica futura.

Mentre il Premier ci consente e ci dà la possibilità di esercitare le nostre libertà, quelle per le quali uomini e donne sono deceduti nel corso della storia, forse avremmo bisogno di qualcuno che mettesse i puntini sulle i e risvegliasse le coscienze di tutti, assuefatti a quest’impronta che caratterizzerà un modello pericoloso.

Perché se siamo disposti ad abbandonare le nostre libertà in ragione della salute pubblica e disponiamo di questo al Premier e al Governo, chi dice che il diritto di voto o di assemblea o di altro tipo siano meno soggetti a questo stesso livello giuridico?

Ai posteri l’ardua sentenza.