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Jeans Levi’s. Il Noto Marchio Licenzia: è Crisi.

Jeans Levi's. Il Noto Marchio Licenzia è Crisi.

Chi, soprattutto prima del nuovo millennio, non ricorda i mitici Jeans Levi’s, vero e proprio status symbol, un brand significativo che ha segnato il corso di quei tempi nei quali c’era tanto fermento in occidente?

I Licenziamenti di Levi’s

Ebbene, la crisi pandemica sta colpendo anche uno dei più noti marchi internazionali al pari di quanto accaduto con la marca di camicie “Brook Brothers”: i negozi di abbigliamento Levi’s, infatti, devono razionalizzare i costi operativi per sopravvivere e per questo l’azienda ha deciso di tagliare del 15% la sua forza lavoro, licenziando 700 persone.

Chip Bergh, CEO di Levi’s ha sottolineato come quest’atto sia necessario per far fronte al crollo del fatturato derivante dalla pandemia: i dati, infatti, parlano di un calo di -62% e di una perdita netta di 364 milioni di dollari.

Il CEO ha rilasciato una comunicazione a mezzo stampa per spiegare la decisione e sottolineare quanto il lockdown abbia già inciso su quest’anno, che, viceversa, era nato sotto i migliori auspici:

“Abbiamo iniziato l’anno con un forte slancio, ma la pandemia globale e la crisi economica hanno avuto un impatto significativamente negativo sui nostri risultati del secondo trimestre, dato che i nostri negozi e la maggior parte dei grossisti sono rimasti chiusi in tutto il mondo per gran parte del tempo”

La Crisi dei Jeans

Il settore della moda e dell’abbigliamento, l’abbiamo detto, è uno di quelli che più degli altri ha sofferto e sta soffrendo di questa crisi. In particolar modo, il mercato legato ai jeans e al denim, sono crollate anche a seguito di una tendenza mutata repentinamente. In uno dei mercati più grandi, quello degli USA, i cittadini avrebbero scelto abbigliamento più comodo e sportivo proprio come risposta al lockdown imposto.

Non solo Levi’s, infatti, ha riscontrato questa perdita derivante da questi nuovi bisogni di una grande fetta di americani: anche altre società che lavorano con il denim hanno rilevato la medesima dinamica negativa. Lucky Brand, tra queste, ha annunciato la chiusura di 13 negozi sui 200 totali a seguito di richiesta delle tutele previste dal Chapter 11, la legge fallimentare USA.

Il Futuro della Moda e di Levi’s

La pandemia, infatti, non solo ha portato una crisi economica e finanziaria ancora lungi dall’esporre i reali danni totali, ma sta mutando anche le caratteristiche sociali e le abitudini dei consumatori che si trovano a doversi confrontare con un nuovo paradigma.

Di conseguenza, nel settore moda potrebbero esserci delle novità strategiche a iniziare dalle grandi firme le quali, di fatto, hanno già iniziato anche a lavorare sui Dispositivi di Protezione Individuali, quali mascherine griffate e altamente tecnologiche, ma non solo.

I brand internazionali sono già consapevoli di quanto accade e per questo si sta accelerando anche dal punto di vista della modernizzazione e da quello tecnologico. Il CEO di Levi’s, infatti, ha analizzato la situazione focalizzandosi sulla prossima implementazione dell’intelligenza artificiali e targetizzando il nuovo profilo del cliente ideale, riposizionandosi in questo mutato contesto.

“La pandemia sta facendo accelerare i cambiamenti dell’ambiente competitivo nel settore retail e del comportamento dei consumatori in vari modi che amplificano i punti di forza del brand Levi’s”

” (…)E noi stiamo intensificando gli sforzi relativi alla nostra trasformazione digitale, incorporando la potenza dell’Ia e della data science e sfruttando i nostri emblematici brand per focalizzarci ancora di più sulla Generazione Z e sulla sostenibilità. Siamo convinti che questo ci consentirà di ampliare ulteriormente la nostra posizione di leadership sul mercato e di uscire rafforzati da questa crisi”