La Classifica delle Famiglie più Ricche del Mondo (Bloomberg). Indovinate quella Italiana

La Classifica delle Famiglie più Ricche del Mondo

Di recente la multinazionale operante nel settore dei Mass Media, la New Yorkese Bloomberg, ha voluto pubblicare un servizio improntato sulla ricchezza stilando la classifica delle famiglie più ricche del mondo, o meglio, le prime 25. Persone che non hanno certo problemi né di liquidità, né di potere, ma possono ricavare soldi semplicemente spendendo soldi: un paradosso incredibile, ma nemmeno poi tanto, visto il concetto stesso di capitalismo che si basa sulla concorrenza e non sul monopolio, nemmeno dei soldi stessi.

Ecco la classifica dei 25 nuclei familiari che non hanno certamente bisogno del famoso ISEE italiano. Tra l’altro, tra questi, c’è anche una nostra famiglia tricolore (clicca qui se vuoi saperlo subito).

  1. Famiglia Walton (Arkansas). Al primo posto, medaglia d’oro, ci sono gli americani Walton, erede del noto Sam, il fondatore della catena di negozi più famosa al mondo, Walmart. Il loro patrimonio, stimato dalle fonti di Bloomberg, è superiore ai 190 miliardi di dollari: un vero e proprio tourbillion che genera ricchezza su ricchezza, secondo l’antico detto “piove sul bagnato”. Questa famiglia ricava circa 70.000 dollari al minuto, 4 milioni ogni ora, 100 milioni al giorno. La catena Walmart fattura 514 miliardi all’anno derivanti dalle vendite nei suoi 11.000 punti vendita di tutti i format sparsi nel mondo: in mano alla holding a gestione familiare c’è ancora la metà delle azioni di questa macchina da denaro. Nel solo 2018, i Walton hanno incassato 3 miliardi di dollari di dividendi generati dalle azioni ordinarie.
  2. Famiglia Mars (Virginia). Sempre made in USA, questa famiglia è corrisponde all’omonimo dolciume che ha contraddistinto e riempito di bontà la nostra infanzia. Re dei dolciumi, a questa famiglia va la medaglia d’argento perché nell’ultimo anno ha aggiunto 37 miliardi di dollari al patrimonio familiare arrivando a sfiorare i 127. La storia della fortuna di famiglia viene da lontano: nel 1911 Frank e sua moglie iniziarono un piccolo commercio di caramelle, ma la svolta si ebbe nel 1923 con l’invenzione del noto snack, una barretta di cioccolato facile da consumare. Tra i marchi prodotti anche i noti M&M’s protagonisti anche di spot esilaranti di successo. La fortuna creata non si deve solo al comparto dei dolciumi, ma anche alla produzione e vendita di prodotti per la cura di animali domestici.
  3. Famiglia Koch (Kansas). Medaglia di bronzo per questa famiglia multisettoriale: la loro fortuna deriva da attività inerenti la produzione di energia, la raffinazione del petrolio, oltre il possesso di industrie chimiche, carterie e per il controllo dell’inquinamento. Insomma inquinano e guadagnano dal monitoraggio. Koch Industries non è un’azienda quotata, ma è gestita proprio come un’impresa familiare da Charles e David Koch che esclusero i fratelli Frederick e William dalla società all’inizio degli anni ’80. Ricordando Beautiful oppure Dallas. Il loro patrimonio stimato si aggira intorno ai 124,5 miliardi di dollari. Sono sostenitori repubblicani da sempre e finanziano anche il partito.
  4. Al Saud (Arabia Saudita). Il Re dell’omonima nazione ottiene il quarto posto insieme alla sua famiglia numerosa. Il monarca possiede naturalmente riserve di petrolio impareggiabili e la sua fortuna ammonterebbe a circa 100 miliardi di dollari calcolando solo i pagamenti ufficiali degli ultimi 50 anni: probabilmente la ricchezza che controllano le oltre 15.000 persone appartenenti al clan è molto superiore. Molti membri, infatti, hanno investito e creato ricchezza anche operando nell’intermediazione di contratti governativi e fondiari, nonché creando imprese al servizio di aziende statali, ad esempio la nota Aramco, di cui abbiamo parlato in un recente articolo a causa dell’operazione di acquisizione ed espansione. Il solo principe ereditario, Mohammed, figlio di Salman, controllerebbe beni per un controvalore vicino al miliardo.
  5. Wertheimer (Francia). I fratelli Alain e Gerard sono molto restii alla vita mondana (il New York Times li definisce miliardari silenziosi) e non partecipano sovente al Jet Set. In realtà tutto il mondo li conosce, perché la loro famiglia è legata a doppio filo al marchio Chanel e la maison omonima. Il nonno finanziò l’avvenente ed intraprendente Coco Chanel nel 1924 affinché fondasse la sua casa di moda. Ora i Wertheimer ne sono i proprietari e l’azienda è molto redditizia (fatturato nel 2018 pari a 11 miliardi di dollari).
  6. Dumas (Francia). Sempre in terra gallica, Jean-Louis Dumas, scomparso prematuramente nel 2010, ha fatto la fortuna di Hermès, trasformando la società tra il 1978 al 2006 in uno dei principali attori mondiali della moda. Attualmente in società rimangono il direttore artistico Pierre-Alexis Dumas ed il presidente Axel Dumas. La fortuna della famiglia si aggira intorno ai 53,1 miliardi di dollari.
  7. Van Damme, De Spoelberch e De Mevius (Belgio). Famiglie di birrai con una tradizione antica e risalente al XIV secolo, hanno unito le forze e realizzato un’impresa collettiva che vale 52,9 miliardi, guadagnando anche titoli nobiliari e acquistando fantasmagorici castelli.
  8. Boehringer e Von Baumbach (Germania). L’azienda farmaceutica Boehringer Ingelheim è una società antica fondata nel 1885 ed appartiene sempre all’omonima famiglia a cui si è aggiunto un ramo chiamato von Baumbach. Il patrimonio ammonta a quasi 52 miliardi di dollari.
  9. Ambani (India). Il magnate indiano Dhirubhai Ambani fondò la Reliance Industries nel 1957, una società che opera nei settori petrol-chimici, nella produzione dei tessuti e nelle telecomunicazioni. Dhirubhai è deceduto nel 2002 senza lasciare un testamento scritto e la sua vedova ha dovuto conciliare la faida scoppiata tra i figli Mukesh e Anil per l’eredità. Il primo ora guida il conglomerato di Mumbai, il più grande complesso di raffinazione del greggio del mondo e vive nello sfarzo: si è costruito una villa di 27 piani, record per una residenza privata. Il valore ammonta a 50,4 miliardi di dollari.
  10. Cargill e MacMillian (Minnesota). Tornando negli States, queste due famiglie detengono la maggioranza delle azioni della Cargill Inc., società operante nello stoccaggio di materie prime. Fondata in Iowa nel 1865 da William W Cargill, quest’azienda si è evoluta ed espansa nel tempo ed ora è un colosso settoriale nell’alimentare, agricolo ed industriale. Il suo valore si aggira intorno a 42,9 miliardi di dollari.
  11. Thomson (Canada). Spostandoci poco più a nord, troviamo la famiglia più ricca del paese della foglia d’acero. Ecco la storia della loro fortuna: Roy Thomson negli anni Trenta aprì una stazione radio nella regione dell’Ontario. Dopo cinque anni era la principale realtà editoriale del Paese nel comparto della carta stampata. Oggi i suoi discendenti possiedono i 2/3 di Thomson Reuters, il noto fornitore di dati finanziari e servizi di cui sentiamo spesso parlare per analisi aziendali. La ricchezza familiare ammonterebbe a 39,1 miliardi di dollari.
  12. Kwok (Hong Kong). La famiglia Kwok basa tutta la sua ricchezza sulla Sun Hung Kai Properties, una società immobiliare, o meglio, LA società di Hong Kong per antonomasia ed una delle più grandi realtà al mondo. Fondata da Kwokk Tak-seng, alla sua morte nel 1990 sono succeduti i figli Walter, Thomas e Raymond. Tra alcuni guai giudiziari personali ed uno scenario politico non certo al momento facile, viste le ultime vicissitudini e le rivolte che hanno colpito i punti nevralgici, compreso l’aeroporto, questa famiglia si gode una ricchezza pari a 38 miliardi di dollari.
  13. Chearavanont (Bangkok). La storia della fortuna di questa famiglia è ancora più avvincente. Nel 1921 Chia Ek Chor e suo fratello arrivarono dalla vicina Cina in Thailandia e qui iniziarono a vendere sementi. Dopo quasi cent’anni, il figlio di Chia, Dhanin Cheavaranont è il presidente senior di Charoen Pokphand Group, un conglomerato attivo nel settore dell’alimentazione, la vendita al dettaglio e nelle telecomunicazioni. La ricchezza ammonta a 37,9 miliardi di dollari.
  14. Johnson (Massachusetts). La fortuna di questa famiglia risale al 1946, quando Edward C. Johnson II fondò la Fidelity Management & Research, un’azienda specializzata nell’erogazione e ideazione di servizi finanziari. Oggi in azienda c’è Abigal Johnson, la nipote del fondatore, ma la ragazza ha deciso di cedere una parte della sua quota, pari al 25%, nel 2005. Nonostante questo, la sua ricchezza si attesta a 37,4 miliardi di dollari.
  15. Cox (Georgia). L’omonima famiglia controlla Cox Enterprises, un conglomerato di aziende che operano in diversi settori, dai media all’automotive fatturando circa 21 miliardi di dollari annui. La divisione Cox Communication è la terza azienda di settore per quote di mercato negli States: fondata nel 1898 da James M. Cox, i discendenti che oggi detengono le quote azionarie vanterebbero una ricchezza pari a 36,9 miliardi di dollari.
  16. Quandt (Germania). Figliastro del gerarca nazista Joseph Goebbels, Herbert Quandt è riuscito a fare della BMW una delle case automobilistiche di maggiore successo mondiale con i suoi modelli di auto veloci, scattanti e dalle linee accattivanti. I figli Stefan Quandt e Susanne Klatten detengono ancora quote aziendali vicine alla metà: la ricchezza patrimoniale si attesta sui 35 miliardi di dollari.
  17. Pritzker (Illinois). Figlio di un immigrato ucraino, A.N. Pritzker iniziò ad investire negli anni Trenta nel settore immobiliare e capitalizzò i denari derivanti dal lavoro presso lo studio legale del padre per acquisire società ed aziende in crisi ed in difficoltà, sulle quali puntare per un rilancio. Questi investimenti hanno dato vita ad una famosa dinastia americana, sostenitori accaniti e finanziatori del Partito Democrativo. Padroni anche della famosa catena alberghiera Hyatt Hotel, alcuni loro membri hanno partecipato attivamente alla vita politica statunitense: Penny Pritzker è stato segretario al Commercio degli Stati Uniti durante la presidenza Obama. Attualmente J.B. Pritzker è governatore dello Stato dell’Illinois.
  18. Mulliez (Francia). Bloomberg narra la storia di questa famiglia che già aveva costruito un impero nel commercio al dettaglio, ma la svolta fu nel 1961: Gerard Mulliez fondò la catena di supermercati ad insegna Auchan (di recente cronaca la smobilitazione di quest’insegna in difficoltà in Italia con gli acquisti degli store da parte di Conad), attualmente una delle più grandi presenti in Europa con 589 punti vendita in Francia e circa 1900 in Italia, seppur in calo per i motivi citati. La holding di famiglia non controlla solo Auchan, ma ha diversificato la sua offerta: tra le altre possiede Leroy Merlin. La ricchezza familiare ammonterebbe a circa 33 miliardi di dollari.
  19. Johnson (Wisconsin). Sempre in USA, omonimi della famiglia del Massachusetts, la fortuna di questa è iniziata nel lontano 1882 quando i membri si erano organizzati per vendere pavimenti in parquet. La multinazionale che possiedono attualmente, annovera, tra i vari marchi, Raid, Autan e Glade: il patrimonio ammonta a circa 33 miliardi di dollari.
  20. Albrecht (Germania). Prima del secondo conflitto mondiale, questa famiglia possedeva un negozio di alimentari ad Essen: ritornati dal fronte, i fratelli Theo e Karl Albrecht trasformarono l’attività dei genitori nella famosa insegna Aldi (acronimo di ALbrecht-DIscount), il primo format di supermercati hard discount che ha fatto scuola. Negli anni ’60 i fratelli divisero l’azienda in due filiali, Aldi Nord e Aldi Sued: il ramo di Theo ha anche Trader Joe’s, brand acquisito nel 1979. Insieme, i due fratelli della stessa famiglia possiedono un patrimonio stimato pari a 32,6 miliardi di euro.
  21. Rausing (Svezia). Ruber Rausing commerciava in Svezia negli anni 50 i cartoni per le bevande. Oggi, un suo discendende, Gad, controlla la Tetra Laval, tra le cui filiali c’è anche la famosissima Tetrapak, operante negli imballaggi e nel packaging. Hans, invece, ha venduto la sua quota a Gas nel 1995 e da allora investe nella green economy, ossia imballaggi ecologici e azioni mediante Alta Adviser, azienda con sede a Londra. Vedremo in futuro tra i due chi sarà il più lungimirante. La loro ricchezza stimata è 32,55 miliardi di euro.
  22. Hartono (Indonesia). Nel 1950 Oei Wie Gwan acquistò un’azienda operante nel settore della produzione di sigarette nella quale erano occupate solo 10 persone: ribattezzò il marchio prodotto con il nome di Djarum. Oggi è uno dei più grandi produttori d’Indonesia. Oei ha lasciato in eredità l’azienda ai due figli Michael e Budi quando è deceduto nel 1963: questi hanno optato per una diversificazione, investendo gli ingenti proventi derivanti dall’attività primaria nella Bank Central Asia. Il loro patrimonio ammonterebbe a 32,5 miliardi di euro.
  23. Lauder (New York). Sempre negli States, Joseph Lauder insieme alla sua consorte Estée, aprirono l’omonima compagnia nel 1946 proprio nella Grande Mela: all’inizio la gamma di prodotti offerta era poca cosa, solo 4 prodotti, ma nei successivi 15 anni la produzione aumentò e la gamma si ampliò sia in profondità, sia in ampiezza. Nel 1960 i famosi prodotti Estée Lauder passano i confini nazionali. I coniugi hanno generato due figli, Leonard e Ronald. Solo quest’ultimo, insieme al figlio, ha gestito l’azienda fino al 2012 per poi assumere un manager esterno. Il patrimonio dei Lauder si aggira intorno ai 32,2 miliardi di dollari.
  24. Hoffmann e Oeri (Svizzera). La storia di queste famiglie inizia nel 1896 quando l’imprenditore svizzero Fritz Hoffmann-La Roche fonda a Basilea l’omonima casa farmaceutica per poi espandersi creando filiali in tutta europa ed oltre (Germania, Francia, Italia, Stati Uniti, Russia, Gran Bretagna). Ai suoi discendenti ora è rimasto il 9% della società, i cui farmagi oncologici, ossia quel mix ancora applicato per le cure chemioterapiche nei protocolli antitumorali, hanno influito sul fatturato del gruppo nel 2018, portandolo a 58 miliardi di dollari. Il patrimonio di famiglia ammonterebbe a 31,3 miliardi di dollari.
  25. Ferrero (Italia). Dulcis in Fundo, letteralmente parlando, entra di diritto una famiglia italiana. Nella classifica stilata da Bloomberg, al 25° posto troviamo la famiglia Ferrero, la cui fortuna ha origine ad Alba, in Piemonte nel 1942. Pietro Ferrero aprì durante il conflitto mondiale un laboratorio di dolci per cercare di sfruttare una delle materie prime disponibili nel territorio locali, ossia le nocciole. Nel 1946 l’idea di sfruttare queste leccornie per produrre una crema a base di nocciole che chiamò inizialmente Pasta Gianduja, aprì la strada a quella che, diciotto anni dopo, diventò la Nutella: un vero e proprio must del mondo intero. Un successo mondiale conosciuto ai quattro angoli del mondo. I discendenti di Ferrero non si sono fermati di certo, ma hanno acquisito Nestlè nel 2018 pagando 2,8 miliardi di dollari. La ricchezza familiare stimata, secondo i dati di Bloomberg, ammonterebbe a circa 29,8 miliardi di dollari.